Scuola di comunità

In spaventoso, nonché vergognoso ritardo… riprendo in mano la scuola di comunità.. anche se devo dire che la voglia non è poi molta… per cui.. darò i miei sforzi in pegno a colei che questo mese preghiamo con tanto affetto e cioè Maria. In più oggi è pure il compleanno di Laura quindi.. facciamole questo regalo… mandiamole da addormentarsi un pochetto in questa lieta giornata… AUGURI LAURAAAAAAAAAAAAA

 

In effetti di tempo ne è trascorso veramente molto e già si può dire nebulosa quanto accaduto nella giornata del 19.04.09.. ma neppure troppo visto che dopo mesi ci siamo ritrovati con gli altri ragazzi delle comunità nordiche e non solo.. finalmente abbiamo rivisto i “nostri” ragazzi e devo dire che mi sono davvero mancati tanto in questi mesi d’esilio (ahahahh da che ahah)..ed è stato bello come sempre poter respirare la stessa aria e condividere gli stessi incontri (ma qui già è una mezza bugia… perché noi passiranesi più grandicelli  a parte i momenti d’insieme, proprio non abbiamo avuto tempo per rimanere in compagnia con gli altri…ed è un gran peccato….e spero che qualcuno legga tra le righe!!!! J).

La mattinata è iniziata al solito con il ritrovo, l’accoglienza di chiunque arrivasse e in special modo i ragazzi che venivano da molto più lontano di noi, una preghiera tutti insieme e poi TAC divisione in gruppi per vedere un po’ dove si è arrivati nel cammino.

Stavolta noi giovinastri sull’adulto andante siamo stati…. Premiati!?!? Abbandonati!?!? Insomma.. ci siamo ritrovati a fare un po’ di autogestione visto che non avevamo nessuna guida in particolare.. devo dire però che ci siamo destreggiati egregiamente.. infondo siamo grandi abbastanza e siamo in grado di parlare anche senza la pressione di un padre che ti guarda negli occhi e ti manda messaggi subliminali..tocca a te, tocca a te, tocca a te, tocca a te, tocca a te, tocca a te, tocca a te, tocca a te, tocca a te, tocca a te, tocca a te, tocca a te, tocca a te, tocca a te, tocca a te, tocca a te, tocca a te, tocca a te, tocca a te, tocca a te  ^_^ Non che la fifa cambi comunque hehehehehehe.. il tutto per dire che comunque ce la siamo cavata.. certo non è la stessa cosa autogestirsi ma non  è neppure impossibile da fare.

Le redini della situazione e comunque la parte della rompighiaccio nonché moderatrice è spettata a Emiliana

ü      Emi: Questo ultimo mese l’ha vista impegnarsi molto nel seguire il cartoncino lasciatoci dall’ultimo incontro. E’ rimasta affascinata da Gesù Crocifisso (e come non esserlo visto anche il periodo pasquale) soprattutto l’ha visto nella tragedia del terremoto in Abruzzo. Si è sentita presa in causa e soprattutto ansiosa di poter fare qualcosa.. di poter “scegliere” quelle persone sofferenti perché in loro rivede Gesù abbandonato su quella croce. Emi ci confessa anche di non aver solo pensato a queste persone lontane.. ma che anche tra quelle vicine ha avuto modo di riscontrare la presenza di Gesù crocifisso per varie vicissitudini talvolta anche drammatiche o comunque molto difficili.

ü      Antonio: Ha trovato la seconda settimana più ostica perché riconoscere Gesù negli altri e quindi in chiunque ti capiti sotto gli occhi con pregi e difetti è veramente difficile.

ü      Alberto: Si è stupito di come si possa ricevere lezioni di fede anche in momenti di spavento provocato dai nonni. Ne ha dedotto che a volte la fede dei nonni è molto più forte di tanti “perché” che si possono formulare per capire…. Si accetta per fede.. e si spera nella Divina Provvidenza!!!

ü      Laura: Dice che sono state settimane impegnative e faticose.. e dice di aver unicamente pensato alla Croce

ü      Sara: in famiglia è capitato un evento che ha provocato grande spavento ma che li ha aiutati a riflettere…sulle condizioni dei terremotati e comunque di tutti coloro che soffrono.

Tra un discorso e un altro arriva ben presto il momento di riunire il gruppone e prontamente ritroviamo il preside con la nuova lezione che ci illuminerà il cuore…. Titolo indubbiamente “suggestivo”

IN MEMORIA DI ME

Già dal titolo non si può certamente pensare che l’argomento del giorno non sarà almeno legato in parte al sacramento dell’eucarestia.

Perché oggi trattiamo di questo!?!? MA perché senza Eucarestia non ci sarebbe neppure la Chiesa, quindi è tappa fondamentale per capire cosa sia una comunità. Nel nuovo testamento leggiamo che le prime comunità cristiane erano “assidue” nello spezzare il pane… le prime comunità erano le prime chiese.. la comunità si distingueva anche per lo spezzare il pane quindi l’Eucarestia è Chiesa e lo è su precisa richiesta di Gesù che durante l’ultima cena ha detto “fate questo in memoria di me”.

In questi millenni, il sacramento dell’Eucarestia è sempre stato lo stesso; una celebrazione della Pasqua di Cristo e in quanto, memoria di un qualcosa di grande, non è mai cambiato. Troviamo un evolversi nei secoli nella metodologia di somministrazione degli altri sacramenti ma non quello dell’Eucarestia.

San Giustino, in uno scritto, racconta l’Eucarestia vissuta dalle prime comunità cristiane. Dice che si ritrovavano il sabato leggevano passi, qualcuno spiegava le letture, pregavano insieme, si scambiavano il segno di pace, offrivano quanto avevano da dare, lodavano Dio, rendevano grazie e alla fine dicevano AMEN. Poi i diaconi distribuivano pane, vino e acqua eucaristizzati e alla fine se qualcuno aveva la possibilità di fare l’elemosina la faceva per aiutare orfani, vedove e, malattie bisognosi. Era il 150 dopo Cristo. Per questo i cristiani erano anche accusati di empietà, all’orecchio degli atei giungevano notizie assurde come quella che mangiavano i bambini (perché il pane diventava corpo).

Eppure dopo 2000 e rotti anni.. siamo ancora qui e il rito è pressoché lo stesso!!!

ü      Leggiamo gli scritti tratti dalla bibbia

ü      Ascoltiamo l’omelia e invochiamo Dio nelle preghiere

ü      Ci diamo il segno di Pace

ü      Offriamo a Dio pane, vino  e noi stessi con pregi e difetti

ü      Rendiamo grazie per quanto ricevuto

ü      E alla fine l’AMEN solenne

E’ davvero toccante pensare che oggi nel 2009 ancora facciamo le stesse cose e secondo me non è questione di vecchiume… perché per quanto riguarda l’Eucaristia non esisterebbe segno diverso da compiere… è Gesù stesso ad averlo insegnato e ha richiesto espressamente di rifarlo così.. senza altre modifiche.

Per questo l’Eucaristia è il CUORE dell’esperienza cristiana. L’Eucaristia è il punto culminante della vita di Gesù che l’ha istituita con l’ultima cena.

Cos’è L’ultima cena per Gesù!?!?

E’ l’anticipazione “sacramentale” di ciò che di lì a qualche ora avrebbe vissuto e cioè la sua Morte e Risurrezione… Lui è il sacrificio per questa nuova ed eterna alleanza e in questo caso Lui è stato vittima sacrificale nonché celebrante. E’ qui che ci chiede di non dimenticarlo ma di fare “questo in memoria di me”.

Gesù cambia quindi il significato della pasqua partendo dalla pasqua ebraica. Gesù era un buon ebreo e come tutti festeggiava e celebrava la pasqua insieme ai suoi discepoli. Questi, ignari di quanto avrebbero appeso pocanzi, erano estremamente felici, erano baldanzosi perché quella era una sera di grande festa per tutti. Si sono quindi ritrovati, hanno consumato i vari riti previsti dal cerimoniale, hanno fatto tanti preparativi affinché tutto fosse al posto giusto. Addirittura bruciavano cose vecchie per auspicare che le cose negative uscissero dalle loro vite e Gesù è partecipe di tutto con solerzia ed entusiasmo, perché lui “voleva” partecipare a questa pasqua.

Davanti a Lui c’erano tutti i segni del passaggio di Dio nella storia di Israele, si trova all’interno di un memoriale, c’erano le erbe amare, c’erano i mattoni degli schiavi, c’erano le ossa dell’agnello e pure molto vino. Tutto è pronto per la Pasqua quindi. Gesù la celebra e celebrarla significava raccontarla per tenere vivi la tradizione e il ricordo della potenza di Dio che ha liberato il suo popolo dall’Egitto e come l’ha fatto.

Eppure Gesù, pur avendo tutto pronto decide di fare a modo suo perché quella sarebbe stata la Sua pasqua, quella che anche prima abbiamo chiamato nuova ed eterna alleanza.. il nuovo segno è Gesù stesso che è agnello sacrificale.. Gesù è la Pasqua.

Gesù da vita al nuovo “segno” spezzando il pane e versando il vino. Parla di ciò che ha fatto in quel momento chiamando i frutti del lavoro dell’uomo ora corpo e ora sangue e alla fine aggiunge “fate questo in memoria di me”. Questo è il memoriale. E’ Gesù che vive e si ripresenta a noi..è il mistero della Pasqua che si ripresenta.

Per noi tutti questo è EVENTO DI SALVEZZA, una sola cena, un solo sacerdote, una eterna alleanza…una Eucaristia

Dopo la Cena del Signore noi proclamiamo di voler attendere nuovamente la sua venuta. Celebriamo il memoriale all’interno del quale noi stessi siamo trasformati in ciò che mangiamo. Noi riceviamo il corpo e il sangue e diventiamo “portatori di Cristo” in un unico corpo e un unico sangue. Questo è il cibo dell’Amore, necessario per vivere e crescere. L’Eucaristia è un’estasi..è il momento in cui non sei più tu che vivi ma è Lui che vive in te.. l’Eucaristia è l’anticipo del Regno dei cieli. E’ un qualcosa che ci accorpa a Cristo e ci “trasfigura”.. L’Eucaristia ci rende corporei in Cristo… Effetto dell’Eucaristia è l’Unità

E’ un sacramento che unisce e ci rende unica famiglia.. ci porta all’unità tra gli uomini. Quindi l’Eucaristia fa la chiesa, la realizza e la Chiesa si realizza solo con l’eucaristia.. per questo è il fulcro di tutto. Gesù ha dato la sua vita e noi a nostra volta dobbiamo darla agli altri. Pane spezzato per i fratelli.
 

Anche se in stra ritardo ecco i promemoria per vivere al meglio quanto sopra riportato.

 

1^ settimana: Accoglietevi…in memoria di me (dal 20.04.09 al 26.04.09)

Gareggiate nello stimarvi a Vicenda /Rm 12,10)

 

Costui accoglie i peccatori e mangia con loro. (Lc 15,2)

 

2^ settimana: Perdonatevi…in memoria di me (dal 27.04.09 al 03.05.09)

Rivestitevi dunque di sentimenti di misericordia, sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente (Col 3, 12-13)

 

Perdonate e vi sarà perdonato (Lc 6,37)

 

3^ settimana: Ascoltatevi… in memoria di me (dal 04.05.09 al 10.05.09)

Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me (Lc 10, 16)

 

Porgi l’orecchio e ascolta, sta attento (Es 40,4)

 

 

4^ settimana: Offritevi… in memoria di me (dal 11.05.09 al 17.05.09)

Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito ma per servire e dare la propri vita in riscatto per molti (Mc 10, 45)

 

Chi vorrà salvare la propria vita la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia la troverà (Mt 16, 25)

 

5^ settimana: rimanete uniti… in memoria di me (dal 18.05.09 al 24.05.09)

Rimanete nel mio amore (Gv 15,9)

 

Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri (Gv 13, 25)

 

Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo (1 Cor 10, 17)

 

Prossimi appuntamenti

Coccaglio il 06.05.09

Passirano il 24.05.09

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SCUOLA DI COMUNITA’

Bhe carissimi tutti ecco un nuovo aggiornamento sulla scuola di Comunità… un po’ lunga sicuramente ma se qualcuno avesse il coraggio di arrivare inndo alla lettura credo troverebbe parecchi spunti di riflessione!!!

A tutti un abbraccissimo

 

Una buonasera per tutta la sera agli avventori di questo Blogghy, ma anche a tutti i ragazzuoli più o meno giovani che non hanno potuto partecipare a questa toccante e interessante giornata.

Toccante e veramente interessante perché il fulcro di tutto era LA CROCE.

Ma andiamo per ordine.. la scuola è iniziata al solito sempre con un pizzico di ritardo, orario di ritrovo 9.30 ma alla spicciolata tutti giungono sempre con qualche minuto o più di ritardo. Oggi però il sole era splendido e percorrere le vie della franciacorta è stato più che piacevole… era presagio di un qualcosa di bello… e l’incredibile si è avverato.. e una volta giunta in quel di Passirano, una volta che anche gli altri ragazzi sono arrivati.. ecco la notiziona… che ti arriva tra capo e collo!!! Ma la si poteva davvero capire solo dagli atteggiamenti, da quello che il brillio degli occhi diceva senza parole….. bhe ragazzuoli miei…. Rallegriamoci per questo nuovo percorso che due di noi inizieranno a percorrere insieme.. di cuore tanti tanti auguroni non per una nuova avventura.. ma per una crescita che speriamo sia per la vita!!!! J Ma che bello davvero.. ed ora Come si diceva con la Emy.. bhe…. Qui bisogna darsi una mossa ahhaahahahah!!!! Con tanto di risata satanica gorgogliata dalle viscere di LAURA!!! Amici, amici…. Hehehehehe

Ok.. questo è ciò che succede prima della scuola e forse mi sono dilungata troppo..

Finalmente tutti gli allievi arrivano e il preside è pronto per accoglierci tutti con un momento iniziale di preghiera, presentazione del tema e accensione della lampada che illuminerà i nostri passi e le nostre menti.

MA, andando per gradi, ecco che subito l’interrogazione incombe e subito ci si divide per gruppo per condividere un po’ di noi, come ci siamo trovati in queste 5 settimane, se è cambiato qualcosa, se abbiamo tentato di seguire il famoso cartoncino!

Il primo che ha rotto il ghiaccio è stato

  • Antonio: bhe lui, che era uno dei depositari della bella notizia, è rimasto colpito da quel “siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri” E quello che ha pensato in questi giorni e di rendere partecipe noi della grande gioia che l’ha investito.. e ci ha chiesto di accompagnare lui e Laura nel loro cammino.
  • Laura: Si è riscoperta come dire “misericordiosa” nei confronti di Dio, certo sembra un po’ blasfema detta così però lei dice che dopo situazione ed esperienze difficili e magari negative per le quali si era ritrovata a chiedere perché a Dio ora lo ringrazia per ciò che di bello sta vivendo (è stato un perdonarlo per quanto di negativo le ha permesso di vivere… ma io dico Laura… che tutto quello che hai vissuto era forse per essere preparata alla grande gioia e per poterne godere ancora di più!!!son proprio felice per voi!!!)
  • Silvia: Si è ritrovata spontaneamente partecipe di momenti di tensione altrui e si è ritrovata ad ascoltare.. Dice anche che per giugno non sa dove arriverà con questo concetto di comunità, perché per ora la sua di appartenenza non le manca. Ed è su questo forse che dovrà lavorare un po’ di più anche perché è consapevole che da soli non si va da nessuna parte.
  • Alberto: si riaggancia a Silvia con un non so come arriverò a giugno… ma lui sappiamo tutti che a giugno con la Ale raggiungerà un traguardo che poi è una partenza, è il matrimonio. Lui stesso dice che il loro cammino a due è sempre più difficoltoso perché tende ad incentrarsi solo sulla coppia perché tante sono le decisioni e le cose che insieme si devono fare. E’ un avvicinarsi loro e allontanare inevitabile quasi, degli altri. Però sanno anche che è una crescita verso una gioia ancora più grande. Per questo si impegnano a vivere con uno sguardo verso Dio, affinché li aiuti a creare una famiglia che sia però parte di una molto più grande. Ci ha anche raccontato un aneddoto significativo sul come, inavvertitamente, Dio parla anche attraverso fonti che non ti aspetti proprio.
  • P.Tino: Ci parla della missione di Zone che si è da poco conclusa, con tutte le gioie e i dolori e soprattutto i momenti di difficoltà. Però tutto viene fatto con amore e a volte con misericordia… bisogna voler bene anche nelle difficoltà!!!
  • Ale: Avvalla Alberto in tutto… la strada che porta a quel 20.06.09 è davvero irta e li porta a rapportarsi con gli altri in modo sempre più sporadico.. ma si sono impegnati a mantenere delle piccole ancore di salvezza.. tra queste ci siamo anche noi e le giornate, per poter respirare e condividere quanto stanno vivendo.
  • Tiz: che dire.. io mi sono ritrovata dire che dall’inizio di questa comunità un po’ mi sento cambiata, perché credo che l’incontro con Gesù non lasci indifferente proprio nessuno (avevo detto la stessa cosa del sostare davanti alla grotta di Massabielle). Tante però sono le difficoltà e la mia alla fine sta nel trovare la giusta motivazione in quello che faccio.. Perché!?!?? E sono pienamente concorde!! Forse è per questo che non sono attenta a quanto accade introno a me… il mio più grande cruccio.

 

A questo punto sono già le 11 passate e il preside ci attende nell’aula magna per presentarci il nuovo argomento:

 

IL MIO VANTO: GESU’ CROCIFISSO.

 

E qui vorrei tanto farvi vedere il video con la canzone Perché ti amo del Gen Rosso e per ora a voi almeno le Parole.:

Tra milioni di modi per dirmi: "Ti amo"
Dio, hai scelto per me quello a te più lontano.
Mi hai visto lottare, sperare, soffrire,
hai deciso di vivere qui … e morire.

Più lontano per te, ma a me più vicino;
uno in tutto con me, con il mio destino.
Non guardi il tuo cielo, il calore del sole
mi cerchi nel buio, mi chiami per nome.

Mi hai visto nel pianto
hai pianto con  me;
nei guai fino al collo:
tu nei guai, come me.
Nell’assurdo il tuo grido: "Perché?"
Primavera che muore con te.

In un vicolo cieco, tu cieco sei lì;
crolla il cielo di schianto, nello schianto sei lì;
la testa che scoppia, il passato che pesa,
una vita mal spesa, ti trovo anche lì.

E’ l’amore che unisce amori lontani:
tra due mondi tu muori per dire che mi ami .
Dal seme nel buio la risposta è partita:
un milione di modi per dare la vita.

Mi hai visto nel pianto
hai pianto con  me;
nei guai fino al collo:
tu nei guai, come me.
Nell’assurdo il tuo grido: "Perché?"
Primavera che muore con te.

Mi hai visto nel pianto
hai pianto con  me;
nei guai fino al collo:
tu nei guai, come me.
Nell’assurdo il tuo grido: "Perché?"
Primavera che nasce con te.
Primavera che nasce, rinasce con te.

 

Perché questa canzone? Perché ad un certo punto passare ad un momento meditativo e di contemplazione. Le immagini sono tratta dal Gesù di Nazareth di Zeffirelli e mostrano la passione di Gesù fino alla morte di croce.

La prima volta che l’ho sentita a Coccaglio mi sono scesi i lacrimoni, fortuna che l’auditorium era nell’ombra per le luci spente, due volte l’hanno trasmesso il video e due volto ha sortito lo stesso effetto. Oggi ero preparata ma la scossa dentro l’ha lasciata ugualmente e soprattutto per questa frase: “E’ l’amore che unisce amori lontani:
tra due mondi tu muori per dire che mi ami”

Anse quella che più mi fa sbarellare è indubbiamente che io posso trovare Gesù anche in una vita mal spesa!!!!!

Padre Marcellino inizia questa sofferta meditazione… e toccante, fino alla commozione.Si parla di Croce ed è inevitabile iniziare l’argomento senza parlare di sofferenza, morte, malattia e dolore che sono parte del nostro mondo, ed è magari brutale da dire, ma prima o poi arrivano a bussare anche alla nostra porta.

Per noi tutti, nella visione comune, la croce non è altro che dolore, un qualcosa per cui ci si chiede il perché ci sia capitata tra capo e collo, è come se per noi fosse una malattia dalla quale fuggire. E’ un qualcosa di negativo. La croce è dolore, è sofferenza, è malattia.. e sono tutte cose che accompagnano la nostra vita ricordandoci che non siamo eterni e quindi sono la nostra debolezza.

 Però ci sono alcuni momenti in cui la sofferenza è talmente incomprensibile che anche se cristiani ci troviamo a chiedere il perché..Perché delle morti premature, perché degli stermini, delle violenze, delle brutalità, degli omicidi, o solo perché si arriva ad un certo punto della vita in cui alcuni preferiscono togliersela piuttosto che continuare a vivere?

Sappiamo quello che non dobbiamo fare.. non dobbiamo rassegnarci a tutto questo, non dobbiamo rimanere passivi, in quanto cristiani, lo sappiamo, eppure quando queste sofferenze ci toccano da vicino, anche noi tentiamo la fuga, proprio come tutti.. cerchiamo di fuggire e ci arrendiamo alla nostra impotenza. Arrendersi bisogna indubbiamente… ma non alla commiserazione, ma arrendersi al volere di Dio. Quando si capisce che quanto accaduto, è volontà di Dio (ed è estremamente difficile da comprendere al volo ed è pura esperienza personale) allora la croce non è più PESO ma APERTURA a ben altro. La croce, la sofferenza, la morte, fanno tutte parte del Progetto di Dio

Gesù ci invita a seguirlo, ci ha detto proprio queste parole: chiunque voglia venire dietro me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Una unica è la via… e la via è quella dell’amore… Gesù ha portato il suo Amore perché quella croce non è dolore ma AMORE. Su quel patibolo Gesù ci ha trasmesso tutto il suo amore!

La croce è infatti al centro del messaggio di tutti i vangeli, è il loro fondamento perché sono scritti in funzione della passione fino a quando quella croce sosterrà il corpo sfigurato ed esanime di Gesù e quello sarà il momento di maggiore intensità il momento in cui da una situazione di apparente abbandono, l’amore sfocia e ci inonda rendendoci Figli nuovi. Il cuore del cristianesimo è quindi da ricercarsi nella passione e in quella croce.

Croce che è amore. Per seguire quell’amore si è detto che una unica è la via, ed è quella percorsa da Gesù 2000 anni fa. Da pensare che Lui ha fatto di tutto per farci capire l’amore, lui si è fatto uno di noi, con  i nostri pensieri, le nostre fragilità, ha anche sperimentato la solitudine che è propria di ogni uomo Ha preso tutte le nostre caratteristiche, forse per capire al meglio dove e con cosa ci avrebbe aiutati a capire il mistero dell’amore di Dio…peccato che noi siamo così duri di comprendonio che per capire abbiamo dovuto vederlo sulla croce, e fortuna che Lui non ha ceduto alle paure umane ed ha continuato a vivere il suo dolore, senza Gesù sulla croce noi, non avremmo mai creduto e tutto quello che aveva creato e predicato in quei 33 anni sarebbe sfumato nel nulla… Credo che l’uomo sia veramente crudele!!! Gesù si sacrifica per noi nella via dell’Amore, appendendosi ad una croce.

Nella sua vita Gesù ha sempre insegnato, ovunque, tra piazze, strade, seduto ad una tavola, parlando da una barca, ovunque era luogo adatto per condividere l’amore di Dio e l’ultima lezione la tiene su una cattedra chiamata croce, all’interno di un’aula che si chiama MONDO.

Contempliamo così il volto di Gesù, i volto di un maestro che cerca di insegnarci in tutti i modi. Lui diventa uomo e si carica del volto del peccato, come si diceva prima prova i nostri stessi sentimenti.. e per capirci a fondo ha avuto anche paura. Siamo nell’orto degli ulivi e Gesù è prossimo al tradimento che farà precipitare gli eventi fino ad appenderlo su quella croce. Gesù è consapevole di ogni cosa e con fatica chiede a Dio di allontanare da Lui questa prova di sofferenza, ma subito si riprende e si rimette nella volontà di suo Padre.

Gesù quindi sperimenta pure una forma di “disobbedienza” al padre.. una paura che cerca di farlo vacillare e fuggire…Gesù è straziato dal dolore eppure trova il coraggio di offrire la sua vita a Dio e si abbandona nelle sue mani. Come dicevo prima, se fosse mancata l’agonia di Gesù sulla croce, la verità sull’amore di Dio non sarebbe mai stata creduta. Gesù capisce di essere venuto da noi proprio per questo, per insegnarci la verità e quindi si convince a vincere il dolore e la morte per trasformarsi, su quella croce, in amore. Gesù è la vita che muore e la morte che vive!!!!!

L’abbandono alle mani di Dio è la morte Mistica di Gesù seguita poi da quella corporale…e dopo questo c’è solo l’AMORE.

Gesù sale su quella croce e quando sente l’arrivo della sua ora sembra ancora più terrorizzato che nell’orto degli ulivi… Gesù urla e chiede a Dio perché lo ha abbandonato. Ma di abbandono non si tratta… almeno non nella forma che intendiamo tutti noi. Gesù grida e la sua anima si rabbuia come all’esterno succede di tutto, si squarcia il velo del tempio, tutto diventa scuro.. la morte è davvero prossima… Orma Gesù si è svuotato di tutto, si è spogliato di ciò che era, gli è stato tolto tutto, la dignità, le vesti, è stato disprezzato, deriso, prima della fine su quella croce ha pure trovato il tempo di consegnarci a Maria, sua madre, ha perdonato uno dei ladroni… ha fatto proprio tutto… ed ora manca un’unica cosa…. L’urlo che ci spalancherà le porte dell’eternità. Gesù è spogliato di tutta la sua forma umana… e su quella croce, cosa rimane? La sua forma divina. In questa forma, con questo grido di dolore che pare rassegnazione e disperazione, Lui ci fa figli e fratelli. Noi lo eravamo già ma per farci capire questo si è abbassato a tanto, ha anche sperimentato la disperazione propria delle nostre vite e con questa in comune abbiamo capito. Gesù diventa Padre della nuova umanità che nasce ai piedi di quella croce.. e quella croce è quindi fonte di vita.. di amore!

Tutto è quindi compiuto (di fronte a questo strazio è palpabile e visibile la commozione di padre Marcellino… non credevo di poterlo vedere così…è stato davvero, istruttivo). Ora che siamo Figli, siamo tutti qui, di fronte a quella croce d’amore, e ognuno di noi ha la sua croce personale. C’è poco di diverso da fare, come detto all’inizio, una è la via ed è quella del Maestro e Gesù con la sua vita ci insegna quattro cose fondamentali riguardanti il nostro rapporto con la Croce:

1)     Bisogna PRENDERLA (caricarsela a spalle e viverla)

2)     Bisogna, ACCOGLIERLA (farla entrare in noi per poterla capire)

3)     Bisogna ABBRACCIALRA

4)     Bisogna AMARLA

 

Parole più che forti… ma che ci fanno capire che alla base di una comunità è proprio la via della croce, che poi è la via dell’Amore. La radice della comunità sta nel fatto che ciascuno prenda la sua croce, la accolga, la abbracci e la ami.. proprio come Gesù ha fatto con la sua per tutti noi!!!!

Credo che a livello emotivo questa sia stata la lezione più provante e indubbiamente sarà tra le più difficili da vivere… è molto più facile scoraggiarsi e cambiare aria che prendere la croce e percorrere l’unica via.. ma sarà questo il nostro impegno… e personalmente lo voglio vivere con cognizione di causa, non perché c’è un cartoncino da seguire.. ma perché, sono io che lo voglio…perché quello che voglio imparare davvero è l’essere parte di una comunità… un tassellino che per ora è ancora mancante.

 

I cartellini ci accompagneranno nella prossime 4 settimane:

1^ settimana: CONTEMPLIAMO GESU’ CROCIFISSO (dal 23.03.09 al 29.03.09)

– Mi Ha amato e ha dato se stesso per me (Gal 2, 20)

         Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto (Gv 19,37)

         Quando sarò innalzato da terra attirerò tutti a me (Gv. 12, 32)

 

2^ settimana: RICONOSCERE GESU’ CROCIFISSO (dal 30.03.09 al 05.04.09)

         Coraggio, sono io, non abbiate paura (Mc 6, 50)

         Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me (Mt. 25,40)

 

3^ settimana: SCEGLIAMO GESU’ CROCIFISSO (dal 06.04.09 al 12.04.09 settimana santa)

         Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua (Lc. 9,23)

         Il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero (Mt. 11, 30)

 

4^ settimana: IDENTIFICHIAMOCI A GESU’ CROCIFISSO (dal 13.04.09 al 19.04.09)

         Completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo (Col 1, 24)

         Non sono più io che vivo ma Cristo che vive in me (Gal. 2, 20)

         Passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione. Gli si fece vicino e…si prese cura di lui (Lc. 10, 33 – 34)

 

Non dimentichiamoci di leggere il Vangelo di Marco: 6, 6b – 8, 26

 

Prossimi appuntamenti:

Coccaglio: credo venerdì 03.04.09

Passirano: domenica 19.04.09

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

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scuola di Missione

Buon tutto avventori e avventrici del Blogghy.. è davvero tanto che non aggiorno questa piccola parte del mio mondo…da fine gennaio sono successo molte cose, nella maggior parte dei casi belle, a

1) abbiamo ripreso il campionato… e la squadra non si sta comportando affatto male.. anzi

2) abbiamo avuto un paio di stage con il vocalista per la preparazione del cd per il decennale del coro… devo dire che la prima lezine non è andata benissimo… la seconda invece moooooolto meglio

3) ho assistito al concerto dei Blackmore’s Night ed è stato bellissimo come sempre..

4) ho partecipato alla Caspolata al chiaro di Luna a Vezza d’oglio e con percorso breve sono arrivate n. 335 su migliaia di persone quindi… direi che posso esere sodisfatta (considerando che mi si sono staccate le caspole almeno 2 volte)

5) ho ricevuto una notizia che mi ha fatto cantar l’anima….. ma che bello….. e la cerchia dei nipotini acquisiti aumntaaaaaaaa

6) ne ho ricevuta un’altra che mi ha fatto sorridere.. ma di cuore ne sono felice…

7) Ho ripreso la scuola di comunità e questo interveno alla fine è tutto per lei!!

8)Ho ricevuto notizie da amici che era tanto che non sentivo e di questo sono molto, molto felice

9) ho fatto una considerazione che quasi mi manda in crisi profonda… ma l’ho pure superata brillantemente

 

Che dire allora, bel periodo no!?!?!?

 

Passo la parola alla scuola di comunità allora.. e chissà che qualcuno di voi leggerà mai qualcosa…. lo so la sintesi non so che sia…. ma volete mettere un libro con tutti i dettagli e ipersonaggi ben caratterizzati ad un semplice bigino che lascia solo all’immaginazione!?!?!?

Buon tutto a voi allora

E un super abbraccio

Tiz

 

 

 

 

Un buongiorno per tutto il giorno a tutti quanti… dopo tempo immemore ritorno sui miei passi e riprendo a far ciò per cui sono stata ”investita” nel lontano settembre 2008 e cioè la scribacchina di turno.. o meglio, colei che metterà blu su bianco la giornata OMI della comunità di Passirano vissuta il 15.02.09.

Eccomi qui quindi a riportare un’altra volta l’arricchente dialogo con il preside Padre Marcellino a proposito di come diventare una vera comunità.

Ma prima di passare alla lezione vera e propria.. come sempre si da un occhio ai compiti a casa… devo dire che devo fare davvero ammenda di me stessa.. perché queste ultime 5 settimane, mi devo mettere una mano sul cuore ed essere autentica come vuole l’impegno per questa prima nuova settimana, dicevo una mano sul cuore e dire la verità e cioè che non ho propriamente pensato agli impegni anche se in effetti il promemoria ce l’avevo sott’occhio e lo leggevo pure…

La faccenda si fa quindi molto più grave per quanto mi riguarda.

Comunque tornando a noi e ai bravi studenti invece, troviamo che ognuno ha trovato difficoltoso vivere queste cinque settimane di impegni, forse perché proprio in questo non c’era un esplicito: “fai così” oppure “Tenta di dire e agire in quest’altro modo”… no stavolta la Parola è risultata più criptica agli occhi di molti, ma comunque è penetrata in ognuno e ha portato inconsapevolmente grandi cose!!!

Padre Tino: ci ha parlato di questo suo aver percepito la Parola che Unisce a Dio..ed è rimasto colpito dall’essere Preziosi ai Suoi occhi perché spesso e volentieri, noi siamo consapevoli della nostra condizione di “persone imperfette” eppure agli occhi di Dio “valiamo” e questo SEMPRE, perché Lui ci vede in modo positivo, Lui riesce a guardare oltre e felice di questa consapevolezza Tino ha quindi tentato di vivere la settimana cercando di vedere gli altri come esseri Preziosi agli occhi di Dio e ai suoi occhi. (vorrei aprire un mio commento personale se non dispiace, ieri ascoltavo pT e mi rendevo conto di quanto sia vero ciò che lui stesso prendeva in considerazione.. spesso ognuno di noi vive nel negativo e non riesce a scorgere nulla di buono nella propria persona… eppure qualcosa di buono c’è e c’è sempre e sta a noi scoprirlo e come scoprirlo… è inevitabile che siano gli altri a vedere il bene che c’è in noi piuttosto che noi stessi….e in questo caso Bhe Dio è sempre Dio è nostro Padre e ci conosce da prima della nostra venuta.. vuoi che abbia fortemente voluto la nostra vita senza premurarsi che in noi qualcosa di positivo ci fosse!?!?!? E se Lui che è padre l’ha notato perché per noi è così difficile toglierci sta benda dagli occhi?.. Vabbè son proprio sproloqui miei questi.. e pure un po’ ‘contorti.)

Antonio ha confermato una certa difficoltà nel “capire” come interpretare gli insegnamenti (non mi dilungherò sul suo modo di come dire “percepire” la settimana… unico al mondo credo!!!) ma si è comunque soffermato su quel “NON SIATE PIGRI” perché spesso l’agire costa davvero moltissima fatica… e tentare di agire con la comprensione di quanto impegno può esserci dietro ad una qualunque azione, credo che l’abbia fatto sentir meglio e l’abbia convinto anche di quanto sia importante lasciar perdere la pigrizia stessa.

Sara ha seguito meglio le prime tre settimane di impegni e ha tentato di vivere come richiesto e cioè cercando di gioire di ogni cosa la vita ci metta di fronte, anche quando da gioire c’è ben poco. Credo sia un po’ come il gioco di pollyanna, il cercare di vedere il positivo in ogni situazione, in ogni persona, in ogni cosa…. Bhe ma pure l’autore di pollyanna l’avrà pur preso da qualche parte questo concetto no!?!? Bello l’episodio che ci ha raccontato sul  parchimetro e sulla generosità delle persone.. che a volte proprio non ti aspetti.

Laura ha ribadito la difficoltà nell’affrontare queste cinque settimane di impegni…

Enzo, che era alla sua prima presenza da noi, ha letto il fogliettino degli impegni giusto in itinere ed è rimasto colpito dal NON CONFORMARSI… dice che a volte è molto difficile rimanere “diversi” piuttosto che conformarsi alla massa di persone.. succede al lavoro ma anche in tantissimi ambiti della propria vita e spesso chi non è conforme è pure “bollato”.. marchiato e a volte pure disprezzato(a lungo andare però credo anche che se il non essere conforme corrisponde al vivere nella verità e secondo i propri principi, prima o poi ripaga di tutte le difficoltà sopportate).

Insieme a noi anche Emiliana, Artemio e padre David (dalla lontana Spagna)

Purtroppo non tutti hanno avuto modo di parlare perché alla fine il tempo è stato tiranno, un po’ perché abbiamo iniziato tardi, un po’ perché rompere il ghiaccio e aprirsi agli altri è comunque sempre difficile!!!

E dopo una pausetta eccoci al vero e proprio incontro, la vera e propria lezione… Padre Marcellino sale in cattedra e inizia a parlare del cuore dell’esperienza della scuola di comunità:

 

 

AMATEVI COME IO HO AMATO VOI

 

 

 

Il nostro preside ci parla dell’importanza che rivestono i SEGNI in tutti gli ambiti della nostra vita. Ci dice che la Parola è il segno più grande  che Dio ci abbia dato.

È strano pensare che però questa Parola, questo grande segno che Dio ci da… è talmente grande che abbiamo bisogno di altri segni per poterlo capire pienamente.

Padre Marcellino ci dice che la Parola è un segno e che aldilà del segno c’è solo la Verità che il Padre ci vuole rivelare.

Ci accorgiamo di quanto un segno sia importante perché è nella natura dell’uomo credere unicamente a ciò che  vede e che è razionale, si possa spiegare in qualche modo, quindi l’uomo, credendo a ciò che vede, crede anche nei segni.

La storia dell’uomo non è cambiata molto dall’epoca di Gesù. Lui era il messia, predicava la bontà di Dio e affinché la folla credesse alla fine doveva comunque “fare” un qualcosa che affermasse le sue parole di verità.. per dare segno della sua figliolanza con Dio Gesù da come segno la sua morte e poi resurrezione (distruggete questo tempio e in tre giorni io lo ricostruirò).

Il Segno che Gesù ha lasciato per noi tutti, è stato il Suo “dare la vita” proprio come il vangelo di GV ci ricordaAmò i suoi fino al segno supremo, dare la vita per gli amici”.

Parliamo anche di un altro segno del Suo amore, durante l’ultima Cena ci ha lasciato Se Stesso nell’Eucaristia e nel suo testamento spirituale ci ricorda:

1)    l’UNITA’ (ci chiede di essere tutti una cosa sola affinché il mondo creda)

2)      l’EURARISTIA

3)    IL COMANDAMENTO NUOVO (se vi amerete gli uni gli altri e tutti sapranno che siete miei discepoli).

Gesù quindi, poco prima dell’ora più buia della sua esistenza, ci lascia tre segni che sono le sue ultime volontà e rappresentano un testamento che si fissa direttamente nel cuore.

Tre volte Gesù parla di questi comandamento nuovo:

1)     per presentarlo: dà ai discepoli qualcosa di nuovo da seguire, non si tratta di amare Dio sempre, con tutto il cuore, con l’anima, con la mente, la forza.. con tutto ciò che noi siamo e possiamo… No Gesù dice che l’amore è tra gli uni e gli altri.. come Lui ci ha amato.. non è amore solo verso Dio e verso noi stessi.. ma è un amore universale, verso tutti….e questo Amore è il metro della CARITA’ l’uno per gli altri.

2)     Per farci capire il contenuto: Amarsi vicendevolmente… amare tutti, amare subito (proprio come i gradini della scala dell’amore imparati in questa scuola) amare sempre, amare per primi intensamente e fino a dare la vita.

3)     Affinché venga riconosciuto: l’Amore deve essere il segno distintivo dei discepoli si parla di avere “un cuore solo e un’anima sola”.

 

Padre Marcellino continua dicendo che NON ci sono altri nuovi comandamenti, questo è il maggiore ed è anche il primo tra tutti.

A questo punto a bruciapelo scatta una domanda:

“Cosa significa essere Comunità”!!

E riprende a parlare senza attendere risposta.

Gesù ci insegna ad amare sempre… così, quando gli altri scoprono in te Gesù nasce un rapporto nuovo e non può essere nascosto, nasce un amore reciproco e fa di noi non più singoli individui ma “molti”.. E i molti sono nell’amore e nell’immagine di Cristo, UNA COSA SOLA, una Comunità.

Dio è Amore e non è solitario ma è di comunione, infatti, la parola, il vangelo, non si può vivere da soli.

La comunione è Dio stesso, l’incarnazione di quell’amarsi gli uni gli altri.

Per avere in noi il segno supremo di Dio siamo quindi chiamati ad “amare come Lui ci ama” e siamo chiamati a dare la vita.

E non significa proprio morire fisicamente per qualcun altro, quello verrà richiesto forse a qualcuno di noi, dare la vita significa “comprometterci” agli occhi del mondo… e alla fine è questo ciò che il mondo si aspetta dai discepoli di Gesù perché questo amore infinito, grande è il Segno che ci fa riconoscere agli occhi di tutti.

Dare la vita: spenderla per gli altri, goccia dopo goccia. Dare TUTTO esperienze, amore, amicizia, intelligenza, compassione, forza, vitalità, misericordia… insomma TUTTO..

Credo non sia assolutamente cosa da poco tanto più che ogni giorno dovremo rispondere proprio a questa domanda: Come si spende la propria vita per gli altri?

Eppure questo è il segno più grande quello che fa dire al mondo: Sono Cristiani, Guarda come si amano!!!

Sappiamo di non essere una comunità “normale” se seguiamo tutti questi insegnamenti; sappiamo di non poterci conformare al mondo e per rimanere convinti di tutto dovremo sforzarci di vivere come una comunità alternativa.

La comunità non è un luogo idilliaco dove tutto è facile, non è un luogo privo di difetti.. ma è un tentativo, uno sforzo per vivere la vita in modo diverso. La comunità poi la devi vivere nella vita ed è qui che si consuma il nostro sforzo per tentare di vivere al meglio questo nuovo comandamento. E a poco a poco dovremo imparare ad acquisire lo Stile di vita…e lo stile è il perdono reciproco, l’esortazione a non mollare, l’aiuto, l’umiltà, il crescere insieme, il dialogo, la libertà del cuore.

E al di sopra di tutto, anche dello Stile, c’è Lei LA CARITA’ che è il principio e la fine di tutto.

E la chicca finale… che poi è una vera mazzata, secondo me, è questa:

 

L’uomo oggi CREDE grazie ai testimoni… Affinché l’uomo creda servono quindi dei testimoni, che testimonino un nuovo stile di vita. Serve gente che lotta, spera, perdona,ama molti e diversi, serve gente che insieme siano una sola cosa… Utopia!?!? Secondo Padre Marcellino non lo è… bisogna solo essere disposti a pagarne il prezzo. Ci fa l’esempio di una cambiale. Puoi diventare testimone solo se sei disposto a firmare una cambiale in bianco… certo è pericoloso…nella vita di tutti i giorni direi che è da incoscienti… ma secondo gli insegnamenti del Nuovo Comandamento bhe non ci si deve certo conformare al mondo così se firmeremo quella cambiale in bianco senza preoccuparci dell’importo che man mano Dio scriverà sopra.. allora saremo davvero testimoni di un nuovo stile di vita…. E aggiunge l’ultimo colpo al cuore:

“….ma chi ha deciso di dare la vita … non ha troppi problemi a firmare una cambiale di cui non sa neppure l’importo…”

 

Direi tosta come sempre questa lezione!!!! E anche per questa volta ci sono i compiti a casa… il mirabolante foglietto degli impegni:

 

1^ settimana: autentici… reciprocamente (dal 15.02.09 al 21.02.09)

          Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli (1Gv. 3, 16)

          Non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità (1 Gv. 3, 18)

 

2^ settimana: unanimi…reciprocamente (dal 22.02.09 al 01.03.09)

          Vi esorto fratelli ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma stiate in perfetta unione di pensiero e di intenti (1 Cor. 1, 10)

          Un cuor solo e un’anima sola (At. 4, 32)

 

3^ settimana: concordi…reciprocamente (dal 02.03.09. al 07.03.09)

          Siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri (1 Pt. 3,8)

          Portate i pesi gli uni degli altri (Gal. 6, 2)

 

4^ settimana: servi…reciprocamente (dal 08.03.09 al 15.03.09)

          Se dunque io, Signore e Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri (Gv. 13,14)

          Vi ho dato infatti l’esempio perché come ho fatto io facciate anche voi (Gv. 13,15)

 

5^ settimana: misericordiosi…reciprocamente (dal 16.03.09 al 21.03.09)

          Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira… Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a Vicenda (Ef. 4, 31-32)

          Come il Signore vi ha perdonato così fate anche voi (Col. 3, 13)

 

Il tutto condito dalla lettura del vangelo di Marco: 3, 13-6, 6°

 

Prossimo appuntamento a Passirano Domenica 22.03.09 dalle 9 alle 16.30 circa

Prossimo appuntamento a Coccaglio Venerdì (data da concordare)

 

Pubblicato in OMI.

ed eccomi per un’altra tappa della scuola

Buongiorno per tutto il giorno carisismi avventori che ultimamente siete latitanti.. ma non importa… non c’è nessun problema tanto io continuo a sproloquiare ugualmente!! ^_^
l’ultima volta in cui la scuola di comuinità venne fatta, la sottoscritta se n’è stata a casa o meglio in balia di una sessantina di bambinetti di 8 anni… e quindi impossibilitata a lasciare loro per altro… comunque ci avete solo guadagnato in quanto almeno l’aggiornamento di Oggi.. fatto da Laura e Marco sarà indubbiamente più breve… perché loro hanno il dono della sintesi.
 

CHIUNQUE ASCOLTA QUESTE MIE PAROLE E LE METTE IN PRATICA……

11 gennaio 2009

 

 

Per motivi di forza maggiore questa prima lezione dell’anno 2009 ha avuto qualche cambiamento ma non temete, tutto tornerà come prima dal prossimo appuntamento.

Per cominciare il nostro Preside è rimasto bloccato a Madrid a causa della neve ed anche la nostra “segretaria” non poteva essere presente. Il Preside è stato egregiamente sostituito dal Vice, cioè P. Natalino, Tiziana invece la sostituirò io.

 

Dopo l’accoglienza e la preghiera iniziale, ci si è come sempre divisi per le interrogazioni su come sono trascorse le scorse 5 settimane e ancora una volta è stato un momento molto arricchente.

Nel mese di ottobre dello scorso anno, c’è stato il sinodo dei vescovi sulla Parola di Dio.

Il tema della giornata era incentrato sulla Parola sul suo uso e a volte abuso.

Mi spiego: fino al Concilio Vaticano II la Parola era “affare” dei Preti, dei Religiosi. La gente comune difficilmente aveva accesso diretto alla Parola. Oggi invece si assiste quasi al processo inverso: con la Parola si preparano le catechesi, i centri di ascolto, le preghiere. La Parola insomma viene usata più come strumento funzionale piuttosto che come realtà filiale ed in questo modo si rischia di rendere la Parola di Dio una semplice parola d’uomo, soprattutto perché ognuno di noi tentde ad interpretarla.

Dio ha comunicato all’uomo tramite la Parola che è poi divenuta libro e l’uomo dovrebbe servirsi della Parola per comunicare a Dio. Un movimento verticale quindi dall’alto al basso e dal basso all’alto.

A questo punto dovrebbe sorgere spontanea una domanda che tocca veramente il profondo dell’anima: Che cosa è per me la parola di Dio? Se rispondo onestamente a questa domanda posso impostare la mia vita.

Come ha ben detto un Santo, la Parola è stata scritta grazie all’azione dello Spirito e grazie sempre allo Spirito noi veniamo toccati, ispirati, quando la leggiamo. Questo però avviene se ci mettiamo in atteggiamento di ascolto, solo così Dio stesso ci parlerà, ci illuminerà, si lascerà conoscere, ci donerà sapienza, forza nella testimonianza. Quindi, la Parola la possiamo si interpretare ma solo se come chiave di lettura utilizziamo l’ispirazione donataci dallo Spirito Santo… bisogna affidarsi a lui per capire, per ascoltare, per riuscire realmente poi a metterla in pratica.

Nel passato, fino al Concilio, la P.d.D. è stata un po’ latitante. La fede nel passato veniva trasmessa attraverso le immagini (affreschi, quadri, dipinti), la musica (i canti), l’arte in genere.

Se guardiamo il Vangelo, anche questi usa una serie di immagini paragonando la P.d.D. a: spada, lampada, pioggia, neve, seme.

La P.d.D. crea, è viva ed efficace, è tagliente, purifica, forma, rileva, guarisce, genera, nutre, conforta, incoraggia.

La Parola vissuta diventerà strumento potente. Basta pensare ai Santi: hanno vissuto una sola Parola tra le tante presenti nella Bibbia e, oltre ad essere diventati Santi, hanno cambiato la vita di chi viveva accanto a loro e ancora oggi riescono a muovere e smuovere un numero incalcolabile di persone.

Bisogna però essere consapevoli che non esiste l’incontro con la Parola se non mi metto in ascolto, se non faccio tacere tutto ciò che mi circonda, tutte le voci che posso sentire e tutto ciò che non è Parola si può condurre ad un solo termine: egoismo.

Se veramente ascolto non potrò sottrarmi ad alcuni atteggiamenti direi praticamente logici e spontanei: avrò adesione alla Parola, ubbidirò alla Parola, seguirò e metterò in pratica la Parola, amerò.

Se ciò ancora non fosse successo vuol dire che ancora non ho compreso a pieno la Parola.

 Posso dire di ascoltare la Parola solo quando il mio ascoltare diventa testimonianza. Oggi abbiamo tanti maestri che vogliono dispensarci la loro verità.

Dobbiamo chiederci: qual’è il ruolo della P.d.D. nella mia vita?

È la Parola che costruisce la comunità cristiana. Può sembrare una mezza eresia ma non lo è: non è l’Eucarestia che costituisce la comunità, ma è la Parola; infatti è quest’ultima che dice “questo è il mio corpo”.

La Parola è Dio che si racconta e racconta le meraviglie operate da Dio per noi. Questa è una realtà dirompente capace i condizionare la società nei suoi bisogni.

È un libro a cui accostarci con fede.

L’atteggiamento fondamentale è quello di ascoltare facendo tacere le voci che la sovrastano che corrispondono al nostro egoismo.

Si deve ascoltare e non udire. Se amo ascolto, se non amo non ascolto.

Il mio impegno deve essere quello di vivere, non di testimoniare, perché solo vivendo testimonio.

 

Da qui quindi i nostri impegni per le prossime 5 settimane:

  1. La Parola ci unisce a Dio (Mc 1,11 – Is 43,4)
  2. La Parola ci fa gioire (Gv 1,41-42 – Rm 12,11)
  3. La Parola ci rende liberi (Mc 1,17-18 – 2Cor 3,17)
  4. La Parola cambia la nostra mentalità (Mc 1,27 – Rm 12,1 – 2Cor 5,17)
  5. La Parola ci fa agire (Mc 1,31 – Gv 2,5 – Gc 1,22)

Lettura generale dei versetti del Vangelo di Marco 3, 13-6, 6°

 

 

Se questi impegni ci sembrano particolarmente duri proviamo a leggerli al contrario e cioè perché la Parola non ci unisce a Dio o non ci fa gioire, non ci rende liberi, non ci cambia e non ci fa agire? Certo non è un impegno meno gravoso ma può farci comprendere meglio a che punto siamo con il rapporto che abbiamo con la Parola.

Buon lavoro!!!!

 

Mi dispiace non esserci stata perchùé in effetti trovo difficile stavolta "recepire" il tutto… e si che l’argomento è lo stesso trattato in quel del paesello.. ma come dicevo a padre Tino.. sono incontri diversi come il giorno e la notte… per condividere serve tempo e ancora molto più impegno per cercare di vivere almeno un briciolo delle perle che ci vengono date in questi incontri….altrimenti tutto, come dice Dany, potrebbe cadere unicamente nel pettegolezzo.. e null’altro!!!!

Impegnamoci al meglio allora.

 

prossimo incontro a Coccaglio 06/02/09

prossimo incontro a Passirano 15/02/09

 

 
Pubblicato in OMI.

terza tappa

Ed eccomi qui ancora una volta a rendervi partecipi dei progressi della scuola di Comunità. Questo è stato indubbiamente un incontro speciale perché si è svolto nell’ambito della “giornata di convivenza”….E come ben sapete quando i Padri “chiamano” per una giornata a casa loro bisogna aspettarsi arricchimento spirituale ma anche un po’ di sano lavoro fisico!!! Infatti, abbiamo approfittato per pulire, addobbare e spostare qualche mobile con addirittura qualche lieve infortunio… bhe.. quisquilie solo un chiodo in un piede ma nulla di grave… ^_^

Sinceramente non avevo capito che sarebbe stato un proseguo della scuola.. invece eccolo qui pronto per essere sviluppato, il terzo tema portante delle nostre lezioni

FATEVI MIEI IMITATORI

 

Innanzitutto, quale sorpresa arrivare a Passirano e ritrovarsi lì LUI PGP… sentire una voce e dire.. e si che questa la conosco eppure non dovrebbe essere qui… e poi chi salta fuori!?!? Proprio lui che ha accompagnato due signore della comunità di Vercelli che hanno voluto vivere questa comunione particolare tra la famiglia oblata.

Si inizia al solito con la preghiera e con la divisione in gruppi per il confronto…. Come sono andate le due settimane passate? Ebbene stavolta noi giovani adulti ci siamo proprio conformati alla comunità vera e proprio.. niente incontro separato o comunque con età omogenee… no, stavolta ci siamo amalgamati  con chi già  sono anni che stanno “dall’altra parte”, in poche parole siamo diventati adulti tutti quanti. E devo dire che è stato bello sentire anche altre persone perché mi sono ritrovata a pensare che in effetti non siamo troppo lontani come esperienze.

Purtroppo non tutti erano presenti alla seconda lezione quindi molti avevano ancora da condividere ciò che hanno tentato di vivere il mese precedente, poco male comunque perché è stata una bella scuola di vita. Un bel confronto!!!

In breve ciò che è emerso da queste belle chiacchierate comunitarie è stato questo:

ü    Non siamo mai soli, la consapevolezza c’è, eppure risulta sempre difficile vivere giorno per giorno con le tante situazioni che possono trovarci lungo la via. Siamo sempre alla ricerca di ciò che ci farà capire cosa è la felicità. Ma sappiamo anche che Dio c’è e Salva e basta avere fiducia in Lui e il cammino risulta meno duro.

ü    La condivisione è importantissima, aprirsi per conoscersi lo è… Capire che non si è soli e altri stanno facendo il tuo stesso cammino per imparare ad amare è confortante e aiuta a superare la fatica e le difficoltà;

ü    Abbiamo capito che magari già si tentava di vivere come negli insegnamenti lasciatici nella seconda lezione….però ora c’è la consapevolezza di ciò che si fa e se ti accorgi che ciò che fai è utile, è bello, bhe ti accorgi anche che forse hai davvero capito un po’ di quanto gli insegnamenti richiedevano.

ü    Abbiamo capito che a volte basta ascoltare per amare e qui abbiamo una bella testimonianza ad hoc di Padre Tino che ci ha lasciati davvero quasi di sasso… quello che si dice essere al posto giusto nel momento giusto. Poco si può fare eppure essere aperti all’ascolto a volte vale di più di ogni possibile consiglio!!!

ü    Abbiamo imparato che è possibile cambiare i propri atteggiamenti e magari portare più pazienza nel confronto di chi o cosa ci fa innervosire nella maggior parte dei casi…

Il cammino di questa giornata è tutto basato su tre aspetti fondamentali: cos’è la Comunione, cosa la Comunità e cos’è il Modello di Unità


Una volta che si vive in comunità si esperimenta la Spiritualità di comunione che si deve far emergere come fosse 8visto che lo è) un principio educativo. La Spiritualità consente di:

1.     avere uno sguardo del cuore portato alla luce della Trinità

2.    capire che il prossimo ci appartiene(non in modo egoistico, ma capire che non è proprietà ma fratello)

3.    essere Intuitivi (arrivare ad amare talmente tanto da riuscire a farlo per primi)

4.   Capire il positivo che c’è nell’altro

5.    fare spazio al fratello e imparare a portare più fardelli lasciando da parte gli egoismi.

 

COMUNIONE

E’ un dono di Dio e si manifesta in una Comunità di perso-ne che stanno insieme e che hanno la loro radice comune del battes-imo. E’ un Dono dello Spirito che ci fa capire che l’uomo non è più solo ma vive consapevolmen-te che altre persone come lui hanno la stessa fede nella Trinità. Significa vivere nella carità affinché il mondo creda nel messaggio di Dio ed è il punto finale del cammino che ci porta a vivere in Dio.

COMUNITA’

E’ una forma concreta di aggre-gazione e gli indiv-idui che vi parteci-pano ricevono, vivo-no e trasmettono la comunità stessa. Vivere in comunità ci aiuta ad aprirci alla Comunione Universale che è dono da condividere con tutti. Nella comunità si sperimenta l’Amore reciproco, la preghiera e l’Eucarestia. 

 MODELLO DI UNITA’

Non è altri che Gesù stesso. Pur essendo Dio, tutti i valori Umani vengono proprio da Lui che li ha vissuti in modo divino.

 Per vivere in comunità servono delle caratteristiche indispensabili:

 

ACCOGLIENZA: Accogliere l’altro con le sue differenze perché sono proprio queste  che creano comunità. La carità si esalta e ciò che si scopre viene utilizzata nella comunità stessa.

 

ASCOLTO: La comunità è un luogo di ascolto, un luogo di apertura all’altro, è l’umiltà di saper riconoscere di avere bisogno degli altri per vivere. E’ l’esigenza di aver bisogno degli altri.

 

DIALOGO: deve essere limpido e franco, assolutamente libero.

 

VIVERE INSIEME: mettere in comune ciò che si ha e lo fai non obbligato ma per scelta personale.

 

Da qui si è passati al momento di lavoro insieme e quindi ognuno ha dato del suo chi ha spostato mobili, chi ha preparato per il pranzo, chi ha pulito, chi ha addobbato.. come appunto dicevo prima. Tra l’altro quest’anno si è deciso di preparare una mostra di presepini del mondo e quindi ci siamo adoperati anche per allestire il tutto.

Il pranzo è arrivato prontamente lasciando quindi una bella cappa di pesantezza e sonnolenza addosso.. non abbiamo più l’età neppure per mangiare troppo ahahahahah.

Il pomeriggio è venuto a farci visita padre Paolo che ci ha parlato in parallelo di due figure lontane nei secoli ma vicine nella vocazione  e nella missione:

S. Paolo e Sant’Eugenio a confronto

Devo dire che la panoramica è stata affascinante perché in effetti i punti in comune sono davvero moltissimi e se si pensa che è stato proprio sant’Eugenio a spingere  per la Consacrazione di San paolo fuori le mura in quel determinato giorno alla presenza di tutti i vescovi,… bhe è davvero singolare.

Questi i punti in comune:

1.     CONVERSIONE: Ci sono arrivati da situazioni ben diverse, entrambi incontrano il Crocifisso . Eugenio in quel famoso venerdì santo quando ha fatto la solenne esperienza di sentirsi graziato, redento, amato. San Paolo incontra Gesù.. o meglio sente Gesù parlargli e chiedergli prché mai perseguitasse i cristiani.. con queste parole… (Gesù era già morto e risorto da un po’): SONO IL GESU’ CHE TU PERSEGUITI.

2.    CAMMINO: Entrambi hanno cercato nella loro vita di ricambiare tutto l’amore che hanno ricevuto.

3.    CHIESA: Paolo nella sua vita, costruirà comunità cristiane e si sente “chiamato” per parlare ad una tipologia di persone particolare, i pagani.. coloro che NON credevano.. Paolo sentiva la necessità di farlo perché credeva fermamente che il REGNO DI DIO FOSSE APERTO A TUTTI!!! Eugenio in una comunità cristiana già ci vive, eppure  capisce che è una Chiesa che a poco a poco si sta sfaldando, la fede si spegne e i popoli si allontanano. Quindi entrambi rispondo con il loro operato (in base alle loro esperienze) alla domanda: COSA VUOI CHE IO FACCIA.

4.    COMUNIONE: entrambi avevano questo come “motto” : Un CUOR SOLO E UN’ANIMA SOLA

5.    MISSIONE: per san paolo è raggiungere geograficamente e territorialmente, i pagani di tutto il mondo per rendere anche loro partecipi del progetto di Dio.. Tutti siamo chiamati nel Regno di Dio. Per sant’Eugenio la prima missione sono i poveri, poi guarda ben oltre.

6.    SOFFERENZA: entrambi, nel loro apostolato, hanno dovuto affrontare tantissime sofferenze.

 

Da pensare a paolo che pur non essendo uno dei dodici viene comunemente chiamato l’APOSTOLO… e questo perché l’incontro con Gesù l’ha profondamente cambiato. Lui, persecutore, viene scaraventato a terra da una forza che lo blocca e lo rende cieco finché non vede alla luce della verità.. e la Luce è Cristo.

Eugenio va in pezzi alla vista di quella croce con Gesù appeso e, in lacrime, capisce che è tempo di cambiare…il punto ora è questo:

E il nostro incontro? Cos’è cambiato in noi? Come viviamo l’incontro missionario?

 

Domande assolutamente toste che spiazzano ogni volta che le si sentono dirette a noi stessi.

Per comprendere al meglio e per continuare con i compiti a casa ecco le cinque azioni che ci accompagneranno in queste cinque settimane…..

 

1^ settimana: “farsi prossimo” – passandogli accanto lo vide e ne ebbe pietà; avvicinatosi fasci’ le sue piaghe (Lc 10, 33-34) – Misono fatto sevo di tutti (1 Cor 9, 19)

 

2^ settimana: gratuito e disinteressato – Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date (Mt 10,8) – L’amore… non cerca il proprio interesse (1 Cor 13,5).

 

3^ settimana: libero e vero – Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi (Gv 8,32) – L’amore sia senza ipocrisia (Rm 12,9)

 

4^ settimana: preveniente e solidale – Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito ma per servire (Mt 20,28) – Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedo gli uni agli altri (Gv 13,14)

 

5^ settimana: misericordioso e capace di perdono – Siate misericordiosi com’è misericordioso il Padre vostro  (Lc 6,36) – Perdonate e vi sarà perdonato (Lc 6,37) – Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi (Mt 7, 2)

 

Naturalmente tutto condito con la lettura del vangelo di Marco: 2; 3, 1-12

 

Spero di aver inserito tutto.. scusate ancora il tremendo ritardo…. Vi ricordo che la lezione di recupero è in quel di Coccaglio city venerdì 09.01.2009 (wella che datona!!!) ore 20.30 presso il Focolare,

 

Tiz

Pubblicato in OMI.

seconda lezione

Un buongiorno per tutto il giorno ai miei cari ragazzuoli MGC e non che non hanno partecipato alla giornata del 23.11.08, E’ con mio sommo rammarico che vi informo di essere stata nominata segretaria ufficiale  degli incontri e quindi responsabile degli aggiornamenti… io senza dono di sintesi che stavolta ha preso e dico QUATTRO pagine di appunti fitti, fitti… come la neve che sta scendendo in questo momento….. in allegato vi manderò anche una foto del parco perché quello che sta accadendo fuori dalle finestre è davvero un qualcosa di MERAVIGLIOSO e già che ci sono, considerando che dopodomani è Avvento… mi pare giusto scrivere con il sottofondo delle canzoni di natale delle Celtic Woman… che pelle d’oca!!!

Vabbè non dilunghiamoci troppo.

E’ stato presentato il libro della Comunità che ha raccolto le iscrizioni di ognuno di noi partecipanti che, con la firma sul brano di san Paolo, ci impegniamo a vivere al meglio questo momento di Grazia che è la scuola di comunità. Come promesso, prima di iniziare il tema della giornata c’è stata la divisione in gruppo per poter rendere partecipe la comunità di come si è tentato di vivere  gli insegnamenti della prima lezione. Si è partiti dicendo che la “revisione” non è nulla di nuovo perché anche i discepoli la facevano con Gesù. Devo dire che quando la scorsa volta ho scritto che non sarebbe stato nulla di particolare riportare le nostre esperienze perché infondo, si tratta di un qualcosa di vissuto sulla nostra pelle, mi sbagliavo e pure tantissimo. E’ sempre difficile parlare di se “scoprirsi”, mettere a nudo sentimenti e operato ciò che si ha fatto, detto o non fatto o non detto….è sempre difficile ma ci si sforza perché se la scuola è di comunità, è bene imparare a mettere in comunità ciò che si ha dentro e non solo pregi o difetti.

Ognuno di noi ha detto la sua, alcuni di noi hanno davvero trovato campo di applicazione delle richieste della prima lezione.

 

ü      Padre Tino ci ha dato la sua interpretazione del Vivere IN Lui con un bell’aneddoto su un qualcosa capitatogli nelle ultime settimane;

ü      Io ho riportato la situazione del mio papino della settimana in qui è stato in ospedale e che quindi ha portato tutta la famiglia a vivere COME Lui e in special modo mio papà con la sofferenza.

ü      Alberto ha riscoperto la frase “Non temere, Io sono con te” e quindi ha superato più che una sua paura, un suo limite apparente.

ü      Laura ha notato nel suo comportamento verso gli altri un cambiamento….un cercare davvero di vedere Gesù di fronte

ü      Artemio ha vissuto l’esperienza indubbiamente più singolare che senza saperlo è già esperienza di questa nuova lezione…. Artemio ci ha spiegato cosa voglia dire Amare per primi e subito e soprattutto gratuitamente

ü      Antonio ha capito che la gratuità rende la vita migliore

ü      Emiliana crede di non aver vissuto a pieno quanto richiesto, però l’esperienza singolare che ha vissuto anche se non ancora a pieno, ha in se qualcosa di profetico e io sono davvero orgogliosa del coraggio che comunque mostrerà perché so che non sarà cosa facile ma è spinta dalla grazia di Dio e quindi le servirà davvero in tutto e per tutto.

ü      Alessandra dice di non essere riuscita a vivere bene questo periodo ma che l’impegno per il prossimo sarà totale

ü      Andrea ha imparato ad immedesimarsi nei suoi ragazzi…

Insomma, ognuno di noi ha capito qualcosa di importante e soprattutto ha sperimentato che almeno tentare di avvicinarsi a Gesù cambia la vita da subito.. bhe magari non radicalmente ma la cambia e non solo noi ce ne accorgiamo, ma pure chi ci sta intorno!!!!

 

Poi si è passati alla vera e propria lezione il cui tema aveva per titolo

 

 

CHI CI SEPARERA’ DALL’AMORE?

 

Padre Marcellino ha esordito con una frase simile: Il Cammino del cristiano riprende il salmo 1 che narra delle due vie: è BELLO e DIFFICILE… non si tratta di un tratto pianeggiante o addirittura in discesa, si tratta di salire gradini con fatica.

Ci viene spiegato che la scala non è comunque lunghissima, bensì è formata da 4 gradini soltanto…quattro passi in salita alla scoperta di cos’è l’Amore che il Maestro cerca di insegnarci.. L’Amore che Gesù ci propone, non è umano…o meglio non è SOLO umano perché comunque Lui è Dio. L’Amore che Gesù insegna ha 4 caratteristiche (4 gradini)

  1. E’ UNIVERSALE (ama tutti indistintamente);
  2. E’ GRATUITO (non si aspetta dazi di nessun genere);
  3. E’ MISERICORDIOSO (ama sempre e per primo);
  4. E’ GIOIA.

 

UNIVERSALE: Appartiene a tutti perché chi è generato da Dio viene amato. In quanto figli di Dio amiamo come Lui, Lui vive in noi e questo ci identifica e ci aiuta a diventare proprio come Lui. Il nostro maestro è Gesù che ha in se tutte le caratteristiche dell’amore. Gesù ci è vicino, talmente vicino che ha condiviso con noi la condizione di uomo, aveva un cuore umano, una volontà umana. Amava di un amore compassionevole (e la folla lo seguiva anche per questo), Amava in modo “solidale” (aiutava ci bisognosi), aveva Amore per tutti (amava, gli stranieri, i peccatori, i malati, i bambini, i nemici, i soldati) e li amava indistintamente che fossero poveri o ricchi. Il suo insegnamento è per tutti e insegna la stessa cosa a chiunque.. insegna cos’è l’Amore e come si fa ad Amare!!!!

Quindi l’Amore che dobbiamo imparare noi è Universale… dobbiamo imparare d amare tutti, nessuno escluso, anche se costa fatica, anche se ci sembra impossibile poterlo fare!!! Ma se noi osserviamo il Maestro e veniamo “colpiti” dalla Sua presenza.. ci verrà inevitabile tentare di agire come Lui.. l’incontro con Gesù lascia sempre il segno e a lungo andare plasma il cuore e le menti delle persone che lo seguono spingendole ad essere come Lui.

 

GRATUITO E MISERICORDIOSO: E’ la più bella scoperta che si potesse fare… riuscire a prendere coscienza che Gesù ci ama Sempre e lo fa per primo… E l’amore che noi possiamo provare per il prossimo deriva sempre dal fatto che Gesù ha amato noi per primo e quindi noi seguendone l’esempio amiamo gli altri.

Gesù non ci lascia soli, non ci dimentica MAI…e tramite le parole di San paolo (Inno alla Carità) ci fa capire come deve essere questo amore che tentiamo di donare per primi… Amore è carità, è contrario dell’egoismo, è paziente, umile, puro, laborioso, benevolo e soprattutto, in un mondo dove tutto viene spesso fatto per ottenere qualcosa in cambio, è gratuito.

Gesù ci dice di amare gratuitamente, senza condizioni e ci dice di farlo per primi perché facendolo per primi ameremo di un amore libero e attivo senza i condizionamenti. Un amore che prende l’iniziativa e che si propone e non rimane sempre ad attendere che qualcosa piova dal cielo. L’amore che Gesù insegna è Perdono, è un qualcosa che allarga il cuore a tutti, ed è un amore che non è misurabile.

(padre Marcellino ha poi riportato alcuni esempi di questo tipo d’amore:

         Moltiplicazione dei pani: è esempio di amore compassionevole.. la gran folla ha smosso il cuore di Gesù che, vedendoli smarriti e comunque lì per ascoltarlo, prende l’iniziativa e compie il miracolo riuscendo a dar da mangiare a tutti quanti.

         La Vedova alla quale era morto anche il figlio e Gesù incontra il funerale e cosa fa? Fa fermare il corteo e ridà la vita al povero ragazzo (amore misericordioso)

         L’Emorroissa dove lei , coscientemente, tocca il mantello di Gesù e viene guarita..(è un amore voluto)

 

GIOIA: credo che inevitabilmente cercando di attualizzare i primi tre gradini il quarto risulti automatico… Amore non è solo sofferenza (ne è forse una forma) se amiamo tutti e lo facciamo solo per gli altri e non per metterci la coscienza a posto, se tentiamo di amare sempre e per primi.. bhe allora sicuramente lo faremo con il cuore traboccante di gioia perché saremo consapevoli di essere sulla buona strada sulla via che porta a vivere come Gesù…

 

Dopo il pranzo ancora ci si è divisi in gruppi per finire ciò che avevamo lasciato in sospeso.. e cioè le “interrogazioni” e subito dopo è iniziata la seconda tappa del nostro viaggio in compagnia del Vangelo di Marco. e come sempre ECCO I COMPITI A CASA:

 

Nella prima settimana che ci separerà dalla convivenza avremo come tema:….amare tutti…sempre (Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avrete? Mt, 5,46) (Ma io vi dico: amate i vostri nemici (Mt 5,44)

 

Nella seconda: amare per primo…SEMPRE (Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo 1Gv 4, 19) (Quanto all’amore fraterno, siate pieni di affetto gli uni per gli altri Rm 12,10)

 

Pubblicato in OMI.

dopo millenni

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Un buongiorno per tutto il giorno carissimi avventori del blogghy e non, visto che quanto verrà scritto sarà soprattutto ad uso dei nostri piccoli giovincelli MGC, per i grandicelli che non hanno potuto esserci e per tutti coloro che ne saranno incuriositi e non magari spaventati per la mole di parole che verranno digitate in questa pagina.. ma chi mi conosce sa che il dono della sintesi non rientra certo tra le mie qualità.

Veniamo a noi e torniamo indietro nel tempo di un paio di settimane ed esattamente domenica 26.10.08 quando, per la prima volta a memoria di oblato, si è svolto il primo raduno “giovanile” delle forze MGC (Movimento Giovanile Costruire) del nord.

E’ stato bello riassaporare le intense giornate trascorse in quel di Sueglio a luglio (che tra l’altro ormai pare un ricordo lontanissimo) insieme ai diretti protagonisti, si perché a questo raduno, svoltosi proprio a casa nostra e cioè nella comunità oblata di Passirano, si sono precipitati i ragazzi di Vercelli e di Cittadella, c’era una rappresentanza di Onè di Fonte e Aosta mi pare e quindi abbiamo potuto rigodere dei momenti comunitari vissuti a luglio.

Questa “sorta” di raduno si è svolto in concomitanza con la prima Giornata Comunitaria Oblata per cui avreste dovuto vedere quanta bella gente ha fatto risuonare le proprie voci tra quei vecchi muri con tetto nuovo.

Giornata storica per tutti per l’inizio del tema di quest’anno LA SCUOLA DI COMUNITA’ ma ancor più rilevante per noi giovani adulti che per la prima volta ci siamo riconosciuti più adulti che giovani e ci siamo aggregati al folto gruppo degli “adulti” e abbiamo pure contribuito ad abbassarne la media di età. E’ stata una scelta sofferta ma assolutamente necessaria e sono convinta che vada bene così, certo l’impatto iniziale è stato strano ma poi basterà vivere ogni situazione al meglio e sicuramente tutto risulterà poi normale.

Dopo il momento iniziale con la preghiera i due schieramenti si dividono i ragazzi MGC vanno con i loro “animatori” responsabili e noi rimaniamo con gli adulti e padre Marcellino e Natalino che iniziano questo nuovo “anno accademico” (di grazia assoluta vorrei aggiungere io).

La scuola di Comunità ha il suo fondamento nella frase del vangelo:

 

Maestro, dove abiti?……E stettero con Lui”!

 

E’ un cammino questo che vuole farci riscoprire il senso della comunità cristiana, sarà un camminare sulle vie della vita seguendo Gesù.

In quanto cammino avrà una meta e questa metà sarà Gesù stesso…ma per giungere alla meta varie saranno le tappe che dovremo percorrere.

Essendo una scuola sarà proprio strutturato tutto come a scuola, ci saranno lezioni e interrogazioni, compiti a casa e pure verifiche… ma non sarà nulla di troppo faticoso da riportare perché alla fine sarà il nostro vissuto.. come ci siamo rapportati noi per vivere quanto imparato.

In questa scuola ci sarà un MAESTRO, ci saranno dei DISCEPOLI e ci sarà un CONTENUTO.

 

Maestro: bhe presumo sia scontato dire che il Maestro è Gesù stesso. Infatti, veniva indicato da tutti come Maestro ed era l’unico titolo che si permetteva di tenere. Quello di Rabbì è proprio un titolo che gli compete in quanto Lui insegna e lo fa con autorità. Gesù ci insegna la via che porta a Dio ed è questa la vera novità del suo insegnamento, per questo era diverso dagli altri Rabbì. In origine infatti il maestro insegnava una via, quella che portava al rispetto delle Leggi di Mosè, poi arriva Gesù che, insegnando. dice che la via è Lui stesso, quindi Lui è la legge e si sostituisce.. anzi.. completa il disegno della Legge di Mosè. Si può quindi dire che Lui stesso è il contenuto del suo insegnamento perché Lui è Dio e ci insegna che Dio ci ama e noi siamo tutti fratelli. Gesù, il Maestro è la Nuova legge!!!!!

 

Discepoli: Il discepolo è colui che segue il maestro e il suo “Destino”. Questa è un’altra novità. Un tempo i discepoli erano coloro che studiavano la legge presso un maestro e quando si ritenevano pronti lasciavano il Rabbì e aprivano una loro scuola diventando loro stessi maestri. Con Gesù cambia anche il concetto di discepolo. Innanzitutto Lui stesso “sceglie e chiama” i suoi discepoli e chi risponde lo fa per vocazione e collabora alla Sua missione lasciando tutto ciò che ha e vivendo con devozione totale i suoi insegnamenti. Il nuovo discepolo è quindi colui che ha alcune caratteristiche fondamentali:

1)        attaccamento al maestro;

2)      ha il coraggio di conformare la sua vita a quella del maestro;

3)      riesce a diventare parte del maestro;

4)      aspira ad essere come il maestro.

Il discepolo quindi non sarà mai al di sopra del maestro ma vivrà in comunione profonda con Lui e ne seguirà anche il destino.

A questo punto padre Marcellino ha detto una frase che mi ha fatta praticamente cascare dalle nuvole: “è il “seguire” che ci fa lasciare e non viceversa”!!!

In effetti la difficoltà spesso sta nel capire questo. Se si parte con l’ottica di dover lasciare qualcosa pur di seguire altro… bhe per paura di ciò che potresti perdere, non lasci più nulla e rimani dove sei.. Se invece sei già convinto di voler seguire qualcosa o qualcuno automaticamente lasci qualcosa e non te ne rammarichi neppure troppo perché il tuo obiettivo sta nel SEGUIRE. Insomma il tutto per far capire che se Gesù è davvero il CENTRO per noi si ha il coraggio di seguirlo lasciando noi stessi indietro. Non a caso il Contenuto di questa scuola ci insegna a oltrepassare il limite dell’IO.

Passiamo quindi al Contenuto: E’ Gesù stesso tramite il Vangelo e lo scopriamo anche leggendo Lc. 14, 25-35. Mi sono sempre detta che in questo brano la via che porta a Gesù pare pure egoistica con Lui che dice che se vuoi seguirlo dovrai amarlo più di una madre, o un padre, fratello, sorella, figlio, più di quanto ami te stesso… insomma la politica è scegli me o rimani pure a casa tua!!!

Però riflettendo non è che lui ci chieda di rinnegare i nostri affetti, Lui ci chiede di amarlo di più perché se davvero vogliamo seguirlo, se davvero vogliamo imparare a vivere in comunità, allora dobbiamo oltrepassare noi stessi e staccarci da ciò che siamo noi. L’affetto incondizionato verso Gesù è un requisito fondamentale e se davvero vogliamo fare un passo avanti nella nostra fede dobbiamo entrare nell’ottica di farlo non in modo individuale ma comunitario… se ognuno di noi tenta di seguirlo.. bhe ci sarà un’intera comunità che tenterà di percorrere la stessa strada.

 

Perché una scuola di Comunità? Perché scegliendo Gesù inevitabilmente si sceglie di vivere in comunità e comunione. Gesù è la nostra scelta? Allora in quanto tale ci insegna la comunità. Ci insegna che se vogliamo seguirlo dobbiamo accettare di condividere la sua vita e il suo destino.

 

Questo è circa quanto si è fatto nella giornata del 26.10.08 a livello di scuola. Per darci una mano e soprattutto come compiti a casa ci è stato consegnato un talloncino diviso in 4 momenti.. come 4 sono le settimane che ci separano dal prossimo incontro questi i compiti veri e propri (seguendo il vangelo di Marco 1,1-16:

1)        vivere in Lui (Dimorate nel mio amore…..Non sono più io che vivo  ma Cristo che vive in me):  In questa settimana bisogna tentare di conformarci e unificarci a Cristo.. in pratica bisogna ricercare e scoprire Gesù. La difficoltà sta nel vedere davvero dove lo si può trovare negli ambienti di ogni giorno e una volta trovato si cercherà di viverLo.

2)      Vivere con Lui: (Io sono con voi tutti i giorni…. Non temere.. perché io sono con te): In questa settimana dobbiamo capire che Gesù è dentro di noi e quindi, ogni cosa che facciamo o diciamo è fatta e detta alla Sua Presenza.

3)     Vivere per Lui: (Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore….. In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me).. a detta di padre Natalino, il più facile da eseguire perché tutto ciò che si fa lo si dona a Gesù, ogni lavoro, ogni sofferenza, ogni difficoltà, ogni gioia della giornata.. tutto per Lui.

4)     Vivere come Lui: (Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù (Fil 2,5)….Imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore Mt. 11,29).. bhe qui c’è davvero da essere pronti a tutto… infondo Gesù ha percorso la via della croce e in quanto discepoli anche noi potremmo essere chiamati a percorrere la stessa via!!! Indubbiamente il più difficile di tutti!!!

Vista la mia totale assenza di sintesi potrebbe risultare un argomento da cui scappare e non essere attratti ma sono felice di aver potuto contribuire a fare memoria di questa prima giornata di scuola di Comunità

 

La giornata si è comunque svolta con l’incontro del mattino, la Messa a mezzogiorno e poi un pranzo comunitario… eravamo talmente tanti che alcuni han mangiato all’aperto (io ad esempio) e fortuna che questo autunno fuori dall’ordinario ha mantenuto una giornata splendida… o forse il merito non era dell’autunno hehhehe.

Nel pomeriggio ancora una “seduta” e poi tutti insieme per i saluti finali. Anche se i ragazzi del gruppo MGC non hanno lavorato con noi, ed in effetti li abbiamo visti poco (dimenticavo.. tra noi ha fatto la sua comparsa LUI PGP), è stato bello sapere che loro hanno un cammino ben preciso da compiere.. è bello sapere che loro ci sono per noi, come noi, se mai ne sentissero la mancanza, ci siamo per loro… comunità credo sia anche questo.

Foto di rito e poi tutti a casa!! Giornata sicuramente intensa ma indimenticabile.

Un grazie a tutti quanti per esserci stati e per avere portato un po’ di voi a noi tutti!!!

 

E se avete perso una “Lezione”!?!?!? NON TEMETE.. c’è il CORSO DI RECUPERO AHAHAHAHAHAHAHAH

La stessa viene riproposta nel mio paesello in quel di Coccaglio city e qui venerdì 07.11.08 ci si è già divisi in gruppi per capire perché la gente voleva frequentare questa “scuola”. Nel mio gruppo c’era un gruppo di persone che da sempre sono attive nei gruppi d’oratorio prima e svariati ora che hanno famiglia.. è stato bello scoprire che comunque si sente il bisogno di “ricostruire” una comunità, di prenderla per mano e finalmente diventare tale e non solo persone singole che frequentano dei gruppi. C’è bisogno di far capire che il vivere seguendo Gesù rende felici e soprattutto c’è bisogno che questa felicità trasudi dai volti di chi la segue.. e incuriosisca altri… ‘è bisogno di collaborazione e di senso di appartenenza.. insomma c’è proprio bisogno di tutto questo….

Per quanto mi riguarda questa scuola è una risposta ad un periodo davvero difficile della mia vita e chissà che, imparando cosa significa vivere in comunione con gli altri, io non impari finalmente a vivere.

 

Prossimo incontro Domenica 23.11.08  a Passirano (BS) oppure in quel di Coccaglio (BS) venerdì 05.12.08

 

Probabilmente a pochi interesserà questo intervento.. ma nella vita non si sa mai hehheheh

Un abbraccio a tutti

Tiz

 

 

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