18/08/07 IL GIORNO INFINITOOOOOOO

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 In lontananza il primo battello che abbiamo preso… pareva arrivasse con le formiche.. toda la rassa toda la rassaa

 

SABATO 18/08/2007 IL GIORNO INFINITO

Un intero giornino di viaggio cari miei….17 ore di viaggio filato.. da panico!!!!

Partenza alle 6.30 puntuali dopo aver salutato calorosamente padre Carlo e la sua missione….non so perché ma partendo da qui avevo una sorta di magone che saliva in gola… sarà stato che era là da solo momentaneamente, che lì c’era davvero bisogno di dare una mano (per carità anche nelle altre missioni, ma lì c’era una casa concreta dove si aiutavano bambini e mamme.. insomma.. io credo che un pezzo di cuore gliel’ho lasciato.. e il bello era che non ho fatto nulla.. ho solo osservato!!!), che comunque questo sentirsi in famiglia alla fine ripaga e lasciarsi è sempre toccante.. Sarà che l’augurio che ci ha lasciato è stato quello di “spendere la nostra vita per qualcosa che ne valga davvero la pena”. non saprei!!!

Sta di fatto che siamo partiti nuovamente tra le buche delle varie piste per oltrepassare nuovamente la frontiera e portarci in quel del Senegal… la nostra meta è DAKAR..quindi rifare la strada che abbiamo percorso in 2/3 viaggi.. tutta in un colpo solo!!! DEVASTANTE!!!!

Essendo partiti di buonora ancora con il buio, lo spettacolo che ci si è presentato di fronte con l’alba è stato meraviglioso.. la foresta era avvolta dalla umida nebbia e il fascino che emanava era unico..era come se parlare togliesse la magia del momento…

Avevamo un appuntamento… infatti a metà strada tra Farim e temento, avremmo dovuto incontrare padre Victor in quanto sarebbe partito per le vacanze (tornava a casa, nel villaggio del funerale) e, visto che noi andavamo verso Dakar gli abbiamo dato un passaggio ed è saluto sul nostro pick up..visto che eravamo solo in 4.. Senza troppi intoppi siamo giunti alle 8.15 all’incontro con padre Victor. Al solito viva l’african time e il padre è arrivato alle 8.45.. poco male.. almeno abbiamo fatto pausa pipì hehehe!!! Una volta arrivato abbiamo salutato fr. Etienne, abbiamo caricato miriadi di manghi, e addirittura una pianta e poi via verso il ritorno. Stavolta l’itinerario prevedeva il traghettamento di due fiumi… il CASAMANCE e il GAMBIA..

Il Primo battello non arrivava più.. era come se avessero spento i motori e lo trasportasse una corrente che tra l’altro era inesistente… era come rivedere la corale di temento con la danza di avvicinamento al palco.. a passo di formica!!! Devastante anche per gli animi più pazienti ve lo assicuro. L’attesa è durata un’ora e mezza comprensiva di traversata, e poi una volta di là… abbiamo sbagliato strada un paio di volte ed infine è iniziata la sagra delle fermate ai posti di blocco… fino a giungere alla dogana vera e propria della Gambia e poi ancora l’attesa sotto il sole cocente delle 13 per guadare nuovamente il fiume…abbiamo perso quasi 3 ore. Infatti stavolta non siamo stati fortunati per nulla.. Abbiamo aspettato in fila per decine e decine di minuti.. poi ci sono passati avanti i camion.. ancora siamo saliti in auto noi per portarci in avanti ma ci hanno subito bloccati perché!?!?!?? Perché ci sono delle priorità e chi c’è davanti (se non è un camion) non può essere superato….sta di fatto che un’auto (..se così è definibile.. io la definirei un rottame.. e io lavoro da un autodemolitore e macchine così arrugginite e scassate non le ho mai viste.. MAI!!!) non partiva più.. e quindi non è che lasciavano passare.. no… finché non fosse ripartita nessuno poteva spostarsi dalla fila…. E c’erano di quelle buche e di quella fanghiglia che ad ogni metro rimaneva impantanata…con tutti i tentativi di uomini di buona volontà… La nostra pazienza stava davvero evaporando con il calore del sole… e mentre attendevamo orde di ragazzetti tentavano di appiopparti ogni sorta di prodotto… dalle uova (che visto il sole dovevano essere già sode), alle stoffe, dall’acqua alle saponette, dalle salviette alle ciabatte.. insomma considerando che poi eravamo bianchi…bhe.. secondo loro sempre significa SOLDI… ma vi rendete conto che si era praticamente alla fine dell’esperienza e ancora non avevamo cambiato neppure i soldi!??!? Non sapevo neppure com’erano fatti i franchi sefa!!! C’era padre Gianpaolo che ormai non era più tollerante di nulla…il caldo gli aveva dato alla testa..hahaahahhaah ma dai infine è stata un’esperienza unica pure questa.. io so di essermi strinata le braccia e le gambe che prendevano sole unicamente dalla parte destra. Per l’occasione si è ritenuto più opportuno far guidare padre Victor visto che era “indigeno” e quindi forse, ci avrebbero fermato meno.. ma così non è stato!!!

Dopo una traversata rocambolesca, finalmente eccoci in Senegal… ora bisognava portare Victor fino al suo villaggio natale.. che stava a nord est rispetto a Dakar mi pare… Non so dove ci siamo fermati a comprare almeno un baschetto di banane e un po’ d’acqua perché stavamo schiattando…alle 19 siamo giunti in quel del villaggio e nuovamente il paesaggio di baobab mi ha lasciata senza parole!!! La famiglia di padre Victor ci voleva invitare a rinfrescarci ma noi abbiamo carinamente rifiutato perché ancora la strada era lunga per tornare a Dakar ricordandoci che quell’unica uscita esistente è anche l’unica entrata e a quell’ora la gente rientra….Quindi via nuovamente sui nostri pick up… ci siamo fermati ad Ngenienne a salutare padre Roberto e via verso la capitale. Come ultimo scoglio abbiamo dovuto attraversare due città piuttosto affollate e confesso di essermi addormentata per un bel po’…Alla fine erano le 23 oltrepassate che mettevamo piede a Mermoze. C’era fratel Silvio tutto preoccupato perché non tornavamo più. Povero ci aveva preparato la cena e ci aveva aspettato a mangiare… così abbiamo mangiato e poi ci siamodocciati e nanna perché non ce la facevamo più dalla stanchezza… UN RINGRAZIAMENTO A MICHELE.. IL NOSTRO EROE CHE HA GUIDATO IN MEZZO A QUELLA GIUNGLA DI CATORCI IN QUEL DEL RACCORDO DI DAKAR… Grande Mik… alla fine della sera ha detto che lui non avrebbe più guidato quel pick up ngngngng!!!! Prima di salutarci padre Gianpaolo ci ha dato sveglia libera per la mattina dopo… (che poi troppo libera non è stata..) 

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3 thoughts on “18/08/07 IL GIORNO INFINITOOOOOOO

  1.  Caspita!! 17 ore di viaggio divincolandosi na buca e la, un rottame di macchina e l’altro! Che incubo!!! Non oso pensare!! E dire che a me era sembrato infinito il viaggio di ritorn da Barcellona alle superiori, con 18 ore di pullman, ma lì almeno la strada era bella asfaltata, quella che hai fatto tu no!!!
    Un viaggio davvero all’avventura!!
    Per quanto riguarda i Gem Boy ti assicuro che quella non è certo la canzone più strana!! Anzi forse è una di quelle più blande.
    Ciao a presto e buona giornata!!!
    baci

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