09/08/2007

09/08/2007 THE OCEAN

 

Com’è vero che non bisogna proprio programmare tutto nella vita..infatti siamo arrivati in Senegal e mai avremmo pensato di partecipare addirittura ad un funerale. Quello della mamma di padre Victor (senegalese).

Sveglia ore 5.20 senza colazione.. la nostra meta è Ngenienne una regione a 2 ore da Dakar. Si parte presto perché Dakar essendo tutta affacciata sul mare (se non mi sbaglio è addirittura una penisola) ha un’unica uscita e se ci si attarda anche solo di una decina di minuti, si rimane imbottigliati nel caos dei gironi danteschi.. provare per credere!!! Quindi.. meglio prevenire che curare e alle 6, con la luna con il sorriso (si perché qui lo spicchio di luna è uno smile e non una banana come da noi!!!), siamo partiti alla volta di Ngenienne e da lì il villaggio natale di padre Victor dove alle 10.30 sarebbe stato celebrato il funerale della mamma. Era comunque vero, il traffico all’uscita da Dakar era veramente intenso ma i nostri due autisti padre Pippo e padre Gianpaolo se la sono cavata egregiamente (ehm.. forse PGP aveva qualche problema con l’inserimento della retro.. ma AKUNA MATATA come direbbero in Kenya non c’è problema.. gliela metteva il suo copilota Michele!!!).

E in effetti in breve siamo giunti a destino e ad accoglierci nella missione di Ngenienne ecco padre Roberto (originario di un paesello molto vicino al mio.. Bornato).. come sempre ospitalità unica.. tutti ci accolgono come i benvenuti e vogliono sapere di noi, che facciamo, perché siamo lì ecc. Ci rifocillano con la colazione e poi via verso il villaggio e il rito delle esequie.

Il paesaggio è molto diverso e non riesco a capirlo.. Siamo nella stagione delle piogge ed è per questo che si vede tutto bello verde ma davanti agli occhi c’è qualcosa di veramente unico.. c’è una distesa sconfinata con un’erbetta verde che pare rasata di fresco e ti catapulta dentro ad un campo da golf… e ogni 10 metri o più sparsi qua e là baobab giganteschi che fanno solo venir voglia di abbracciarli e salirgli sopra di corsa.. una bella arrampicata… Sono alberi davvero immensi. Ci sono anche della acacie ma sono piccole e molto rare.. un po’ come il paesaggio a nord del Kenya… Si, dai, si può dire che verso Ngenienne si è in un clima sub desertico.

In mezzo a questo nulla seguiamo una pista di terra rossissima e infondo c’è un baobab, giriamo a destra su un’altra pista… neppure un chilometro ed ecco il villaggio. Noi parcheggiamo all’ombra di un grandissimo baobab… (ehm.. nessuno ci aveva detto che lì c’era il cimitero cavoli!!!).

E’ proprio un villaggio di capanne.. ci sono vari recinti e in ogni recinto qualche capanna. I recinti delimitano la proprietà di una determinata famiglia e le varie capanne sono dei vari componenti con le rispettive famiglie. Evidentemente padre Victor proviene da una famiglia un po’ più benestante, considerando che suo fratello è un deputato (e al funerale c’erano un sacco di autorità governative) e la sua casa è molto grande ed in muratura.. in effetti è un pugno nell’occhio a confronto delle altre.

Sui rami più alti dei baobab uno stormo di grossi avvoltoi (ci facevano pensare a Robin Hood della Disney… HEY CRUCCO HAI MESSO LA SICURA ALLA VECCHIA BESSY!?!?!? Ahahahahah) inquietanti davvero.

Il funerale era indubbiamente occasione di ritrovo da tanti villaggi vicini e alla spicciolata la gente arrivava con carretti o a piedi. MA anche per i funerali vige l’african time per cui la cerimonia doveva iniziare alle 10 ma la salma dall’ospedale di Dakar è arrivata alle 11.45.. Sotto quel tendone di fortuna il caldo iniziava ad essere opprimente.. Poco male comunque perché tutta quella attesa ci ha dato modo di osservare e iniziare ad interagire.. I primi avventori son sempre i bambini.. comunque in tanti si fermavano, tentavano quattro chiacchiere però non tutti sapevano il francese.. alcuni parlavano solo Volof o Sérere se poi ci metto anche la mia ignoranza nelle varie pronunce facciamo un bel connubio di analfabeti!! Tutti abbiamo sottolineato positivamente questa grande accoglienza del “diverso”, cosa che appunto da noi proprio non si verifica così spesso se non mai. Se penso a quando uno di loro viene in italia e inizia a tampinarti per venderti qualcosa.. mica lo tratti sempre bene o vai a cercarlo per salutarlo.. anzi!! Che vergogna ragaz.. quanto c’è da imparare!!!

Fortunatamente, la cerimonia è stata relativamente breve, ma ancora non sapevamo che i ringraziamenti finali alle autorità sarebbero durati quanto la messa!!!! Quasi schiattiamo a terra!!! Ma era da prevedere, c’erano quasi tutti i missionari oblati presenti in Senegal e buona parte delle autorità governative.. insomma gente altolocata. Se ci si mette che per loro la morte è celebrazione della vita, una volta seppellita (ehm.. proprio vicino alle nostre auto NCS) la signora Cecile si è fatto festa e per altri due giorni sarebbe andata avanti. Anche noi siamo stati invitati a rimanere e mangiare ma così non è stato e dopo aver salutato padre Victor e famiglia siamo tornati alla missione di Ngenienne.

Per la prima vera volta mangio il Cous Cous… cavoli è buono… chissà perché mi ero messa in testa che non mi piacesse!! Mah!!!

Nel pomeriggio… visto che è a poca distanza, padre pippo ci fa un regalo.. visto che anche lui sono millenni che non ci va.. e ci accompagna su una spiaggia e ci facciamo pure un bagnetto nell’oceano… quattro bracciate (non di più)  verso la libertà e l’America ahahahahah. Peccato che io non sappia nuotare se non stare a galla e che l’acqua fosse sporchissima e agitatissima. Poi nel ritorno visita ad un villaggio di pescatori situato su un’isola fatta interamente di conchiglie… veramente pittoresca!! Sembriamo proprio dei turisti!!!

A sera PGP ci convoca per una prima revisione di gruppo (ebbene si, non è un viaggio come tutti gli altri… è una scoperta dei nostri limiti visti alla luce di una comunità… insomma qualcosa di sicuramente più spirituale di quanto vissuto in viaggi precedenti).

Si iniziano a formare le nuove impressioni. Ammetto che ciò che è uscito dalle menti dei miei compari viaggiatori rispecchiavano pari, pari le mie della mia prima esperienza in Africa.. insomma l’impatto con quel mondo è uguale per tutti: senso di piccolezza, sentirsi pezzenti di fronte alla loro serenità e alla loro capacità di godere di ogni giorno a loro concesso o fortunati per essere nati in un’altra parte di mondo. Come a gennaio, la povertà non mi ha colpita profondamente, è come se io l’avessi accettata anche se ogni volta mi ripeto che non si può fare il callo a cose come questa… non si può quindi o ho il cuore di pietra o in me è nata una nuova consapevolezza.. ma ancora non saprei dire quale!!. Quello che però io non vedo più è quella “serenità” di fondo. Dice bene PGP asserendo che questi popoli sono apparentemente così “sereni” perché non conoscono altra realtà che la loro.. Hanno comunque tanto di cui preoccuparsi ma probabilmente riescono ad affrontare il tutto in modo diverso.

E mentre lo scrivo mi pare di avere già cambiato idea sul pensiero.. ma ormai lo lascio così.

Dopo il momento di verifica, compieta e tutti a nanna… ehm.. postilla… non c’erano camere con tre letti e soprattutto non c’erano letti da inserire in altre camere per cui la triade femminile si è arrangiata. Ma chi se frega no!?!?!? Basta unire i due letti e dormire in tre in un letto matrimoniale…… PECCATO che i due letti avessero un dislivello di 15 cm per cui le comiche per unire i letti e sopra i materassi al contrario così abbiamo dormito con la testa e la schiena 15 cm più alte rispetto al corpo… al mattino.. eravamo DISTRUTTE!!!! Ahahahahah

Ma mica ci scoraggeremo per così poco!! 

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3 thoughts on “09/08/2007

  1. ciao titty..ops! rifaccio: CIAO TIZ!!!!!!!!!
    ma guarda un po’, uno si distrae un attimo e come torno sul tuo blog scopro ke sei già arrivata al terzo giorno..
    mi sto troppo divertendo a rileggere delle nostre avventure..
    avresti dovuto vedermi prima mentre prendevo il Lariam..altro ke ridere, mi stavo per mettere a piangere..ho ancora tt il sapore in bocca,PESSIMO! il clima africano si vede ke mi aiutava in questa operazione..c’è proprio da tornare, mi accompagni??
    al prossimo aggiornamento!! un abbraccio..
     
      

  2. Buon giorno bellezza!!!
    Ripensando ai complimenti che mi hai fatto sulla costanza ti ringrazio moltissimo, ma devo anche correggerti: non è costanza, è che sono una rompi balle fedele e poi leggere i tuoi viaggi mi mette di buon umore, mi sembra di essere in vacanza…
    ciao a presto allora!!! aspetto il seguito!!!
    (quanto vorrei poter dire anch’io di aver visto un baobab… snif!)
    baci

  3.  I baobab del piccolo principe *__*
    Credo a Steel sulla fiducia, perchè di leggere tutto dopo una giornata di lavoro…. coff coff….
    Un abbraccio e spero ti sia divertita

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