MAMMA MIA!!!!

Dopo millenni eccomi a rimpinguare il mio angolino dedicato ai Musicals!!!

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MAMMA MIA!!!

Che dire di questo successo mondiale:

Mamma Mia! è un musical, in due atti, scritto dalla drammaturga inglese Catherine Johnson e basato sulle canzoni del gruppo musicale pop svedese ABBA. Il titolo stesso del musical riprende quello di una famosa canzone degli ABBA: Mamma Mia del 1975.

La colonna sonora del musical include i più grandi successi degli ABBA tra cui Super Trouper, Dancing Queen, Thank You for the Music, The Winner Takes It All e S.O.S..

TRAMA più che spoilerosa

La storia ha inizio in una isola greca d’invenzione e coinvolge due donne: Sophie, prossima al matrimonio con Sky, che ha sempre voluto conoscere l’identità del suo vero padre e sua madre, Donna, che non desidera parlare alla figlia del suo passato.

Sophie legge di nascosto un diario scritto in gioventù dalla madre dove ella descrive la sue relazioni sentimentali con tre uomini. La conclusione a cui giunge Sophie è che uno di loro deve essere certamente suo padre e decide di spedire l’invito di nozze a tutti e tre senza rivelare nulla a Donna.

I tre uomini sono Harry «Head Banger» Bright, Bill Austin e Sam Carmichael, ognuno con le proprie peculiarità. Harry è un banchiere intelligentone che ride in modo singolare; Sam, un architetto già sposato all’epoca della relazione con Donna; Bill, infine, un australiano che riassume tutti gli stereotipi degli abitanti di quel paese.

Partecipano al matrimonio, invitate da Donna, anche due vecchie amiche: Tanya, una pluridivorziata molto ricca, e Rosie, una single convinta che ama divertirsi. Le tre donne si erano conosciute anni prima formando un trio canoro chiamato Donna and the Dynamos.

Inizialmente, Sophie è portata a credere che suo padre sia Bill dopo aver saputo che sua zia, Sophia, aveva lasciato una grossa somma di denaro in eredità per tutti i suoi familiari. Donna, infatti, le aveva raccontato di averla chiamata così in ricordo di una certa Sophia, la cui eredità gli aveva permesso di aprire un locale.

Sophie chiede, dunque, a Bill di condurla all’altare il giorno del matrimonio e l’uomo accetta. Ma di li a poco, anche Harry e Sam, ciascuno convinto di essere il padre della ragazza, ne parlano con Sophie arrivando a credere anch’essi, ognuno all’insaputa dell’altro, di dover portare all’altare la figlia, fino a che Sophie non chiarisce a tutti, in seguito, che sarà sua madre invece a darla in sposa.

Viene il giorno del matrimonio, e finalmente chiaro a ognuno che la paternità di Sophie è ancora ignota, ma a nessuno dei tre padri importa quale sia la verità: tutti e tre gli uomini sarebbero felici di far parte della vita della giovane, la quale si rende conto che, dopotutto, non desidera affatto sposarsi.

Ma i preparativi del matrimonio non possono andare sprecati… e, così, Donna finisce per sposare Sam, oramai da tempo divorziato. È evidente, inoltre, che pure Rosie e Bill sono sentimentalmente attratti l’uno dall’altra. Harry, dal canto suo, che spesso, durante il musical, aveva accennato ad una sua dolce metà, rivela di essere omosessuale e fidanzato con un uomo chiamato Laurence.

La storia termina con Sophie e Sky che lasciano l’isola per viaggiare in giro per il mondo.

 

 Bhe, era un po’ che mi ripromettevo di inserire qualche altro musical..
….e come lasciare passare innosservato l’evento cinematografico del 2008.
Devo dire che prima di andare a vedere il film ho avuto l’occasione di farmi portare a casina direttamente da Broadway il SOUNDTARCK… purtroppo nessun dvd con tutto lo spettacolo. 
L’ho trovato SPLENDIDO.. sicuramente perché ho sempre "adorato" gli ABBA con le loro canzoni schiette. 
 
Quindi quando ho avuto la possibilità di andare al cinema a vedere il film…bhe mi ci sono fiondata!! Ciò che ho visto mi ha ENTUSIASMATA a tal punto che dopo due giorni ancora ne risento positivamente di questa carica di energia che ho ricevuto in quella sala cinematografica… SPETTACOLOSO.. veramente consigliato anche agli scettici dei film "cantati".
Mamma mia coinvolge per la bellissima musica, perché è dinamico, simpatico, divertente e mai banale.
Mi è stato detto che l’originale visto in teatro all’inizio del secondo atto presenta un calo di "tensione" forse perché vengono cantate le canzoni meno conosciute.. io trovo che il film sia veramente unico dall’inizio alla fine. Spettacolare lo scenario di tutta un’isola di donne che mollano ciò che stanno facendo per ricordare al mondo che erano delle DANCIN QUEEN.. su quel molo e per le vie dell’isoletta… talmente coinvolgente che, a parte avere cantato tutta la canzone, al cinema veniva voglia di saltellare tra le potrone della sala!!!
Lasciatemi osannare quella gran donna di Maryl Streep che oltre ad essere una .. se non la più… brava attrice a questo mondo è pure dotata di una voce splendida…. mentre la sua controparte alias Pierce Brosnan.. sarà anche un bravo attore ma la voce proprio ce l’ha come dire.. veramente ordinaria… ma non per questo è meno bravo!!!
Favolose le DYNAMOS e soprattutto Julie Walters alias Molly Weasley di Harry potter oppure la maestra di danza di Billy Elliot.. o ancora tra le protagoniste di calendaer Girls… la sua versione di Take a Chance on me… mi a fatto sbarellare dalle risate…
insomma assolutamente un musical UNICO bellissimo e assolutamente pluri consigliato…
Si dice che per apprezzarlo, un musical lo devi vedere più di una volta ma vi assicuro che questo si fa amare a primo sguardo.
 
 
 
 

 

 
E…. ATTENZIONE ATTENZIONE… PER CHI LO VOLESSE VEDERE A TEATRO… IN QUEL DI MILANO E PRECISAMENTE AL TEATRO ARCIMBOLDI, VERRA MESSO IN SCENA DAL 26 FEBBRAIO 2009 FINO AL 15 MARZO 2009
 

dopo tempo immemore..ecco un altro MUSICAL

mai sentito parlare di

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"Forza Venite Gente" è  la storia di un ragazzo, di uomo diverso dagli altri, dei suoi amici e del suo mondo. E` la storia di un personaggio unico e straordinario, della sua grande gioia di vivere e del suo amore per tutto e per tutti. E` il resoconto, scanzonato ed a volte provocatorio, della vita e delle opere di San Francesco d’Assisi.
Ma è anche un’allegorìa dell’eterno contrasto tra generazioni, è la storia di un padre come tanti altri -Pietro di Bernardone- e di un figlio diverso da come lui l’avrebbe voluto. Un figlio che va per la sua strada.

A narrare gli eventi sono due personaggi all’opposto: da un lato Pietro di Bernardone, il padre di Francesco, uno tra i più ricchi mercanti di Assisi; dall’altro una simpatica poverella, un po’ suonata -ma solo all’apparenza- che tutti chiamano semplicemente "Cenciosa". Sono loro a tenere le fila della vicenda, e legare tra loro i vari episodi della vita del Poverello di Assisi. Ognuno di questi episodi è narrato, per l’appunto, da una canzone 

Credo questo sia il musical più copiato nei vari oratori italiani.. o almeno del nord Italia… tranne forse che nel mio e vi assicuro che io la parte della povertà la farei ancora anche adesso.. una canzone così bella da cantare proprio…non la si trova spesso!!!! L’ho visto originale dal vivo almeno 3 volte ed innumerevoli altre rappresentato appunto da compagnie amatoriali e tutte mi sono piaciute immensamente… Sarà che la vita di francesco (uno di noi) è veramente unica nel suo genere, un santo amato anche da chi non crede per la sua mitezza, per il suo trovare del buono in ogni cosa. Sicuramente ai suoi tempi sarà stato considerato PAZZO..senza parlare di suo padre che prorpio non si capacitava del cambiamento fatto dal figlio.. da rampollo viziato, parte per la guerra, viene ferito e l’Altissimo opera su di lui facendogli vedere il mondo in modo assai diverso da quello che era abituato a vedere.. Un mondo dove Madre Terra ci dona tantissimo.. dove ogni piccola forma umana è considerata fratello e sorella nel creato… dove c’è discriminazione tra ricchi e poveri e lui decide di vivere non tanto nella povertà quanto LA POVERTA’…. Bellissimo..  la storia è divisa in 2 atti.

Ogni canzone è densa di significato.. si parte con

FORZA VENITE GENTE e E’ VUOTA LA CITTA’:Siamo nel 1207. Francesco decide di abbandonare l’agiata vita a cui era abituato, per vivere nella più assoluta povertà. Questo, nonostante l’unanime parere del padre, dei suoi amici, e di tutta Assisi, che lo considerano impazzito. La notizia fa scalpore, e tutti accorrono in piazza ad assistere al confronto tra Francesco ed il padre, il quale si vede restituire dal figlio tutti gli averi e gli abiti. (Francesco dice: non avrò più casa, più famiglia non avrò, nudo come un verme solo i piedi mi terrò, nella mia bisaccia pane, fame poesia, fiori di speranza segneranno la mia via!!!) ..anche i suoi amici, altri rampolli di famiglie agiate, sono perplessi dalla scelta dell’amico Francesco e cantano.."stanotte ragazzi, che malinconia,, un vecchio compagno se n’è andato via…. noi siamo stanchi come stanchi eroi da quando francesco non è più con noi.. è vuota la città è morta l’allegria, la vita è senza fantasia e non c’è più felicità… e infine in una frase si legge la perplessità di chi inizia a pensare che forse la via scelta da Francesco non è da tralasciare.

L’unica che non condanna apertamente Francesco è Chiara di Offreduzzo, forse la sua amica più cara, e forse, un tempo, qualcosa in più!!!Ben presto altri si uniscono a Francesco, allontanandosi dalle preoccupazioni e dalla vita frenetica di tutti i giorni per abbracciare l’assoluta povertà. Nessuno si preoccupa del proprio futuro, di cosa mangerà domani. La Provvidenza è in grado di offrire loro tutto ciò di cui hanno bisogno per vivere. ed è la volta di SORELLA PROVVIDENZA…un ode alla semplicità in cui viveva Francesco… Ci sono sui e alcuni suoi nuovi fratelli..dice che hanno poco pane da mangiare ma tanta terra per dormire…. Rondinelle del Signore. è uno zingaro il vostro cuore.. e sulla strada stretta che porta in cielo d’ogni cosa saremmo senza se Sorella Provvidenza non venisse incontro a noi.. e la Provvidenza risponde dicendo perché lo fa: PERCHE’ SIETE DI QUELLI CHE NON HANNO PAURA E NON CHIEDONO NIENTE..NON COMPRATEM, NON VENDETE, NON PRESTATE E NON RIAVETE..PERCHE’. VOI SOLI SIETE CERTI CHE IO CI SIA E SEMINATE LA SPERANZA PER LA VIA…..

Corre l’anno 1209. I compagni di Francesco sono ora una dozzina. Francesco mette per iscritto le semplici regole che scandiscono la vita sua e dei suoi. Tutti insieme partono così alla volta di Roma, per farsi ricevere dal Papa e poter fondare un ordine vero e proprio. Profondamente colpito dall’energia e dalla voglia di vivere di quei "ventiquattro piedi scalzi", il Papa Innocenzo III approva senza esitazione la regola di Fratello Francesco. e qui viene cantata VENTIQUATTRO PIEDI SIAMO (dice: regola1 noi chiediamo il permesso, di possedere mai nessun possesso, regola 2 non chiediamo licenza di far l’amore con sora pazienza, regola3 considerare fratelli, i fiori i lupi gli usignoli gli agnelli, per nostro tetto noi vogliamo le stelle, per nostro pane strada e libertà… oppure… regola tre portare un cuore giocondo, fino ai confini dei confini del mondo)

Infine, anche Chiara decide di seguire la difficile strada dell’amato di un tempo. Anche lei rinuncia perciò a tutti i suoi averi, alla sua vita agiata, ai suoi abiti lussuosi, e perfino ai suoi lunghi capelli. Non è una scelta facile, ma ha di fronte a sé l’esempio vivente della gioia e della libertà che si può provare anche senza possedere nulla. E Chiara canta I MIEI CAPELLI TAGLIERO’…e me ne andrò via da tutto e via da me.. per la strada dove lui scalzo e povero già va… qui le lunghe sere, tra i muri binchi le mie preghiere.. pensieri puri sui bianchi muri… di veste bianca..mi vestirò.

Francesco prosegue nella sua vocazione d’amore, arrivando là dove nessuno si era mai spinto prima: non solo tutti gli uomini sono suoi fratelli, ma anche gli animali e le stesse cose inanimate, lui li ama con la stessa forza e lo stesso fervore. Questa volta parla con gli uccelli, e questi comprendono, incredibilmente, che quell’uomo ha qualcosa di diverso, e lo stanno ad ascoltare, e lo capiscono…e vanta VOLARE VOLARE (noi siamo l’allegria… leggero il cuore sia…chi ha piume volerà)

Ma se l’amore di Francesco è per tutti e di tutti, non può esserlo per una persona sola. Sia Francesco che Chiara, in fondo, sono esseri umani, e come tali non sono esenti da dubbi. Ma con la stessa forza del sentimento che non li ha mai realmente uniti, entrambi capiscono che questo significa realmente amare, capiscono che "l’amore, è un’altra cosa". e insiem cantano POSSO DIRE AMORE  TUTTI..Chiara no, se ti avessi, sarei ricco più di un re e tu lo sai, quell’amore non fa più per me!!!!!

in quel periodo, le campagne intorno a Gubbio erano infestate da un lupo dalla ferocia e dalla forza straordinarie, che non disdegnava neppure di attaccare ed uccidere l’uomo. L’unico in grado di far "ragionare" l’animale è proprio Francesco: il lupo, non solo non lo attacca, ma alla sua presenza lo ascolta ed infine diventa mansueto come un agnellino. e cantano IL LUPO A GUBBIO (sono solo io, agnelli e vacche tutto quanto mio… se la foresta il ciobo non mi dà.. io mangio carne d’uomo di città…..e francesco risponde… ed eccolo qua l’agnellino di Dio..il lupo cattivo che mangia la gente e che rimorso non sente mai per tutto il male che fa.. ma, che da adesso in poi più mansueto di un agnello sarà)…e alla fine tutta la cittadina è in festa per questo cambiamento addirittura suonano le campane!!!

Francesco poi parlava la notte..ma con chi!??!Con chi parla, durante le notti, Francesco? Con chi discuteva, sin da quando ancora dormiva nel suo letto, tra le mura della casa paterna? Da solo forse. O forse con qualcuno mandato direttamente da Dio, qualcuno a cui fare le domande ed ottenere le risposte da cui trarre la propria conoscenza e la propria fede?..no, lui parlava con L’ANGELO BIONDO…(e questa è un duetto a dir poco meraviglioso…. "solo ti vedo, io solo ti credo, per me tu sei sceso tra queste contrade..soltanto per me… favola d’oro bisogno di cielo… mi vesto vero e mi copro di piume.. ti faccio da lume nel buio profondo.. io L’angelo biondo..che parla con te!!!

e poi Tutto il mondo cattolico è in subbuglio: è il tempo delle sante crociate, e tutti, ricchi e poveri, belli e brutti, sani e zoppi, si armano come possono alla volta della Terra Santa, dove sperano di guadagnare fama, ricchezze, e magari anche la salvezza. Anche Francesco è in partenza, ma a modo suo, senza armi, senza scudo, solo con il suo bastone, pochi seguaci e tante buone intenzioni. la canzone è VENITE CAVALIERI…..e poi lui giunge in terra Santa…. e ce n’è un’altra di canzone… TU FRANCESCO IN TERRA SANTA..stanco te ne vai, la tua guerra come vincerai senza spada ne corazza ma che crociato sei….E Francesco, almeno in parte, riesce nel suo intento. Riesce ad incontrare gli infedeli, a parlare loro del Vangelo di Gesù, a fare amicizia con la figlia del Sultano, ed a restare vivo. E` il segno dell’unità tra i popoli: in fondo viviamo tutti sulla stessa terra, sotto lo stesso cielo, e sospiriamo tutti alla luce della stessa Luna, che così ci unisce anche se apparteniamo a mondi tanto diversi. E LUNA è proprio la canzone che chiude il primo atto … luna che solitaria in cielo stai e tutto vedi e nulla sai ..luna…che sui confini nostri vai e froonti e limiti non hai e tutti noi uguali fai.. tu che risplendi sui nostri visi bianchi o neri dacci pace la tua pace per questa umanità..

Nel secondo atto si vede Francesco tornato in italia vivere la sua vita:

E` il Natale del 1223, e Francesco mette in pratica un’altra delle sue idee: far rivivere a tutti quella notte di 1200 anni prima, ricreare la stessa atmosfera di amore e magia. Ecco allora nascere il primo presepe della storia (canzone E’ NATALE..ecco la stalla di Greccio con ‘asino e il bove e i pastori di coccio che accorrono già..monti di sughero prati, di muschio col gesso per neve, lo specchio per fosso e la stella che va… ecco la greppia Giuseppe e maria.. laggiù c’è già l’angelo di cartapesta …e’ natale anche qui).  ma anche Chiara vive la sua di vita Sono lunghe le sere in convento. Ed anche a chi ha scelto la strada dell’amore, della povertà, della libertà, può venire da chiedersi come sarebbe andata altrimenti. Ma i dubbi spariscono rapidamente, è l’amore stesso a sedarli, è la fede, l’unica cosa che mai potrà crollare (canzone LA SPOSA DI GESU’ starà con lui lassù accanto gli starà …a chi darò più io l’immenso amore mio). E poi l’ode alla predicazione di francesco… su cosè la letizia Vivere sempre nella gioia, essere sempre allegri e spensierati. Questo sostiene Francesco. Beh, finché le cose vanno bene, non è certamente un problema. Ma è quando si va incontro alle difficoltà che bisogna dare fondo a tutte le proprie energie, amare gli imprevisti, sorridere ai problemi; in fondo è questa la vera Vita, l’unica degna di chiamarsi tale e di essere vissuta appieno! Ed alla fine anche l’ingenuo Frate Leone lo capisce (canzone PERFETTA LETIZIA..frate Leone, agnello del Signore, per quanto possa un frate parlare tanto bene, da far capire ai sordi e convertire i ladri.. per quanto anche all’inferno lui possa far cristiani.. questa non è perfetta letizia… e in mezzo a frate inverno, tra neve freddo e vento.. stasera arriveremo a casa e busseremo giù al portone.. bagnati stanchi ed affamati , ci scambieranno per due ladri, ci tratteranno come cani e ci prenderanno a bastonate.. e al freddo toccherà aspettare con sora notte e sora fame… questa è perfetta letizia!!!) e poi si passa ad una regola essenziale la POVERTA’ Gli uomini, gli animali, gli oggetti, ma non solo. Anche la stessa Povertà è sorella di Francesco, ed egli la ama, nel bene e nel male, ed a suo modo viene ricambiato..ed è la canzone che io canterei veramente con tutta me stesa… l’ho sognato tante volte di poterlo fare in questo musical"pane e cielo io mangio con te.. ma il mio cuore leggero non è…E in lui francesco.. mandato da Dio sul cuore mio piangerà.. che povertà gli dirò sono Io e in luji francesco dirà..Povertà, povertà non è più ..se sarà come qui schiavitù" Chissà… magari  un giorno la canterò davvero!!!

Lo stesso vale per la SEMPLICITA’ per il gioire di ogni cosa senza mai desiderare di più. In fondo, quando si ha tutto, quando si ha la vita, l’amore, la salute, perché si dovrebbe volere altro. Le tentazioni non mancano, certo, ma snobbarle non risulta, in questo caso, poi così difficile  (semplicità, sorella mia, un pane tondo un morso e via, semplicità, che nulla vuoi che nulla prendi e tutto dai….pensieri leggeri e piccini, un cuore di grandi bambini e cieli turchini negli ochi tuoi pieni di semplicità) addirittura in questa canzone fa la sua comparsa il diavolo… che tenta francesco in tutto e per tutto proseguendo con la canzone POVERO VECCHIO DIAVOLO Ma cerchiamo di vedere le cose da un altro punto di vista. Incontriamo così la disperazione di un povero demonio che non sa più che pesci pigliare: il non riuscir a tentare Francesco in alcun modo lo tormenta. (povero diavolo cornuto come me che cosa mai può fare per tentare te… ti sento inafferrabile, illogico, diverso… cercare di tentare è tutto tempo perso così, dovrei pregare ma non so come si fa così, dovrei saper pregare per pregarti di aver pietà.)

E poi giunge il tempo delle stigmate e della sofferenza fisica di Francesco è tempo di incontrare SORRELLA MORTE Per Francesco è tempo di andare. E` tempo di abbandonare anche le ultime preoccupazioni terrene, per andare incontro all’ultima delle sue sorelle: la Morte. Perfino di fronte ad essa, Francesco affronta la propria sorte con coraggio, pensando prima di tutto a consolare gli altri…(Arriva la morte che taglia le teste, arriva la notte per l’uomo che muore, arriva la pena per l’uomo che resta…la mano che strazia le madri,la falce che mai si riposa…eppure francesco la immagina bella, eppure francesco la chiama sua sposa..eppure francesco la chiama sorella…. sorella morte dolorosa e bellissima..sorella morte che di cielo ci illumini, sorella morte che spalanchi l’eternità.)

E con il balletto finale in cui Francesco porta in braccio la morte… la sua storia si conclude e riparte il motivo iniziale di Forza venite gente…. ma che diventa altra melodia con E PIANSERO I LUPI DEL BOSCO Francesco non c’è più. Il vuoto immenso che lascia nel mondo viene sentito non solo da tutti i suoi compagni, ma anche dagli animali e da tutta la natura che tanto ha amato. La stessa morte non riesce a rimanere indifferente nello svolgere il suo compito, e perfino Belzebù, a modo suo, si dispera.(frate francesco è vivo fra noi e c’è nel cielo più luce che mai..tra i cherubini, gelosi di lui dell’angelo bellissimo… e tra le foglie un vento passò al suo respiro che andava lassù e la sua terra restò deserta senza lui.. e piansero i lupi del bosco, le rondini i cigni le gru, piansero bianche nel chiostro le monache date a Ges…sorella dagli occhi di teschio, quell’attimo hai pianto anche t.. ungelido bacio a francesco e non c’era più)

Ed infine.francesco torna in scena per cantare il suo "testamento spirituale LAUDATO SII Ma Francesco non è morto. Il suo ricordo, le sue opere, la sua gioia di vivere, lo fanno risorgere tra noi ogni giorno. Ecco allora il suo ultimo, grande regalo: la sua opera ultima e più bella, il meraviglioso Cantico delle Creature. lAUDATO SII MI sIGNORE, CON TUTTE LE TUE CREATURE, SPECIALMENTE FRATE SOLE CHE DA LA LUCE AL GIORNO E CHE CI ILLUMINA PER TUA VOLONTà, RAGGIANTE E BELLO CON GRANDE SPLENDORE, DI TE L’IMMAGINE ALTISSIMO sIGNORE… E COSì VIA.. UN RINGRAZIAMENTO PER TUTTE LE CREATURE!!!

Mi sono indubbiamente dilungata troppo.. ma è proprio bello pensare a questo musical… alla sua storia e quanto di buono se ne può trarre ancora oggi da una figura come san Francesco… Certo oggi sembra così lontano da noi… ma tentare di vedere il mondo dai suoi occhi penso farebbe solo bene a tutti quanti!!! Indipendentemente dalla religione professata!!!! E alla fine di tutto, dopo i monologhi del Sig. bernardone sulla pazzia di quel figlio che l’ha rinnegato e della cenciosa…che pareva pazza ma che poi troppo non lo era…alla fine di tutto tutti capiscono la bontà di quel ragazzo che ha saputo cambiare strada..omeglio… ha saputo vedere laddove altri non avevano voluto vedere!!!

bellissimo davvero!!!!

Buona notte… e non addormentatevi troppo… già so che tutto non lo leggerete mai hihihhi!!!

questo è più che folle!!!!!

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Che genialata questo "musical" haahhahah (che io ho visto come film)

Regia:
Jim Sharman

Interpreti:
Tim Curry – Dr. Frank-N-Furter
Susan Sarandon
– Janet Weiss
Barry Bostwick – Brad Majors
Richard O’Brien – Riff Raff
Patricia Quinn – Magenta
Little Nell – Columbia
Jonathan Adams – Dr. Everett Von Scott
Peter Hinwood – Rocky Horror
Meat Loaf – Eddie
Charles Gray – The Criminologist

La Trama:
Durante una notte di pioggia due fidanzatini rimangono a piedi in mezzo alla campagna inglese. Chiedono aiuto in un castello lungo la strada, e da lì comincia la follia totale. Conosceranno infatti Frank’n’Furter, una specie di Dr Frankenstein sessualmente ambiguo, e tutta la sua corte, in un’avventura destinata a cambiare la loro vita.

Un po’ di critica
Uno dei migliori musical di tutti i tempi . Deriva da un opera teatrale scritta da Richard O’Brien e diventata un cult nei circuiti underground. Il film non ha avuto molto successo all’epoca della sua uscita nei cinema, ma si è ritagliato un il suo spazio negli "spettacoli di mezzanotte", e addirittura molti spettatori andavano (e vanno tuttora) a vederlo vestiti come il loro personaggio preferito, e "partecipano"al film secondo un rituale consolidato. Si tratta comunque di un’affettuoso omaggio/parodia dei film horror e fantascientifici degli anni ’50 e ’60, con lo scienziato che costrusce una "creatura", gli "eroi" capitati per caso al suo castello e tutto il resto, arricchito però da bellissime canzoni. Le musiche del film sono decisamenre superbe, e i testi delle canzoni sono impregnati di ironia e tristezza al punto giusto.
Gli attori , e in special modo Tim Curry, forniscono un’ottima prova, dando un certo spessore ai loro personaggi rendendoci simpatici anche i più sgradevoli.
Quello che puo’ essere un handicap per questo film è che non è stato tradotto in italiano, ma è semplicemente sottotitolato, cosa che puo’ scoraggiare il pubblico. C’è da dire però che i dialoghi sono comunque ridotti all’osso e molto comprensibili anche per chi non conosce alla perfezione l’inglese. Dato che semplicemente lo adoro lo consiglio a tutti, passerete un ora e mezza tra personaggi e situazioni ambigue ed inquietanti, ma alla fine vi sarete sicuramente divertiti.
(come da recensione su http://ilbazar.forumcommunity.net/?t=1380578)

 

 

 

E DOPO TEMPO DAVVERO MEMORABILE

I TEMPI SONO MATURI PER UN MUSICAL CHE HO SCOPERTO MIO MALGRADO DAVVERO DA POCHISSIMO…..
 

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TRATTO DAL ROMANZO SI VICTOR HUGO "Il Gobbo di Notre Dame"

MUSICHE DI: RICCARDO COCCIANTE

TESTI E LIBRETTO: LUC PLAMONDON

VERSIONE ITALIANA DI: PASQUALE PANELLA

Tutto ebbe inizio qualche mese fa allorché la mia amica Lara mi dice che una sua collega di lavoro vorrebbe che noi le si cantasse al suo matrimonio (settembrer 2008…da qui a là quanto può cambiare!!!) e a lei piaceva l’Ave Maria appunto di questo musical. Io non la conoscevo proprio perché quando era uscito, l’avevo proprio snobbato. Così mi procuro la Canzone, Ave Maria Pagana e mi metto in ascolto.. la canzone è molto bella ma di una tristezza colossale. La cosa mi incuriosisce e allora cone mezzi che non stiamo a raccontare mi procuro il cd…16 canzoni splendide con cantanti da brividi… eppure, più lo ascoltavo e più non capivo come dalla situazione di una canzone si potesse arrivare a quella successiva. Una sera, durante l’allenamento, non ricordo neanche perché, con Viola si esce sull’argomento e io le espongo la mia perplessità e mi dice: "ma quante canzoni ha il tuo cd!?!?!? e io: "16".. e lei mi guarda strabuzzando gli occhi SCUSA!?!??!

ehm da qui ho capito che avevo unicamente la selezione delle canzoni perché in realtà era un doppio cd di 23 e 25 canzoni per ognuno… alla faccia di chi voleva capirci qualcosa!!! Così Viola mi ha prestato il suo doppio cd live in Arena di Verona ed io ho scoperto un mondo meraviglioso!!!!!

Ma quant’è bello questo musical, e quant’è triste e soprattutto perché caspita mi era saltato in mente di snobbarlo!!!

Ma ecco un po’ di sinossi:

NOTRE DAME DE PARIS
(Sinossi)

Notre-Dame de Paris narra la storia di Quasimodo, il campanaro gobbo della cattedrale di Notre-Dame e del suo amore tanto impossibile quanto tragico per Esmeralda, una bella gitana.Un amore condannato dall’ingiustizia e dall’ipocrisia.Quasimodo costretto dalla sua bruttezza a guardare il mondo dall’alto di una torre un giorno si innamora perdutamente di Esmeralda che vede ballare e cantare sulla piazza davanti alla cattedrale. Ma Esmeralda è innamorata di Febo, il bel capitano delle guardie del Re. Febo è fidanzato di Fiordaliso, una giovane e ricca borghese, ma la bellezza esotica e sensuale della gitana non lascia indifferente l’uomo che da subito se ne invaghisce.Anche Frollo, l’arcidiacono della cattedrale, è segretamente attratto dalla zingara e spiando le mosse dei due amanti in un raptus di gelosia e di desiderio carnale represso per sbarazzarsi del rivale pugnalerà Febo alle spalle. Esmeralda viene arrestata con l’accusa di aver tentato di uccidere il capitano delle guardie e gettata in prigione.Frollo approfittando della situazione offre la libertà alla donna in cambio del suo corpo. Esmeralda inorridita rifiuta l’offerta minacciandogli vendetta. Quasimodo libera Esmeralda e la nasconde nella sua torre.Ma Clopin amico di Esmeralda e suo protettore fraintendendo le intenzioni di Quasimodo attacca la cattedrale, mettendosi a capo di una rivolta, per liberare la bella gitana.Nel tentativo di sedare la rivolta Phoebus e i suoi uomini mettono a ferro e fuoco la cattedrale e uccidono Clopin.Il povero Quasimodo credendo che Febo voglia liberare Esmeralda consegna la donna a Frollo che a sua volta la consegna alle guardie. Per Esmeralda è la fine. In realtà Febo vuole la morte della gitana perché solo così potrà sposarsi con la sua ricca fidanzata.Quasimodo dopo aver assistito all’impiccagione della sua amata resosi conto del tradimento dell’arcidiacono folle di rabbia getta Frollo dalla torre.Distrutto dal dolore il gobbo conduce il corpo dell’amata alla fossa comune dove si lascerà morire al suo fianco

Credo non esista una canzone che perferisco ad altre perché più le ascolto e più trovo siano splendide tutte…. ma quel Febo che sarà pure bello come il sole (appunto nella canzone cantata da Fiordaliso ed Esmeralda) ma io lo prenderei a calci nel didietro.. e che caspita…. bella cosa che ha fatto uffi!!!. Pazienza dai… meravigliosa è LE CAMPANE e ancora PARLAMI DI FIRENZE..e poi tutte quelle che canta il Gobbo Quasimodo (che di voce pare prorpio un piccolo adepto di Cocciante… fa molto imitazione di Fiorello!! hihihhi).. E ancora la CAVALCATURA cantata da Fiordaliso…. e ogni canzone di Esmeralda.. ma credo che la voce migliore sia quella del Gargoire che canta IL TEMPO DELLE CATTEDRALI.. per non parlare di quella di Febo… ok non so scegliere… tutto bellissimo davvero!!!!

Comunque meraviglioso davvero

 

 

bhe allora su richiesta

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Si, si..a grande, grandissima richiesta della mia amica Enry che stravede per Clementina…..uno dei pilastri della commedia musicale italiana…forse il più famoso….

Commedia musicale nata nel 1974 dalla penna di Garinei e Giovannini – con la collaborazione di Jaja Fiastri – e dalla partitura di Armando Trovajoli può sicuramente definirsi un classico del teatro italiano. Fin dalla sua prima rappresentazione ha conquistato il cuore del pubblico che ha applaudito i suoi personaggi in ogni angolo del mondo. Rarissimo caso di commedia veramente internazionale è stata rappresentata in oltre 50 versioni dalla Russia all’Inghilterra, dal Brasile alla Cecoslovacchia, dall’Austria all’Argentina e poi in Messico, in Perù e in Spagna.
Spettacolo unico e particolarissimo trova il suo successo, oltre che nelle invenzioni del testo e delle musiche, nella perfetta macchina teatrale inventata da Giulio Coltellacci che firmò scene e costumi. La canonica, la piazza con il sagrato, l’Arca si succedono in maniera continua grazie ai due girevoli che danno vita a cambiscena che spesso hanno strappato l’applauso a "scena aperta"

Ma passiamo alla TRAMA..che è troppo bellina:

 
In un tranquillo paese di montagna vive un giovane parroco, Don Silvestro, la cui serena
esistenza viene sconvolta da una telefonata miracolosa in cui Dio comunica al parroco
l'intenzione di scatenare il secondo diluvio universale, per riportare un po' di pace sulla terra. 
Gli abitanti del paese restano sbalorditi alle parole del loro reverendo; primi fra tutti Crispino,
falegname nonché sindaco del paese e Ortensia, sua moglie. Al contrario Clementina, la figlia
del sindaco, la quale nutre un amore neppure tanto segreto verso il suo adorato parroco, crede
immediatamente alla possibilità del diluvio, cosi` come Toto, l'ingenuo del villaggio.
L'incredulità dei concittadini viene sconfitta dall'evidenza di un prodigioso miracolo compiuto
da Don Silvestro, uno spettacolare concerto per prete e campane (suonate da Dio!).
La richiesta di fornire il legname per la costruzione dell'arca spiazza nuovamente il sindaco il
quale si oppone con rabbia minacciando di denunciare il tutto, e costringendo la gente ad
imprigionarlo.
La notte della procreazione viene sconvolta da un arrivo inatteso, quello di Consolazione,
prostituta/cartomante girovaga la quale attrae tutti gli uomini, ad eccezione di Toto
(sessualmente limitato). A questo punto, Dio decide di intervenire consegnando a Toto una
grande virilità che gli servirà per conquistare Consolazione e rimandare gli uomini dalle
rispettive mogli.
Saputo che Consolazione s'imbarcherà con loro, gli abitanti del paese decidono di boicottare la
costruzione dell'arca, salvo poi redimersi invitati dolcemente da Don Silvestro e procedere
finalmente alla costruzione. 
Quando tutto sembra volgere per il meglio, giunge la notizia della fuga del sindaco la quale
impegnerà la gente in una ricerca affannosa che li porterà in canonica a pregare S. Crispino il
Santo del paese. Proprio dentro la statua del Santo si trova nascosto il sindaco che, una volta
solo, riuscirà ad avvertire le autorità, ma che subito dopo verra` scoperto e "impacchettato" a
dovere con la statua, pronto per essere caricato sull'arca.
Nel frattempo, dopo essere stata a consulto da Consolazione, Clementina trova il coraggio di
dichiararsi a Don Silvestro, il quale riceve il benestare direttamente da Dio, salvo poi
accorgersi che si trattava di un sogno.
Rimane ancora il tempo per celebrare il matrimonio di Toto e Consolazione, durante il quale il
Sindaco, rinchiuso in canonica, riceve la folgorazione (fisica!) di Dio, che lo convertirà
definitivamente.
Proprio mentre le persone si accingono ad imbarcarsi giunge, accompagnata dai carabinieri, la
visita del Cardinale, il quale dall'alto della sua autorità riesce a convincere la gente a seguirlo,
tranne Don Silvestro e Clementina, che rimangono sull'arca.
Le prime gocce scatenano il panico tra la popolazione, che e` ormai impossibilitata a salire
sull'arca





Tra l'altro, nuovamente mi trovo ignorantona in materia...certo...da reminescenze d'oratorio ricordo perfettamente la canzone finale
ma  mi chiedo come si passi dal finale sopra a quello che tutti conoscono con tutti che cantano appunto aggiungi un posto a tavola...mah!!!!
Dovro' andare a vederlo..o almeno leggermi i copioni che dite!??!!?
 
 a tutti un buon fine settimana
Ciao TIZ

E IN ONORE DELLA NOSTRA PICCOLA PHANTOM

The Phantom of the Opera

 

 
 
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The Phantom of the Opera (Il Fantasma dell’Opera) è un musical composto da Andrew Lloyd Webber, la cui storia è liberamente ispirata a quella dell’omonimo romanzo di Gaston Leroux, che debuttò il 9 ottobre del 1986 all’Her Majesty’s theatre, nel West End londinese, dove è tuttora rappresentato, oltre che a Broadway e in altri teatri in diverse località del mondo.Tra gli interpreti del cast originale erano presenti Sarah Brightman nel ruolo di Christine e Michael Crawford in quello del fantasma, Erik.Dell’opera sono stati realizzati anche molti adattamenti cinematografici

Il Phantom è il fiore all’occhiello della Really Useful Group: l’Her Majesty’s theatre lo rappresenta ininterrottamente da quasi 20 anni, in nessuna rappresentazione a Londra c’è mai stato qualche posto libero (in totale nella capitale inglese l’hanno visto circa 52 milioni di persone e i botteghini hanno racimolato qualcosa come 900 milioni di sterline). Se invece consideriamo tutto il mondo allora ci sono state oltre 65000 repliche in 20 paesi e 110 città. I biglietti venduti valgono oltre 1.600.000 di sterline. Sono necessarie due ore per truccare il fantasma e mezz’ora per struccarlo.

Ma passiamo alla trama….questo musical non l’ho mai visto ma snafuzzando il sito (che poi vi metterò come link) sono rimasta positivamente impressionata…si, si..e brava la nostra Phantom!!!!

Le vicende dello spettacolo iniziano con un’asta di oggetti antichi effettuata all’interno del teatro dell’Opera Populare in Parigi. All’asta partecipano, tra gli altri, anche Raul e Meg, due dei personaggi della vicenda, ormai anziani. Dopo che Raul acquista un carilon raffigurante una scimmietta che suona dei timpani viene messo all’asta un lampadario d’epoca in frantumi. Il banditore d’asta chiede se qualcuno rammenta la strana vicenda del fantasma dell’opera e ipotizza di riuscire a spaventare il misterioso fantasma grazie all’energia elettrica (il lampadario è stato modificato per renderlo funzionante a corrente).Proprio mentre pronuncia queste parole il lampadario si accende emettendo un lampo e sulle note della magnifica Overture il lampadario si libra nell’aria e rimane magicamente sospeso sulle teste degli spettatori di prima fila mentre, al suo passaggio, il teatro si rinnova e riacquista lo splendore di una volta.

Ci troviamo ora nel 1870 e assistiamo alle prove di uno spettacolo. Nel cast è presente la capricciosa attrice e cantante lirica italiana Carlotta. L’Opera Populare ha due nuovi impresari,(ex commercianti di metallo) che sono presenti alle prove, e un benefattore Raul Visconte De Chany. Christine, una delle ballerine, lo riconosce come un vecchio amico d’infazia ma Raul non la vede. Durante le prove il fantasma fa precipitare la scenografia addosso a Carlotta la quale decide di abbandonare lo spettacolo lasciando i neo direttori del teatro Firmin e Andrè, senza protagonista. Per tale motivo madame Geri suggerisce e ottiene, nonostante le perplessità dei due impresari, di far cantare Christine, una ballerina dicendo che quest’ultima ha avuto un ottimo maestro, anche se il suo nome è ignoto.

Christine comincia a cantare sbalordendo tutti per la sua grande bravura e sulle note di "Think of me" passiamo magicamente dalle prove allo spettacolo vero e proprio dove l’ex ballerina ottiene un successo strepitoso. Dopo lo spettacolo Meg, un’altra ballerina, figlia di Madame Geri (la direttrice del corpo di ballo che ha adottato l’orfana Christine) chiede a Christine quale sia il suo segreto e chi le abbia insegnato a cantare. Christine risponde che il padre, un famoso violinista, le aveva promesso prima di morire che avrebbe mandato l’angelo della musica a proteggerla e così è convinta che sia stato questo angelo a insegnarle a cantare dato che spesso può udire la sua voce. In realtà l’angelo è Erik, il fantasma, ovvero un genio dal volto sfigurato che vive nei labirintici sotterranei del teatro che è follemente innamorato di Christine.Il Visconte Raul mentre vedeva lo spettacolo di Christine si è ricordato che da bambini erano fidanzatini e si invaghisce nuovamente di lei e decide di invitarla a uscire.Tuttavia il fantasma non appena Raul esce di scena fa sentire non visto la sua voce e adirato si rivolge a Christine, la quale si scusa con l’angelo della musica per la sua debolezza e gli chiede di rivelarle il suo volto, così il fantasma le dice di guardarsi allo specchio e possiamo vedere il volto di Erik apparire magicamente mentre lo specchio si apre rivelando un passaggio segreto.

Il Fantasma guida Christine attraverso un corridoio che si illumina come magicamente. Arrivati "al lago sotterraneo" i due navigano su una barca che si muove nei sotterranei del teatro e magici candelieri emergono dall’acqua illuminando l’ambiente.

Arrivati nel nascondiglio di Erik lui le dedica una canzone nella quale dichiara il suo amore per lei e la invita a dividere la "magia della notte" con lui. Verso al fine della canzone il Fantasma mostra a Christine, una statua di cera con le proprie sembianze, vestita da sposa. Alla vista Christine, soprafatta sviene e il Fantasma la pone su un letto a forma di cigno.

Christine si sveglia e si "ricorda" dello strano viaggio nei sotterranei. Lei vede il Fantasma che compone musica all’organo e si avvicina. Come in sogno Christine toglie la maschera a Erik che si adira poiché lei ha visto la parte sfigurata, ora lui sa che lei lo guarderà con occhi diversi per cui le dice che è tempo di ritornare al Teatro e che certamente la staranno tutti cercando.

Il fantasma fa recapitare quattro lettere: due agli impresari, una a Raul e una a Carlotta, minacciando tutti e intimando di pagargli lo stipendio e di non sostituire Carlotta a Christine nel prossimo spettacolo "il Muto" che si rappresenterà all’Opera.

Gli impresari decidono tuttavia di far interpretare nello spettacolo "Il muto" a Carlotta la parte della contessa, la protagonista, e a Christine quella del paggetto muto.

Assistiamo a "Il muto" ma il fantasma ha sostituito lo spray per la gola di Carlotta con uno che le rende roca la voce, cosicché la protagonista inizia a gracidare come una rana al che fugge dietro le quinte e due impresari proclamano agli spettatori che lo spettacolo proseguirà e la parte della contessa sarà interpretata da mademoiselle Christine Daaè. Ma mentre la preparano nel camerino per andare in scena dietro le quinte un macchinista impiccione segue il Fantasma, e ne paga le conseguenze, infatti viene impiccato proprio sopra il palco. Caos e urla mentre gli impresari esclamano agitati <<Signori signori! È stato solo un incidente!!>>

Christine venuta a conoscenza del fatto porta via Raul per evitare che il fantasma gli faccia del male, mentre lui cerca di tornare indietro dicendo che non esiste nessun fantasma. Arrivati su una specie di belvedere che si trova sul tetto lei gli racconta che è stata nel suo nascondiglio e l’ha visto in volto. Che ne ha provato paura ma che sarà sempre nel suo cuore. <<Uno spirito il mio canto in quel dì incantò, dentro me dolci note udite mai, dentro me la magia spiegar non so!>>

Siamo ora sul tetto del teatro, dove Raul giura a Christine di proteggerla e lei afferma di amarlo dato che tutto ciò che desidera è la libertà. Il fantasma ascolta tutto e addolorato dice tra sé e sé che Raul è stato costretto ad amarla dopo averla udita cantare e che lei lo ripaga per averle insegnato a cantare tradendolo.

Sono passati tre mesi ormai ed il fantasma non si è fatto più rivedere. Ci troviamo ad una festa di carnevale, Christine e Raul si sono fidanzati, Raul le ha anche donato un anello Swarowsky. Vediamo una sfilata di personaggi in maschera che ballano e cantano eseguendo bellissime coreografie, ma nel clou il fantasma entra in scena; ha una mascheta simile ad un teschio che gli copre mezzo volto, è completamente vestito di rosso e nel vederlo apparire tutti si spaventando. Erik scende con calma le scale e canta una "ramanzina": agli impresari dice che non è di loro competenza scegliere le parti da assegnare, al tenore che dovrà dimagrire, a Carlotta che canta come un baccalà, rivela a tutti di essere la "guida" di Christine e che lei appartiene a lui. Getta a terra un manoscrtitto contenente un opera, il Don Juan, nella quale Christine sarà obbligatoriamente protagonista. Dopodiché scompare in una vampata di fiamme.

Gli impresari, Carlotta e il tenore Piangi sono indignati per l’imposizione del fantasma nel mentre Raul elabora un piano per catturarlo. Christine disperata si chiede cosa debba fare, se tradire il suo mentore o lasciare che continui a uccidere. Il sogno ora è diventato incubo..

Siamo in un cimitero, ricorre l’anniversario della morte del padre Christine mentre cammina nel viale dice <<La dolce Lotti ha pensato a tutto e a niente. Suo padre le aveva promesso che le avrebbe mandato l’angelo della musica.. suo padre l’aveva promesso..>> e sconsolata canta: <<Eri il solo mio compagno, luce sui miei passi.. Eri tu il padre amico e poi mi lasciasti.. Come ti vorrei qui accanto a me, per narrarti i sogni miei.. Sembra pazzia ma fuggo via per ritrovarti qui. Sento ancora la tua voce qui, l’illusione che vorrei.. Ti penserò e come non so, più nessun dubbio avrò!Marmi neri, statue grigie, fredde sotto il cielo.. Vedo che sei nell’inverno, il tuo amico è il gelo.. Soffocherei nei pianti miei per non soffrire più! Come ti vorrei qui accanto a me, non saprò scordarti mai.. Tutto finì né vedi sé quì dimorato hai! Mai più tristi ricordi dentro me, cercherò di scordarti anche se.. Sembri qui con me.. sembri qui con me!!>>

E una voce maschile (quella di Erik) canta <<Bimba smarrita seza pace cerchi la mia guida?>> Christine risponde <<Sei tu un fantasma o sei mio padre dimmi che mi spia!!>>

Erik canta <<Troppo hai vagato nel vento, troppo lontana da me!>> Christine risponde <<Quasi mi opprime il tuo sguardo>> e insieme cantano <<E verrai/ò con me/te>> sempre insieme <<Angelo io/tu ti/mi ho/hai rinnegato, sempre avrò/avrai il tuo/mio amore. Angelo più non ti/mi respingo/respingi, aprimi/apro a te il tuo/mio regno..>> E mentre canta <<Sono il tuo Angelo vieni, vieni tu sei la mia musa!>> Interviene Raul e impedisce a Christine di andare dal fantasma che inizia a duellare con Raul ferendolo ad un braccio. Erik si dilegua.

Va in scena il Don Juan, Erik dietro le quinte uccide Piangi e si sostituisce a lui. In un appassionato duetto con Christine le dichiara il suo amore. Alla fine del duetto lei lo smaschera, rivelando a tutto il pubblico sgomento il suo volto sfigurato, e il Fantasma la trascina nuovamente nei sotterranei del teatro dell’opera.

Il Fantasma e Christine raggiungono la dimora sotterranea mentre lui si distrae lei indossa il vestito da sposa che aveva preparato per lei. Alla fine lui le mette il velo sul capo, le mette un’anello nel palmo della mano e le dice che vuole che rimanga con lui. Intanto Raul aiutato da Madame Giri raggiunge i due nel nascondiglio di Erik che con un lazo lo prende al collo ricattando Christine la quale, se non avesse giurato di passare la vita con lui avrebbe provocato la morte di Raul. Rattristata per la sorte che ha reso il Fantasma cosi’ crudele Christine implora Dio di darle la forza di mostrare a Erik "che non è da solo", va verso di lui cantando <Mesta Creatura lontana, quale esistenza è la tua? Tu non sei più solo al mondo, non ti lascerò!> e mettendosi l’anello lo bacia. Il Fantasma piange pentendosi della sua crudelta’ verso i due innamorati e commosso libera i due amanti. Da solo Erik piange ascoltando la scimmia che suona i cimbali(la quale fa la sua comparsa nel primo atto)e confessa di nuovo il suo amore per Christine. Lei ritorna, ma solo per togliersi l’anello dal dito e restituirglelo. Persa ormai ogni speranza di avere l’amore di Christine il Fantasma si siede su una poltrona e coprendosi con il mantello scompare dalla vista del publico. La folla, con a capo Meg, entra nel nascondiglio ma l’unica cosa che Meg trova e la Maschera del Fantasma dell’Opera sulla poltrona. Molti anni dopo mentre Raul ormai anziano andrà a visitare la tomba di Christine, vedrà una rosa rossa legata ad un fiocco nero posata ai piedi della lapide. Come le Rose che Christine riceveva dal suo Angelo

Tra l’altro, la trama la leggo solo ora…..e direi che è meraviglioso davvero!!!!! Per cui grazie davvero alla piccola Phantom….per avermi guidato nei sottrranei di quel Teatro!!!

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EBBENE SI

 E COME FARE A NON INDOVINARE IL MITICISSIMO:
 
 
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Per noi in Italia: TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE!!!!
 
 

Tutti insieme appassionatamente è uno dei film più amati della storia del cinema. Basti pensare che dal 1965, anno della sua prima uscita, al 1978, è stato il film che ha incassato di più nella storia del cinema. Un vero e proprio fenomeno culturale, che portò il pubblico nelle sale a vedere il film più volte, proprio come è accaduto di recente con il Titanic. Tutti insieme appassionatamente (ma il titolo italiano The Sound of Music è un’altra cosa) narra le vicende (vere) della famiglia Von Trapp, costretta a scappare dall’amata terra natia, l’Austria, subito dopo l’Anschluss del 1938, cioé l’annessione alla Germania nazista.
Dopo essersi trasferiti negli Stati Uniti la famiglia Von Trapp (7 figli più padre e madre) conobbe fortuna come gruppo musicale. La loro vita ispirò dapprima un libro, poi due film in Germania per la regia di Wolfgang Liebeneiner ("La famiglia Von Trapp del 1956" e "La famiglia Von Trapp in America" del 1958), e infine un musical a Broadway, realizzato dalla coppia Rodgers & Hammerstein, che già avevano collaborato assieme in "Oklahoma" ed "Il Re ed Io". In seguito Ernest Lehman, già sceneggiatore de "Il Re ed Io" e "Intrigo internazionale", rimase così colpito dalla storia che decise di scrivere un copione e proporlo alla 20th Century Fox, la quale poi produsse il film chiamando alla regia dapprima William Wyler e, in seguito al suo abbandono, Robert Wise, già montatore di Orson Welles per "Quarto potere" e "L’orgoglio degli Amberson" e regista di alcune pellicole di grande successo come "Ultimatum alla terra", "Gli invasati" e "West Side Story".

Maria (Julie Andrews) è una novizia nel monastero benedettino di Salisburgo che mal si adatta alla vita di clausura. La madre superiora la invita pertanto a prendersi un periodo di riflessione e la manda a servizio come istitutrice presso la famiglia del capitano Von Trapp (Christopher Plummer). Quest’ultimo, vedovo, governa la casa con piglio militaresco, imponendo una rigida disciplina ai suoi sette figli. L’arrivo di Maria è destinato a gettare scompiglio nella casa. Dapprima infastidito dai metodi liberali dell’istitutrice il capitano avrà poi modo di ricredersi innamorandosene. Manderà all’aria quindi il matrimonio con la baronessa Schraeder e si sposerà con la giovane Maria. Tuttavia, l’arrivo dei nazisti nel 1938, porterà la famiglia Von Trapp a delle decisioni drammatiche.

Secondo me è troppo bello….se si pensa che è un film del 1965 e che ancora lo si guarda volentieri…. una bellissima colonna sonora con canzoni orecchiabilissime…. e chi caspita non si è mai canticchiato almeno una volta…. DO, SE DO QUALCOSA A TE..RE, è IL RE CHE C’ERA UN Dì…. e così via (giusto mercoledì sera ho torcolato le mie compagne di squadra negli spogliatoi cantandola ripetutamente…potete immaginarvi quanto sono stata borrita!!!!)

Ma sono tutte belle…da 15 anni..quasi 16, oppure quando fanno il teatrino della marionette…la capretta…che cantava…E ancora Edelwaiss una stella di neve…..non c’è fiore più lieve…

E poi è un film biografico….erano tempi davvero duri gli anni trenta..per il mondo intero e soprattutto per l’Europa che si apprestava a vivere uno dei suoi momenti più drammatici con l’ascesa al potere di Hitler e del nazismo!!!!! E pensare che la musica potesse portar almeno un po’ di sollievo e spensieratezza nell’animo della gente..era una gran cosa

ma la musica è proprio questo…..è un aggancio con la serenità…è un ponte che collega ogni razza, ogni religione, ogni colore..ogni ceto sociale… è un qualcosa che va al di là degli ideali politici…LA MUSICA E’ LIBERTA’…è riuscire a spaziare nel tempo, è salire in cielo e volare nell’infinito…insomma è un po’ IL SOGNO che abbiamo dentro!!!

Un abbraccissimo a tutti

Tiz