12/08/2007 che avventura

Image Hosted by ImageShack.us

 

 

12/08/2007 spersi nel nulla!!!!

 

La giornata è iniziata come tante, con le nuvole e non si sa bene cosa nell’aria. Mi veniva spesso da canticchiare “Il Cielo d’Irlanda” ma il fatto è che io l’Irlanda non l’ho mai vista, quindi non posso fare paragoni!!!!

Domenica, giorno del Signore e da dedicare a Lui però in modo particolare. Infatti, ci siamo divisi in 3 gruppi diversi. Porello, ricordiamoci che Giorgio in questi giorni sta proprio poco bene… fa molto straccetto quindi, la sera prima lui si era offerto per andare con un gruppo e alla fine si è trovato in un altro per questioni di salute ovviamente!!!

Infatti in tre sono rimasti a Koungheul per la Messa: Giorgio, Ilario e Laura e hanno assistito addirittura ad una messa movimentata con canti cantati da una bravissima corale se pur dimezzata a causa delle vacanze estive!!!. In due, Tiziano e Maria Chiara, che avevano più dimestichezza con il francese, sono andati con padre André Maurice in un villaggio a circa 30 km dalla missione. Qui hanno assistito alla messa, hanno visto come si utilizza un pozzo e poi si sono ritrovati nella pioggia torrenziale a dare passaggi alla gente che stava lontana da casa e doveva tornarci.. hehehe è capitato che ci fosse una mamma con bambino molto piccolo e che per starci meglio, questo bimbo è stato dato momentaneamente in braccio ad uno dei padri e casualmente ..hehehehehhehe gli è scappata la pipì… tutta addosso al padre oblato hihiihhih ma si, non so se si dice in tutta Italia.. ma la pipì dei bimbi è santa ahahahah!!!

 Ed infine, io e Michele siamo andati in un villaggetto sperso nel nulla insieme a padre Pierfrancesco.

Questa è un’avventura paragonabile unicamente all’avventura più avventura della mia vita.. e cioè perdersi nel MASAI MARA l’08/02/2003!! Quella si che era stata un’avventura da scriverci un libro ahahahaahha!!!! Chi sa… può comprendere ahahah

Ma andiamo con ordine. Sapevamo che le strade erano un po’ disastrate perché le piogge cambiano anche morfologicamente le piste e l’ambiente subisce una metamorfosi. Padre Pierfrancesco ci dice “noi partiamo, se poi vediamo che le strade sono impraticabili, torniamo indietro”. Da pensare che questi villaggi sono talmente dispersi nel nulla che i padri garantiscono la messa non più di 2 volte al mese, appunto perché sono lontani… bhe 20 km da noi sono una sciocchezza ma qui ci vogliono ore per percorrerli!!!

Comunque, prendiamo il pick up 4×4 non si sa mai nella vita e Pierfrancesco si fa spiegare per benino da padre Joseph come si innesta il 4×4.  Via dunque verso l’avventura.

Non avevamo fatto neppure 2 km che al primo bivio chiediamo indicazioni (postilla… quando ci si ferma a chiedere informazioni, per salutarsi c’è tutta una serie di riti da fare con botte e risposte..adesso qui lo scrivo come lo pronuncio.. comunque uno parte con SAMALECUM e l’altro dice AMALECUM SALAM e quell’altro dice NAGADEF e poi si va avanti per ancora un paio di minuti…. E poi si chiede quello che serve… se no sarebbe scortese!!!). io e Michele non capimo una benemerita visto che la conversazione è in volof credo. La signora ci fa prendere un paio di strade e ad ogni angolo c’è un bivio ma padre Pierfrancesco dice che padre Joseph l’ha istruito al meglio. OK pensiamo noi. Poco dopo ci troviamo impantanati nel guano più profondo e fortuna c’era Michele che sapeva come innestare le quattro ruote motrici perché altrimenti sarei ancora là dispersa nel nulla aspettando che qualcuno venga a raccattarmi!!!.

Infatti, grazie all’utilizzo del 4×4 abbiamo continuato la nostra avanzata verso il villaggio e non senza difficoltà abbiamo trovato la via. La pista non era unica ed aveva una serie di bivi che nel giro di 3 svolte già non mi ricordavo più la strada del ritorno. Comunque il tempo regge e addirittura esce il sole e si incontrano ragazzi e donne nei campi che coltivano, altri sui carretti che si spostano verso la città. Ci capita anche di finire in qualche villaggio che non è però la nostra meta. Quando alla fine pareva non trovassimo mai il punto d’arrivo ecco che chiediamo informazioni ad un ragazzo che si offre di venire con noi così ci mostra la strada… che gentile caspita!!!.

Finalmente il villaggio è di fronte a noi.. sono 5/6 capanne e sotto delle piante ci sono delle stuoie e sopra ragazzi, bimbi, una giovane donna che allatta il suo bimbo. Noi scendiamo dalla macchina e osserviamo. Ci presentiamo e poi si mettono a fare quattro chiacchiere con padre Pierfrancesco e così veniamo a sapere che la Messa non la faremo qui ma ad un villaggio poco lontano.. come si dice, una volta per uno. E’ quasi imbarazzante la cortesia di queste persone… hanno ben poco ma una volta che arriva un ospite si fanno in quattro per lui e così subito ci hanno dato 3 sedie.. le uniche che avevano… io dico quasi imbarazzante davvero.. ma se non ti sedevi ci rimanevano male.

Ci siamo seduti e ci siamo messi in attesa perché una volta stabilito che la messa era da un’altra parte, bhe, si dovevano sistemare e cambiare per fare il breve viaggio e per essere dignitosi per la funzione. (la dignità che mostrano queste persone è a dir poco unica!!!).

Quindi rimaniamo in attesa e dal nulla mi avvicina una capatina meravigliosa, una splendida bimba che avrà avuto si e no 3 anni, e che mi ha riempito la giornata di vera gioia. Una coccolona senza pari che si è fatta un giretto sui miei piedi, che ha analizzato la mia faccia in ogni particolare per vedere che differenza ci fosse fra me e lei, che mi ha abbracciato, che ha indossato la mia bandana.. insomma è rimasta lì con noi per un po’ fino a quando la sua mamma non l’ha chiamata all’ordine perché anche lei doveva prepararsi.  La bimba si chiamava Marie Paule e la sua mamma aveva 16 anni e frequentava la scuola della missione.

Se ne va lei e il sole pare oscurarsi..e noi rimaniamo in attesa. Bhe, tutti si stavano preparando e comunque è sempre African time per cui, ci vuole solo pazienza e soprattutto smettere di guardare l’orologio che tanto non serve a nulla!!!!

Ed ecco che dalla sua capanna spunta un confetto…era Marie paule tutta bella pulita e profumata con il vestito rosa della festa… che bella che era. Insieme a lei alla spicciolata tutti erano quasi pronti, nei loro abiti migliori. Non sono molti.. non più di una decina e li carichiamo tutti sul pick up e seguiamo nuove piste fino ad arrivare al nuovo villaggio nel quale celebreremo la Messa in una capanna. Infatti il tempo è incerto. Anche in questo villaggio dobbiamo aspettare che la gente si prepari, nel frattempo i ragazzi fannole prove di canto, ci presentiamo e una ragazza mi da in braccio un bimbo che secondo me aveva problemi respiratori perché a mettergli una mano sulla schiena… rantolava tutto.. caspilino!!!

Io credevo che dentro le capanne facesse caldo, invece si stava al fresco. La messa è iniziata circa a mezzogiorno. Dentro quella piccola capanna eravamo circa 26 persone, chi sedute in terra chi sul letto, l’altare era un bidone e la lingua utilizzata era il loro dialetto, però padre Pierfrancesco aveva scritto la predica in francese così abbiamo seguito il lingua anche la predica e non solo le letture. Che raccoglimento mostravano queste persone.. è proprio vero chi ha denti non ha pane e viceversa… i cristiani d’occidente che hanno chiese ad ogni angolo non ci entrano neppure e qui possono ricevere la messa unicamente una o due volte al mese, dipende dalle condizioni del clima, vorrebbero avere la possibilità di andarci più spesso.. glielo si legge negli occhi!!!! Ma forse è solo un’impressione.

Per quanto mi riguarda è stato emozionante vivere un mistero così grande a stretto contratto con quelle persone sapendo che loro attendono con grazia quel momento così raro e noi invece lo snobbiamo (naturalmente parlo per me). Comunque durante la messa si è pregato affinché arrivasse la pioggia per i campi…e la pioggia è arrivata e che pioggia. Stavamo ancora nella capannina e dall’interno si vedevano le caprette tutte inzuppate che erano legate e non potevano scappare a ripararsi da nessuna parte.. Alla fine non potevamo aspettare che smettesse.. ormai le piste erano diventati veri e propri torrenti e dovevamo ancora riportare a casa gli abitanti dell’altro villaggio. Così salutiamo, carichiamo tutti e partiamo…. Purtoppo il fiumicello che ci separava dall’altro villaggio si era riempito per bene e non potevamo più guadarlo in auto.. così i nostri inquilini ci hanno salutato tutti sorridenti e hanno continuato a piedi . poveri erano tutti fradici.. ma han detto che la strada non era molto, circa 200 metri ma in mezzo c’era un fiumiciattolo!!!.

La nostra avventura invece ha inizio in questo momento. Con la pioggia la fisioonomia del territorio è notevolmente variata e soprattutto la pioggia è così fitta e ha già imbevuto tutto il terreno da renderlo poco praticabile anche con il 4×4 inserito.. Innanzitutto abbiamo dovuto cambiare itinerario perché la prima via era impraticabile, ma così facendo ben presto abbiamo smarrito del tutto l’orientamento.. L’acqua arrivava da ogni dove, da destra da sinistra da sopra e pure da sotto… non si vedeva nulla. L’auto derapava tutta a destra e sinistra, la pista era inesistente e alla fine ci siamo ritrovati in mezzo ad un campo coltivato ad arachidi, siamo ritornati sui nostri passi e preso il bivio successivo e ad un certo punto ci siamo ritrovati a vagare nella savana in mezzo al nulla e agli arbusti. Quante volte abbiamo sbandato finendo con la macchina addosso ad un cespuglio (e fortuna che lì non c’erano alberi ma solo cespugli). Ma la Provvidenza sempre aiuta non mi stancherò di dirlo e quando ormai pensavamo al peggio, considerando che eravamo in riserva di gasolio, abbiamo ritrovato la strada pseudo asfaltata. Un grazie a padre pierfrancesco per il sangue freddo (anche se aveva una strana concezione di sicurezza… secondo me.. preso dal quasi panico… accelerava pensando di arrivare prima a casa… ma in quel modo si sbandava che era un piacere) e a Michele per i consigli pratici di guida 4×4.

Naturalmente andando a naso per la savana ci eravamo un po’ spostati da Koungheul.. e all’alba delle 15 siamo arrivati alla missione sani e salvi.

La pioggia ci ha rovinato la giornata.. e non si poteva far nulla se non stare nelle proprie camere e basta.. Quindi puro pazzeggio e finalmente BISCA COMUNITARIA.. abbiamo giocato ad UNO. Ma ci abbiamo giocato ben poco perché è venuta a trovarci madame Constance che è la presidentessa degli Amici di sant’Eugenio. HA 43 anni è vedova e ha 3 figli dei quali una è all’università. Siamo stati in sua compagnia a raccontarci vicendevolmente le nostre storie e a sera lei ci ha cucinato il cous cous marocchino.. che buono caspita!!!! E’ stato bello vedere quanto fosse legata a questi padri.. ormai la sua famiglia, ne parlava con venerazione e tanto affetto davvero.  Infine vespri, cena e nuovamente revisione.

Ebbene devo dare ragione a PGP…tutto si svuota e prende una nuova piega…. Anche questa esperienza mi sta dando tanto e soprattutto è diversa da ciò che mi aspettavo di vivere. Ma penso sia giusto così, tutto va vissuto di petto con il cuore e in prima persona.. non posso continuare a far paragoni con ciò che ho già vissuto sulla mia pelle.. Ci propone quindi una settimana più impegnativa PGP, all’insegna del lasciarsi andare e vivere davvero… e sarà difficile perché la timidezza qui la fa da padrona… infondo sono una persona molto timida e l’apertura totale mi spaventa e non poco…

Domani si riparte… ci lasceremo alle spalle Koungheul e questi padri meravigliosi che non fanno molto a noi personalmente ma che al solo star vicino loro pensi di essere a casa… dicevo lasceremo questa missione per andare laddove sta sorgendo il fulcro dei nostri sforzi…. TESTIMONI DI SPERANZA..e la costruzione della scuola di agraria in quel di temento nella regione del CASAMANCE.. e per giungere a destino passeremo addirittura la GAMBIA..e lo faremo guadando l’omonimo fiume in chiatta.. spettacolo!!!!!! … ehm.. mi sono conservata un sacchettino dell’aereo .. quelli per il vomitino… ci manca solo il mal di mare e poi le ho provate tutte ahahahahahahah 

Annunci

5 thoughts on “12/08/2007 che avventura

  1. e hai ragione queen, ma non riesco  trovare una dimensione stabile e lo si vede anche nelle continue chiusure di blog hihihi (artisti, bah brutta razza) hahahahaah appena avrò tempo leggerò tutte le cronache del tuo viaggio. un bacio immenso e grazie per gli auguri, che buona memoria hai!! 

  2. ciao Tiz..
    direi che te la stai cavando benissimo anche da sola con i nomi!
    cmq perchè tu stia più tranquilla te li mando tutti scritti in modo esatto..spero!
    Dakar, Nguennienne, Kaffrine, Koungheul, Koumpentoum,
    Temento, Farim..allora, hai visto che avevi fatto un lavoro quasi perfetto!!
    alla prossima….. un abbraccio!!

  3. Sarà un caso ma mentre leggo qui da me diluvia e si sta dando abbastanza da fare! Che bella la pioggia!!!
    Anche se a quanto dici non è stato proprio uno spasso per voi…
    Certo è incredibile come tutti lì siano disposti a dare una mano. Pensare che da noi ormai non ti danno neppure le indicazioni stradali!
    Sono finiti i tempi in cui si prestavano uova e zucchero tra vicini… Eehhhhhh
    Ciao e buona giornata bellezza!!!
    baci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...