dopo tempo immemore..ecco un altro MUSICAL

mai sentito parlare di

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"Forza Venite Gente" è  la storia di un ragazzo, di uomo diverso dagli altri, dei suoi amici e del suo mondo. E` la storia di un personaggio unico e straordinario, della sua grande gioia di vivere e del suo amore per tutto e per tutti. E` il resoconto, scanzonato ed a volte provocatorio, della vita e delle opere di San Francesco d’Assisi.
Ma è anche un’allegorìa dell’eterno contrasto tra generazioni, è la storia di un padre come tanti altri -Pietro di Bernardone- e di un figlio diverso da come lui l’avrebbe voluto. Un figlio che va per la sua strada.

A narrare gli eventi sono due personaggi all’opposto: da un lato Pietro di Bernardone, il padre di Francesco, uno tra i più ricchi mercanti di Assisi; dall’altro una simpatica poverella, un po’ suonata -ma solo all’apparenza- che tutti chiamano semplicemente "Cenciosa". Sono loro a tenere le fila della vicenda, e legare tra loro i vari episodi della vita del Poverello di Assisi. Ognuno di questi episodi è narrato, per l’appunto, da una canzone 

Credo questo sia il musical più copiato nei vari oratori italiani.. o almeno del nord Italia… tranne forse che nel mio e vi assicuro che io la parte della povertà la farei ancora anche adesso.. una canzone così bella da cantare proprio…non la si trova spesso!!!! L’ho visto originale dal vivo almeno 3 volte ed innumerevoli altre rappresentato appunto da compagnie amatoriali e tutte mi sono piaciute immensamente… Sarà che la vita di francesco (uno di noi) è veramente unica nel suo genere, un santo amato anche da chi non crede per la sua mitezza, per il suo trovare del buono in ogni cosa. Sicuramente ai suoi tempi sarà stato considerato PAZZO..senza parlare di suo padre che prorpio non si capacitava del cambiamento fatto dal figlio.. da rampollo viziato, parte per la guerra, viene ferito e l’Altissimo opera su di lui facendogli vedere il mondo in modo assai diverso da quello che era abituato a vedere.. Un mondo dove Madre Terra ci dona tantissimo.. dove ogni piccola forma umana è considerata fratello e sorella nel creato… dove c’è discriminazione tra ricchi e poveri e lui decide di vivere non tanto nella povertà quanto LA POVERTA’…. Bellissimo..  la storia è divisa in 2 atti.

Ogni canzone è densa di significato.. si parte con

FORZA VENITE GENTE e E’ VUOTA LA CITTA’:Siamo nel 1207. Francesco decide di abbandonare l’agiata vita a cui era abituato, per vivere nella più assoluta povertà. Questo, nonostante l’unanime parere del padre, dei suoi amici, e di tutta Assisi, che lo considerano impazzito. La notizia fa scalpore, e tutti accorrono in piazza ad assistere al confronto tra Francesco ed il padre, il quale si vede restituire dal figlio tutti gli averi e gli abiti. (Francesco dice: non avrò più casa, più famiglia non avrò, nudo come un verme solo i piedi mi terrò, nella mia bisaccia pane, fame poesia, fiori di speranza segneranno la mia via!!!) ..anche i suoi amici, altri rampolli di famiglie agiate, sono perplessi dalla scelta dell’amico Francesco e cantano.."stanotte ragazzi, che malinconia,, un vecchio compagno se n’è andato via…. noi siamo stanchi come stanchi eroi da quando francesco non è più con noi.. è vuota la città è morta l’allegria, la vita è senza fantasia e non c’è più felicità… e infine in una frase si legge la perplessità di chi inizia a pensare che forse la via scelta da Francesco non è da tralasciare.

L’unica che non condanna apertamente Francesco è Chiara di Offreduzzo, forse la sua amica più cara, e forse, un tempo, qualcosa in più!!!Ben presto altri si uniscono a Francesco, allontanandosi dalle preoccupazioni e dalla vita frenetica di tutti i giorni per abbracciare l’assoluta povertà. Nessuno si preoccupa del proprio futuro, di cosa mangerà domani. La Provvidenza è in grado di offrire loro tutto ciò di cui hanno bisogno per vivere. ed è la volta di SORELLA PROVVIDENZA…un ode alla semplicità in cui viveva Francesco… Ci sono sui e alcuni suoi nuovi fratelli..dice che hanno poco pane da mangiare ma tanta terra per dormire…. Rondinelle del Signore. è uno zingaro il vostro cuore.. e sulla strada stretta che porta in cielo d’ogni cosa saremmo senza se Sorella Provvidenza non venisse incontro a noi.. e la Provvidenza risponde dicendo perché lo fa: PERCHE’ SIETE DI QUELLI CHE NON HANNO PAURA E NON CHIEDONO NIENTE..NON COMPRATEM, NON VENDETE, NON PRESTATE E NON RIAVETE..PERCHE’. VOI SOLI SIETE CERTI CHE IO CI SIA E SEMINATE LA SPERANZA PER LA VIA…..

Corre l’anno 1209. I compagni di Francesco sono ora una dozzina. Francesco mette per iscritto le semplici regole che scandiscono la vita sua e dei suoi. Tutti insieme partono così alla volta di Roma, per farsi ricevere dal Papa e poter fondare un ordine vero e proprio. Profondamente colpito dall’energia e dalla voglia di vivere di quei "ventiquattro piedi scalzi", il Papa Innocenzo III approva senza esitazione la regola di Fratello Francesco. e qui viene cantata VENTIQUATTRO PIEDI SIAMO (dice: regola1 noi chiediamo il permesso, di possedere mai nessun possesso, regola 2 non chiediamo licenza di far l’amore con sora pazienza, regola3 considerare fratelli, i fiori i lupi gli usignoli gli agnelli, per nostro tetto noi vogliamo le stelle, per nostro pane strada e libertà… oppure… regola tre portare un cuore giocondo, fino ai confini dei confini del mondo)

Infine, anche Chiara decide di seguire la difficile strada dell’amato di un tempo. Anche lei rinuncia perciò a tutti i suoi averi, alla sua vita agiata, ai suoi abiti lussuosi, e perfino ai suoi lunghi capelli. Non è una scelta facile, ma ha di fronte a sé l’esempio vivente della gioia e della libertà che si può provare anche senza possedere nulla. E Chiara canta I MIEI CAPELLI TAGLIERO’…e me ne andrò via da tutto e via da me.. per la strada dove lui scalzo e povero già va… qui le lunghe sere, tra i muri binchi le mie preghiere.. pensieri puri sui bianchi muri… di veste bianca..mi vestirò.

Francesco prosegue nella sua vocazione d’amore, arrivando là dove nessuno si era mai spinto prima: non solo tutti gli uomini sono suoi fratelli, ma anche gli animali e le stesse cose inanimate, lui li ama con la stessa forza e lo stesso fervore. Questa volta parla con gli uccelli, e questi comprendono, incredibilmente, che quell’uomo ha qualcosa di diverso, e lo stanno ad ascoltare, e lo capiscono…e vanta VOLARE VOLARE (noi siamo l’allegria… leggero il cuore sia…chi ha piume volerà)

Ma se l’amore di Francesco è per tutti e di tutti, non può esserlo per una persona sola. Sia Francesco che Chiara, in fondo, sono esseri umani, e come tali non sono esenti da dubbi. Ma con la stessa forza del sentimento che non li ha mai realmente uniti, entrambi capiscono che questo significa realmente amare, capiscono che "l’amore, è un’altra cosa". e insiem cantano POSSO DIRE AMORE  TUTTI..Chiara no, se ti avessi, sarei ricco più di un re e tu lo sai, quell’amore non fa più per me!!!!!

in quel periodo, le campagne intorno a Gubbio erano infestate da un lupo dalla ferocia e dalla forza straordinarie, che non disdegnava neppure di attaccare ed uccidere l’uomo. L’unico in grado di far "ragionare" l’animale è proprio Francesco: il lupo, non solo non lo attacca, ma alla sua presenza lo ascolta ed infine diventa mansueto come un agnellino. e cantano IL LUPO A GUBBIO (sono solo io, agnelli e vacche tutto quanto mio… se la foresta il ciobo non mi dà.. io mangio carne d’uomo di città…..e francesco risponde… ed eccolo qua l’agnellino di Dio..il lupo cattivo che mangia la gente e che rimorso non sente mai per tutto il male che fa.. ma, che da adesso in poi più mansueto di un agnello sarà)…e alla fine tutta la cittadina è in festa per questo cambiamento addirittura suonano le campane!!!

Francesco poi parlava la notte..ma con chi!??!Con chi parla, durante le notti, Francesco? Con chi discuteva, sin da quando ancora dormiva nel suo letto, tra le mura della casa paterna? Da solo forse. O forse con qualcuno mandato direttamente da Dio, qualcuno a cui fare le domande ed ottenere le risposte da cui trarre la propria conoscenza e la propria fede?..no, lui parlava con L’ANGELO BIONDO…(e questa è un duetto a dir poco meraviglioso…. "solo ti vedo, io solo ti credo, per me tu sei sceso tra queste contrade..soltanto per me… favola d’oro bisogno di cielo… mi vesto vero e mi copro di piume.. ti faccio da lume nel buio profondo.. io L’angelo biondo..che parla con te!!!

e poi Tutto il mondo cattolico è in subbuglio: è il tempo delle sante crociate, e tutti, ricchi e poveri, belli e brutti, sani e zoppi, si armano come possono alla volta della Terra Santa, dove sperano di guadagnare fama, ricchezze, e magari anche la salvezza. Anche Francesco è in partenza, ma a modo suo, senza armi, senza scudo, solo con il suo bastone, pochi seguaci e tante buone intenzioni. la canzone è VENITE CAVALIERI…..e poi lui giunge in terra Santa…. e ce n’è un’altra di canzone… TU FRANCESCO IN TERRA SANTA..stanco te ne vai, la tua guerra come vincerai senza spada ne corazza ma che crociato sei….E Francesco, almeno in parte, riesce nel suo intento. Riesce ad incontrare gli infedeli, a parlare loro del Vangelo di Gesù, a fare amicizia con la figlia del Sultano, ed a restare vivo. E` il segno dell’unità tra i popoli: in fondo viviamo tutti sulla stessa terra, sotto lo stesso cielo, e sospiriamo tutti alla luce della stessa Luna, che così ci unisce anche se apparteniamo a mondi tanto diversi. E LUNA è proprio la canzone che chiude il primo atto … luna che solitaria in cielo stai e tutto vedi e nulla sai ..luna…che sui confini nostri vai e froonti e limiti non hai e tutti noi uguali fai.. tu che risplendi sui nostri visi bianchi o neri dacci pace la tua pace per questa umanità..

Nel secondo atto si vede Francesco tornato in italia vivere la sua vita:

E` il Natale del 1223, e Francesco mette in pratica un’altra delle sue idee: far rivivere a tutti quella notte di 1200 anni prima, ricreare la stessa atmosfera di amore e magia. Ecco allora nascere il primo presepe della storia (canzone E’ NATALE..ecco la stalla di Greccio con ‘asino e il bove e i pastori di coccio che accorrono già..monti di sughero prati, di muschio col gesso per neve, lo specchio per fosso e la stella che va… ecco la greppia Giuseppe e maria.. laggiù c’è già l’angelo di cartapesta …e’ natale anche qui).  ma anche Chiara vive la sua di vita Sono lunghe le sere in convento. Ed anche a chi ha scelto la strada dell’amore, della povertà, della libertà, può venire da chiedersi come sarebbe andata altrimenti. Ma i dubbi spariscono rapidamente, è l’amore stesso a sedarli, è la fede, l’unica cosa che mai potrà crollare (canzone LA SPOSA DI GESU’ starà con lui lassù accanto gli starà …a chi darò più io l’immenso amore mio). E poi l’ode alla predicazione di francesco… su cosè la letizia Vivere sempre nella gioia, essere sempre allegri e spensierati. Questo sostiene Francesco. Beh, finché le cose vanno bene, non è certamente un problema. Ma è quando si va incontro alle difficoltà che bisogna dare fondo a tutte le proprie energie, amare gli imprevisti, sorridere ai problemi; in fondo è questa la vera Vita, l’unica degna di chiamarsi tale e di essere vissuta appieno! Ed alla fine anche l’ingenuo Frate Leone lo capisce (canzone PERFETTA LETIZIA..frate Leone, agnello del Signore, per quanto possa un frate parlare tanto bene, da far capire ai sordi e convertire i ladri.. per quanto anche all’inferno lui possa far cristiani.. questa non è perfetta letizia… e in mezzo a frate inverno, tra neve freddo e vento.. stasera arriveremo a casa e busseremo giù al portone.. bagnati stanchi ed affamati , ci scambieranno per due ladri, ci tratteranno come cani e ci prenderanno a bastonate.. e al freddo toccherà aspettare con sora notte e sora fame… questa è perfetta letizia!!!) e poi si passa ad una regola essenziale la POVERTA’ Gli uomini, gli animali, gli oggetti, ma non solo. Anche la stessa Povertà è sorella di Francesco, ed egli la ama, nel bene e nel male, ed a suo modo viene ricambiato..ed è la canzone che io canterei veramente con tutta me stesa… l’ho sognato tante volte di poterlo fare in questo musical"pane e cielo io mangio con te.. ma il mio cuore leggero non è…E in lui francesco.. mandato da Dio sul cuore mio piangerà.. che povertà gli dirò sono Io e in luji francesco dirà..Povertà, povertà non è più ..se sarà come qui schiavitù" Chissà… magari  un giorno la canterò davvero!!!

Lo stesso vale per la SEMPLICITA’ per il gioire di ogni cosa senza mai desiderare di più. In fondo, quando si ha tutto, quando si ha la vita, l’amore, la salute, perché si dovrebbe volere altro. Le tentazioni non mancano, certo, ma snobbarle non risulta, in questo caso, poi così difficile  (semplicità, sorella mia, un pane tondo un morso e via, semplicità, che nulla vuoi che nulla prendi e tutto dai….pensieri leggeri e piccini, un cuore di grandi bambini e cieli turchini negli ochi tuoi pieni di semplicità) addirittura in questa canzone fa la sua comparsa il diavolo… che tenta francesco in tutto e per tutto proseguendo con la canzone POVERO VECCHIO DIAVOLO Ma cerchiamo di vedere le cose da un altro punto di vista. Incontriamo così la disperazione di un povero demonio che non sa più che pesci pigliare: il non riuscir a tentare Francesco in alcun modo lo tormenta. (povero diavolo cornuto come me che cosa mai può fare per tentare te… ti sento inafferrabile, illogico, diverso… cercare di tentare è tutto tempo perso così, dovrei pregare ma non so come si fa così, dovrei saper pregare per pregarti di aver pietà.)

E poi giunge il tempo delle stigmate e della sofferenza fisica di Francesco è tempo di incontrare SORRELLA MORTE Per Francesco è tempo di andare. E` tempo di abbandonare anche le ultime preoccupazioni terrene, per andare incontro all’ultima delle sue sorelle: la Morte. Perfino di fronte ad essa, Francesco affronta la propria sorte con coraggio, pensando prima di tutto a consolare gli altri…(Arriva la morte che taglia le teste, arriva la notte per l’uomo che muore, arriva la pena per l’uomo che resta…la mano che strazia le madri,la falce che mai si riposa…eppure francesco la immagina bella, eppure francesco la chiama sua sposa..eppure francesco la chiama sorella…. sorella morte dolorosa e bellissima..sorella morte che di cielo ci illumini, sorella morte che spalanchi l’eternità.)

E con il balletto finale in cui Francesco porta in braccio la morte… la sua storia si conclude e riparte il motivo iniziale di Forza venite gente…. ma che diventa altra melodia con E PIANSERO I LUPI DEL BOSCO Francesco non c’è più. Il vuoto immenso che lascia nel mondo viene sentito non solo da tutti i suoi compagni, ma anche dagli animali e da tutta la natura che tanto ha amato. La stessa morte non riesce a rimanere indifferente nello svolgere il suo compito, e perfino Belzebù, a modo suo, si dispera.(frate francesco è vivo fra noi e c’è nel cielo più luce che mai..tra i cherubini, gelosi di lui dell’angelo bellissimo… e tra le foglie un vento passò al suo respiro che andava lassù e la sua terra restò deserta senza lui.. e piansero i lupi del bosco, le rondini i cigni le gru, piansero bianche nel chiostro le monache date a Ges…sorella dagli occhi di teschio, quell’attimo hai pianto anche t.. ungelido bacio a francesco e non c’era più)

Ed infine.francesco torna in scena per cantare il suo "testamento spirituale LAUDATO SII Ma Francesco non è morto. Il suo ricordo, le sue opere, la sua gioia di vivere, lo fanno risorgere tra noi ogni giorno. Ecco allora il suo ultimo, grande regalo: la sua opera ultima e più bella, il meraviglioso Cantico delle Creature. lAUDATO SII MI sIGNORE, CON TUTTE LE TUE CREATURE, SPECIALMENTE FRATE SOLE CHE DA LA LUCE AL GIORNO E CHE CI ILLUMINA PER TUA VOLONTà, RAGGIANTE E BELLO CON GRANDE SPLENDORE, DI TE L’IMMAGINE ALTISSIMO sIGNORE… E COSì VIA.. UN RINGRAZIAMENTO PER TUTTE LE CREATURE!!!

Mi sono indubbiamente dilungata troppo.. ma è proprio bello pensare a questo musical… alla sua storia e quanto di buono se ne può trarre ancora oggi da una figura come san Francesco… Certo oggi sembra così lontano da noi… ma tentare di vedere il mondo dai suoi occhi penso farebbe solo bene a tutti quanti!!! Indipendentemente dalla religione professata!!!! E alla fine di tutto, dopo i monologhi del Sig. bernardone sulla pazzia di quel figlio che l’ha rinnegato e della cenciosa…che pareva pazza ma che poi troppo non lo era…alla fine di tutto tutti capiscono la bontà di quel ragazzo che ha saputo cambiare strada..omeglio… ha saputo vedere laddove altri non avevano voluto vedere!!!

bellissimo davvero!!!!

Buona notte… e non addormentatevi troppo… già so che tutto non lo leggerete mai hihihhi!!!

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6 thoughts on “dopo tempo immemore..ecco un altro MUSICAL

  1. Nymi… che dire… deve essere veramente bello e lo dico sinceramente.
    Cambiando discorso.. sì, dovevano essere sette, ma non credo che li realizzeranno tutti.
    Per ora ti saluto, un abbraccio e un buongiorno a te :)
     

  2. Buongiorno! Eh eh eh! San Francesco è uno dei pochi Santi ai quali mi sento davvero vicina ( se vai sul mio blog, vedrai ne vedrai anche uno dei tanti motivi!!! eh eh!)
    Come va regina? Sai che il drago ha dovuto aspettare perché la mia schiena era troppo irritata dal sole ( mi spellavo come un serpente!) e quindi niente da FA’?!! In compenso nel frattempo mi sono fatta fare un folletto dispettoso in fondo in fondo alla schiena, giusto per calmare la mia furia contro me stessa ( per aver preso troppo solo quando non avrei dovuto ). La prossima settimana spero che nascerà il mio draghettuccio tanto desiderato da me quanto odiato dal mio povero Gianni… Buona giornata!
     

  3. O.O ma quanto hai scritto? ti ho offendi se ti dico che non l’ho letto tutto?? ihih
    eh, pure qui il tempo non è dei migliori…… ma ti prego, prega con me che domani faccia bello….. almeno a Bologna….. sigh…..
    buon pomeriggio

  4. Buon pomeriggio regina!
    hi hi hi! Come potrai notare sono molto meno indaffarata che negli ultimi due mesi! eh eh! no…il fatto è che mi lasciano più sola e quindi ho più possibiità di connettermi nonostante la connessione anni 20…. Com’è il tempo da te? sempre schifo? qua piove e c’è il sole, non ci capisco niente!Buonissima domenica!!!

  5. eh si sono tornata con il mio muso haha…e la vita va avanti, potrebbe andar meglio ma va…
     
    ti auguro un ottimo inizio settimana, un bacione

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