Il mezzo demone!!!

E così siamo arrivati all’atto finale… chissà se riusciranno mai a sconfiggere quel puzzone di Naraku

Aspiolino scopro ora di essermi persa le prime due puntate!!! NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
RImedierò, rimedierò…

MA chi è Inuyasha?!!??!
InuYasha è un coraggioso ma ingenuo hanyou, un termine che in italiano non ha riscontri, ma che viene generalmente tradotto con la parola mezzodemone, cioè il figlio di uno youkai, che come hanyou non ha traduzione, ma che viene spesso inteso come demone, e di un essere umano. Inuyasha è infatti il figlio di uno dei demoni maggiori più potenti, il Grande Demone Cane, che però Inuyasha non ha mai conosciuto personalmente, dato che è morto quando lui era appena nato, e di una principessa umana, Izayoi (il cui significato è “sedicesima notte della luna”). Il suo nome significa letteralmente “demone cane”: inu (犬, inu?), significa cane; yasha (夜叉, yasha?), è un tipo di yōkai, spirito della foresta. Rimasto orfano fin dalla giovane età, Inuyasha venne rifiutato dagli esseri umani a causa della sua parte demoniaca e guardato dall’alto in basso dai demoni poiché secondo loro il sangue umano del mezzodemone contaminava il suo sangue demoniaco. È quindi rilevante notare che Inuyasha, come viene rivelato nel terzo film, Inuyasha: la Spada del Dominatore del Mondo, nacque 150 anni prima di essere sigillato nel Goshinboku (quindi la sua età dopo essere stato liberato da Kagome è di circa 200 anni). Infatti, prima che Inuyasha si innamorasse, per la prima volta nella sua vita, della potente miko Kikyo, non si era mai fidato di nessuno e non era mai stato accettato da nessuno in quanto mezzodemone.

Da quando la Sfera dei Quattro Spiriti (Shikon No Tama o Gemma Sacra) fu abbastanza potente per rendere Inuyasha un demone completo e Kikyo ne era la custode, Inuyasha fu spinto a seguire Kikyo ovunque. Col passare del tempo, i due si innamorarono e, inoltre, Kikyo propose ad Inuyasha di diventare completamente umano, contrariamente ai suoi progetti. Nel frattempo, un semplice essere umano chiamato Onigumo, stava complottando nell’ombra per impadronirsi del gioiello. Onigumo era un brigante ossessionato da un desiderio carnale continuo per Kikyo, che diventò geloso quando la sacerdotessa si innamorò di Inuyasha. Incapace di eseguire qualsiasi azione, poiché orrendamente sfigurato, Onigumo diede il suo corpo in pasto ad un’orda di demoni per potenziarsi ed avere finalmente un nuovo corpo. L’unione di Onigumo con i demoni generò Naraku. Naraku si trasformò prima in Inuyasha e poi in Kikyo per far credere ai due di essere stati traditi dalla loro metà. Infuriato dal “tradimento” di Kikyo, Inuyasha irruppe nel villaggio di Kikyo e rubò la Gemma Sacra. Per difendere il villaggio e per impedire al mezzodemone di scappare con il gioiello, Kikyo colpì Inuyasha con una freccia sacra sigillandolo al Goshinboku. Qualche istante dopo, Kikyo cadde per una ferita ricevuta da Naraku e istruì Kaede, sua sorella minore, nel bruciare il gioiello con il suo corpo in modo da portarlo all’altro mondo con sè.

500 anni dopo, Kagome Higurashi, una studentessa di scuola media, era inconsapevole di nascondere nella parte sinistra del suo torso la Sfera dei Quattro Spiriti. Kagome era la reincarnazione di Kikyo. Un millepiedi, chiamato semplicemente Demone Millepiedi, attaccò Kagome e la trascinò dentro il Pozzo Mangiaossa annesso al santuario del tempio shintoista nel quale viveva. La ragazza si trovò quindi a viaggiare nel tempo inconsapevolmente, giungendo cinquant’anni dopo che InuYasha era stato sigillato al Goshinboku. Per sconfiggere il millepiedi, Kagome libera Inuyasha. Inuyasha per prima cosa decide di uccidere il millepiedi, poi annuncia che farà la stessa cosa con Kagome per recuperare la Sfera. Dopo che Inuyasha ebbe eliminato il millepiedi, provò a rubare il gioiello, ma si ritrovò il Rosario della Soggiogazione al collo. Da allora, quando Kagome dice “A cuccia!” il Rosario viene spedito a terra, portando Inuyasha con sè.

Alla coppia formata da Inuyasha e Kagome si sono uniti successivamente anche Shippo, piccolo demone volpe i cui genitori sono stati barbaramente uccisi, il monaco Miroku, che convive con una maledizione lanciata a suo nonno da Naraku che lo condurrà presto a morte certa, a meno dell’eliminazione di quest’ultimo, Sango, unica sopravvissuta fra gli sterminatori di demoni dopo la distruzione del suo villaggio da parte di Naraku, e Kirara, demone gatto compagna di Sango in battaglia. Scopo dichiarato di Inuyasha e dei suoi compagni è eliminare Naraku per vendicare le proprie passate sofferenze e la morte di Kikyo.

Inuyasha diventa quindi un essere più civile col passare del tempo, perdendo molte delle sue qualità infantili e divenendo molto più maturo. È sua abitudine cercare sempre la strada più diretta per risolvere i problemi, il che spesso si risolve con l’uso della violenza. Mantiene un carattere rude e scorbutico nei confronti di chiunque tranne Kagome e Kikyo, ed in minor misura i suoi compagni eccetto Shippo. Poiché uno dei tratti caratteriali di Inuyasha – spesso notato dagli altri personaggi – è la sua tendenza a permettere alla sua rabbia di offuscare il suo giudizio e di causargli reazioni rudi, possiamo vederlo cambiare lentamente mentre inizia a preoccuparsi per Kagome, ed è chiaro che, nonostante il suo intento originario, ovvero che l’avrebbe uccisa pur di prendere la Sfera, Inuyasha morirebbe, se necessario, per proteggere Kagome.

Inuyasha parla in un giapponese piuttosto duro. Non usa mai appellativi onorevoli per rivolgersi alla gente e, quando parla a persone che non gli piacciono, usa senza riguardo il termine “temee”, un modo fortemente aggressivo per dire “tu” ad un avversario, che può essere tradotto come “dannato” o “bastardo”. Usa spesso, comunque, lo standard “omae”. Anche il duro pronome maschile “ore”, che si adatta alla sua personalità e alla sua forza è usato spesso.[5] Anche il suo rispetto per gli anziani è pressoché nullo, infatti li chiama spesso “-baba” o “-jiji”, che possono essere tradotti con “vecchia strega” e “vecchio”, rispettivamente.

Inuyasha si offende facilmente quando qualcuno lo chiama cane rognoso, cuccioletto, mezzosangue, o con un appellativo che suggerisce inferiorità rispetto agli yōkai, a causa della sua parentela umana. Ciò nonostante, anche se Inuyasha dovrebbe essere più debole dei demoni completi essendo un hanyō, tende ad uscire vittorioso dalle battaglie per la maggior parte grazie alla sua eredità di figlio di un dai-yokai (demone maggiore), che gli permette di avere una forma umanoide come Sesshomaru, Naraku e Koga donandogli anche grande potere, e al fatto che brandisce Tessaiga, una katana arrugginita che si trasforma in una gigantesca spada quando la impugna. Forgiata con una zanna del padre di Inuyasha, questa spada è in grado di eliminare cento nemici con un colpo solo. Il fodero della spada è in grado di “richiamarla a sé” quando la spada è lontana ed inoltre, in caso di necessità, può essere utilizzato per difendersi da un certo numero di attacchi avversari.

Essendo un hanyō, Inuyasha perde i suoi poteri demoniaci periodicamente e diventa un normale ragazzo umano con capelli neri. Per lui, questo “tempo di debolezza” si verifica con la prima notte di luna nuova. In questo stato non è neppure in grado di utilizzare le capacità magiche di Tessaiga, la sua spada, che rimane una normale katana arrugginita. I suoi compagni provano a fare del loro meglio per proteggerlo durante quelle notti, e tenere il segreto della sua vulnerabilità lontano da orecchie indiscrete. Nonostante i loro sforzi, comunque, alcuni avversari di Inuyasha, per esempio Kagura, vengono a conoscenza di questa sua debolezza. Ad ogni modo, Kagura non la usa contro di lui.

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