terza tappa

Ed eccomi qui ancora una volta a rendervi partecipi dei progressi della scuola di Comunità. Questo è stato indubbiamente un incontro speciale perché si è svolto nell’ambito della “giornata di convivenza”….E come ben sapete quando i Padri “chiamano” per una giornata a casa loro bisogna aspettarsi arricchimento spirituale ma anche un po’ di sano lavoro fisico!!! Infatti, abbiamo approfittato per pulire, addobbare e spostare qualche mobile con addirittura qualche lieve infortunio… bhe.. quisquilie solo un chiodo in un piede ma nulla di grave… ^_^

Sinceramente non avevo capito che sarebbe stato un proseguo della scuola.. invece eccolo qui pronto per essere sviluppato, il terzo tema portante delle nostre lezioni

FATEVI MIEI IMITATORI

 

Innanzitutto, quale sorpresa arrivare a Passirano e ritrovarsi lì LUI PGP… sentire una voce e dire.. e si che questa la conosco eppure non dovrebbe essere qui… e poi chi salta fuori!?!? Proprio lui che ha accompagnato due signore della comunità di Vercelli che hanno voluto vivere questa comunione particolare tra la famiglia oblata.

Si inizia al solito con la preghiera e con la divisione in gruppi per il confronto…. Come sono andate le due settimane passate? Ebbene stavolta noi giovani adulti ci siamo proprio conformati alla comunità vera e proprio.. niente incontro separato o comunque con età omogenee… no, stavolta ci siamo amalgamati  con chi già  sono anni che stanno “dall’altra parte”, in poche parole siamo diventati adulti tutti quanti. E devo dire che è stato bello sentire anche altre persone perché mi sono ritrovata a pensare che in effetti non siamo troppo lontani come esperienze.

Purtroppo non tutti erano presenti alla seconda lezione quindi molti avevano ancora da condividere ciò che hanno tentato di vivere il mese precedente, poco male comunque perché è stata una bella scuola di vita. Un bel confronto!!!

In breve ciò che è emerso da queste belle chiacchierate comunitarie è stato questo:

ü    Non siamo mai soli, la consapevolezza c’è, eppure risulta sempre difficile vivere giorno per giorno con le tante situazioni che possono trovarci lungo la via. Siamo sempre alla ricerca di ciò che ci farà capire cosa è la felicità. Ma sappiamo anche che Dio c’è e Salva e basta avere fiducia in Lui e il cammino risulta meno duro.

ü    La condivisione è importantissima, aprirsi per conoscersi lo è… Capire che non si è soli e altri stanno facendo il tuo stesso cammino per imparare ad amare è confortante e aiuta a superare la fatica e le difficoltà;

ü    Abbiamo capito che magari già si tentava di vivere come negli insegnamenti lasciatici nella seconda lezione….però ora c’è la consapevolezza di ciò che si fa e se ti accorgi che ciò che fai è utile, è bello, bhe ti accorgi anche che forse hai davvero capito un po’ di quanto gli insegnamenti richiedevano.

ü    Abbiamo capito che a volte basta ascoltare per amare e qui abbiamo una bella testimonianza ad hoc di Padre Tino che ci ha lasciati davvero quasi di sasso… quello che si dice essere al posto giusto nel momento giusto. Poco si può fare eppure essere aperti all’ascolto a volte vale di più di ogni possibile consiglio!!!

ü    Abbiamo imparato che è possibile cambiare i propri atteggiamenti e magari portare più pazienza nel confronto di chi o cosa ci fa innervosire nella maggior parte dei casi…

Il cammino di questa giornata è tutto basato su tre aspetti fondamentali: cos’è la Comunione, cosa la Comunità e cos’è il Modello di Unità


Una volta che si vive in comunità si esperimenta la Spiritualità di comunione che si deve far emergere come fosse 8visto che lo è) un principio educativo. La Spiritualità consente di:

1.     avere uno sguardo del cuore portato alla luce della Trinità

2.    capire che il prossimo ci appartiene(non in modo egoistico, ma capire che non è proprietà ma fratello)

3.    essere Intuitivi (arrivare ad amare talmente tanto da riuscire a farlo per primi)

4.   Capire il positivo che c’è nell’altro

5.    fare spazio al fratello e imparare a portare più fardelli lasciando da parte gli egoismi.

 

COMUNIONE

E’ un dono di Dio e si manifesta in una Comunità di perso-ne che stanno insieme e che hanno la loro radice comune del battes-imo. E’ un Dono dello Spirito che ci fa capire che l’uomo non è più solo ma vive consapevolmen-te che altre persone come lui hanno la stessa fede nella Trinità. Significa vivere nella carità affinché il mondo creda nel messaggio di Dio ed è il punto finale del cammino che ci porta a vivere in Dio.

COMUNITA’

E’ una forma concreta di aggre-gazione e gli indiv-idui che vi parteci-pano ricevono, vivo-no e trasmettono la comunità stessa. Vivere in comunità ci aiuta ad aprirci alla Comunione Universale che è dono da condividere con tutti. Nella comunità si sperimenta l’Amore reciproco, la preghiera e l’Eucarestia. 

 MODELLO DI UNITA’

Non è altri che Gesù stesso. Pur essendo Dio, tutti i valori Umani vengono proprio da Lui che li ha vissuti in modo divino.

 Per vivere in comunità servono delle caratteristiche indispensabili:

 

ACCOGLIENZA: Accogliere l’altro con le sue differenze perché sono proprio queste  che creano comunità. La carità si esalta e ciò che si scopre viene utilizzata nella comunità stessa.

 

ASCOLTO: La comunità è un luogo di ascolto, un luogo di apertura all’altro, è l’umiltà di saper riconoscere di avere bisogno degli altri per vivere. E’ l’esigenza di aver bisogno degli altri.

 

DIALOGO: deve essere limpido e franco, assolutamente libero.

 

VIVERE INSIEME: mettere in comune ciò che si ha e lo fai non obbligato ma per scelta personale.

 

Da qui si è passati al momento di lavoro insieme e quindi ognuno ha dato del suo chi ha spostato mobili, chi ha preparato per il pranzo, chi ha pulito, chi ha addobbato.. come appunto dicevo prima. Tra l’altro quest’anno si è deciso di preparare una mostra di presepini del mondo e quindi ci siamo adoperati anche per allestire il tutto.

Il pranzo è arrivato prontamente lasciando quindi una bella cappa di pesantezza e sonnolenza addosso.. non abbiamo più l’età neppure per mangiare troppo ahahahahah.

Il pomeriggio è venuto a farci visita padre Paolo che ci ha parlato in parallelo di due figure lontane nei secoli ma vicine nella vocazione  e nella missione:

S. Paolo e Sant’Eugenio a confronto

Devo dire che la panoramica è stata affascinante perché in effetti i punti in comune sono davvero moltissimi e se si pensa che è stato proprio sant’Eugenio a spingere  per la Consacrazione di San paolo fuori le mura in quel determinato giorno alla presenza di tutti i vescovi,… bhe è davvero singolare.

Questi i punti in comune:

1.     CONVERSIONE: Ci sono arrivati da situazioni ben diverse, entrambi incontrano il Crocifisso . Eugenio in quel famoso venerdì santo quando ha fatto la solenne esperienza di sentirsi graziato, redento, amato. San Paolo incontra Gesù.. o meglio sente Gesù parlargli e chiedergli prché mai perseguitasse i cristiani.. con queste parole… (Gesù era già morto e risorto da un po’): SONO IL GESU’ CHE TU PERSEGUITI.

2.    CAMMINO: Entrambi hanno cercato nella loro vita di ricambiare tutto l’amore che hanno ricevuto.

3.    CHIESA: Paolo nella sua vita, costruirà comunità cristiane e si sente “chiamato” per parlare ad una tipologia di persone particolare, i pagani.. coloro che NON credevano.. Paolo sentiva la necessità di farlo perché credeva fermamente che il REGNO DI DIO FOSSE APERTO A TUTTI!!! Eugenio in una comunità cristiana già ci vive, eppure  capisce che è una Chiesa che a poco a poco si sta sfaldando, la fede si spegne e i popoli si allontanano. Quindi entrambi rispondo con il loro operato (in base alle loro esperienze) alla domanda: COSA VUOI CHE IO FACCIA.

4.    COMUNIONE: entrambi avevano questo come “motto” : Un CUOR SOLO E UN’ANIMA SOLA

5.    MISSIONE: per san paolo è raggiungere geograficamente e territorialmente, i pagani di tutto il mondo per rendere anche loro partecipi del progetto di Dio.. Tutti siamo chiamati nel Regno di Dio. Per sant’Eugenio la prima missione sono i poveri, poi guarda ben oltre.

6.    SOFFERENZA: entrambi, nel loro apostolato, hanno dovuto affrontare tantissime sofferenze.

 

Da pensare a paolo che pur non essendo uno dei dodici viene comunemente chiamato l’APOSTOLO… e questo perché l’incontro con Gesù l’ha profondamente cambiato. Lui, persecutore, viene scaraventato a terra da una forza che lo blocca e lo rende cieco finché non vede alla luce della verità.. e la Luce è Cristo.

Eugenio va in pezzi alla vista di quella croce con Gesù appeso e, in lacrime, capisce che è tempo di cambiare…il punto ora è questo:

E il nostro incontro? Cos’è cambiato in noi? Come viviamo l’incontro missionario?

 

Domande assolutamente toste che spiazzano ogni volta che le si sentono dirette a noi stessi.

Per comprendere al meglio e per continuare con i compiti a casa ecco le cinque azioni che ci accompagneranno in queste cinque settimane…..

 

1^ settimana: “farsi prossimo” – passandogli accanto lo vide e ne ebbe pietà; avvicinatosi fasci’ le sue piaghe (Lc 10, 33-34) – Misono fatto sevo di tutti (1 Cor 9, 19)

 

2^ settimana: gratuito e disinteressato – Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date (Mt 10,8) – L’amore… non cerca il proprio interesse (1 Cor 13,5).

 

3^ settimana: libero e vero – Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi (Gv 8,32) – L’amore sia senza ipocrisia (Rm 12,9)

 

4^ settimana: preveniente e solidale – Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito ma per servire (Mt 20,28) – Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedo gli uni agli altri (Gv 13,14)

 

5^ settimana: misericordioso e capace di perdono – Siate misericordiosi com’è misericordioso il Padre vostro  (Lc 6,36) – Perdonate e vi sarà perdonato (Lc 6,37) – Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi (Mt 7, 2)

 

Naturalmente tutto condito con la lettura del vangelo di Marco: 2; 3, 1-12

 

Spero di aver inserito tutto.. scusate ancora il tremendo ritardo…. Vi ricordo che la lezione di recupero è in quel di Coccaglio city venerdì 09.01.2009 (wella che datona!!!) ore 20.30 presso il Focolare,

 

Tiz

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